lunedì 14 novembre 2011

Pericolo nucleare: Sull'Europa piove polvere radioattiva (non pericolosa) di origine ignota.

Pericolo nucleare: Sull'Europa piove polvere radioattiva (non pericolosa) di origine ignota.

Post n°487 pubblicato il 13 Novembre 2011 da francesco1375
Un misterioso pulviscolo radioattivo è caduto su numerosi paesi europei.
Pur non essendo quantitativamente pericoloso per la salute, ha messo ovviamente in allarme i paesi coinvolti ed anche l'AIEA che si è detta "un po' preoccupata" perchè ignora la provenienza della contaminazione.
La polvere contiene iodio 131, un elemento tipicamente rilasciato durante un incidente nucleare grave, ma insieme ad altri elementi ben più pericolosi che invece non sono presenti.
Lo iodio 131 ha un tempo di dimezzamento di soli 8 giorni, quindi ha una durata molto breve.
Ripetiamo che la quantità è minima e rilevata solo da sofisticatissimi strumenti di misurazione, quindi non c'è alcun rischio per la salute.
Sembra non provenire da Fukushima. Le analisi lo escludono. Ed inoltre, avendo un tempo di dimezzamento di soli 8 giorni, ormai si sarebbe dissolto. Altresì questa breve durata, indica che la polvere continua ad affluire.
I paesi coinvolti sono: Germania, Svezia, Austria, Ungheria, repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Danimarca.
Secondo alcuni la sostanza starebbe tuttora continuando ad arrivare, ma appunto non si sa da dove.
In Polonia qualcuno aveva ipotizzato venisse dal Pakistan dove si è verificato un incidente non garvissimo nel trattamento dell'acqua pesante a Kanupp. Ma le autorità pakistane si sono affrettate a smentire seccamente. Il recentissimo incidente al loro impianto non può in alcun modo avere prodotto iodio 131, e gli esperti confermano.
In Polonia la contaminazione era stata riscontrata già ad Ottobre.
L'ipotesi più probabile è che lo iodio sfugga da qualche impianto industriale europeo che tratta materiale radioattivo.
fonti
http://www.iaea.org/newscenter/ (Sito ufficiale AIEA, comunicato ufficiale)
http://www.stockholmnews.com/
http://enenews.com/

Aggiornamento 14 novembre
La Croazia ha eseguito analisi atmosferiche a seguito delle tracce radioattive rilevate nell'Europa Centrale. Nel paese balcanico tuttavia non è stato rivelato nulla di anomalo. Lo comunica il governo croato che esegue costantemente ricerche di questo tipo in due siti: Sveti Kriz (nord) e Batina (est).
http://www.croatiantimes.com/news/
Aggiornamento 14 novembre 2
Anche la Slovenia, in una nota ufficiale, smentisce la presenza di concentrazioni anomale di Iodio 131. Precisando che misurazioni in tal senso sono eseguite costantemente così come in tutti gli altri paesi dell'UE, smentisce le voci circolate nei giorni scorsi su di un possibile coinvolgimento del suo territorio nella vicenda delle anomalie radiologiche.
http://www.ursjv.gov.si/
(una piccola divagazione personale: ma in Italia? Così, tanto per sapere...)
Aggiornamento 14 novembre 3
Siti correlati
http://europeancitizen.org
http://www.bbc.co.uk/
http://www.decodedscience.com/

venerdì 11 novembre 2011

Cyberguerra: Usa e Europa hanno svolto esercitazioni congiunte di guerra elettronica.

Cyberguerra: Usa e Europa hanno svolto esercitazioni congiunte di guerra elettronica.

Post n°485 pubblicato il 05 Novembre 2011 da francesco1375
Cyber Atlantic 2011, questo il nome della guerra elettronica simulata tra USA ed Europa.
All'evento hanno partecipato i maggiori esperti di telematica appartenenti alle forze dei paesi che si trovano sulle due sponde dell'Atlantico.
Sono stati simulati attacchi a sistemi di protezione di dati sensibili, centrali elettriche, trasporti ecc. Insomma, a tutto quello che ragionevolmente potrebbe essere attaccato tramite internet o tramite altre reti telematiche.
Ovviamente segreti sia i dettagli delle modalità di attacco che, soprattutto, quelle di difesa.
Passando dallo stato di ipotesi a quella di realtà quotidiana, la guerra elettronica è ormai al centro dell'interesse di tutte le forze di difesa mondiali.
Ormai gli attacchi non si contano più. E la paternità delle azioni resta sempre misteriosa.
 

Sapiens italiano retrodata l'arrivo dell'uomo in Europa di molti millenni.

Sapiens italiano retrodata l'arrivo dell'uomo in Europa di molti millenni.

Post n°484 pubblicato il 03 Novembre 2011 da francesco1375
I resti più antichi di homo sapiens ritrovati in Europa provengono dall' Italia?
L’Homo Sapiens (la nostra specie) è originario del continente africano. Solo in seguito si diffuse in quello Euroasiatico.
Ma quando è avvenuta questa migrazione?
Fino ad oggi i resti più antichi appartenevano ad un uomo vissuto in Romania circa 45.000 anni fa’.
Ora, tredici enti di ricerca, tra cui l’Università di Pisa e di Siena, hanno esaminato due nuovi reperti: Una mascella di sapiens ritrovata a Devon in Gran Bretagna e due dentini da latte ritrovati nella Grotta del Cavallo, in Puglia.
Si è così scoperto che il reperto inglese ha tra i 41.500 ed i 44.200 anni.
Mentre quelli italiani appartengono ad una data compresa tra i 43.000 ed i 45.000 anni fa, risultando essere tra i più antichi scoperti fin ora nel vecchio continente.
Ora, come si vede, l’assunto che il più antico uomo sapiens fosse italiano è un po’ “tirato per i capelli”.
Infatti, se il ritrovamento inglese è un po’ più recente di quello rumeno (2.000 anni sono insignificanti in archi temporali così lunghi), quello italiano è praticamente contemporaneo.
La scoperta di questi giorni retrodata l’arrivo dell’homo sapiens in Europa per un altro motivo.
Dimostra infatti che al tempo del reperto Rumeno (45.000 anni fa circa) l’homo sapiens era molto più diffuso di quanto si pensasse. Infatti il suo “regno” si estendeva dall’Italia, alla Gran Bretagna, alla  Romania.
Insomma, era diffusissimo in ogni parte del continente. Non solo in un’area ristretta come si poteva ipotizzare con il solo ritrovamento della rumeno.
Quindi se era così diffuso, era giunto in Europa molto prima di 45.000 anni fa.
Ecco perché la scoperta retrodata le attuali cognizioni.

Cyberguerra: Attacco a Palestina. Fuori uso telefono e internet in tutto il paese. Ignota l'origine dell'attacco.

Cyberguerra: Attacco a Palestina. Fuori uso telefono e internet in tutto il paese. Ignota l'origine dell'attacco.

Post n°483 pubblicato il 01 Novembre 2011 da francesco1375
Continua la misteriosa guerra telematica.
Quella che forse potremmo definire come la guerra più segreta di tutti i tempi.
E' di pochi giorni fa la notizia di un virus misterioso che aveva aggredito i droni USA e alcune basi americane.
(Vedi anche: Cyberguerra: Droni USA infetti e attacchi a catena tra potenze.)
Era solo l'ultimo di una serie di attacchi, altamente sofisticati, sferrati in ogni parte del mondo.
Oggi un'altra clamorosa aggressione, stavolta contro i territori dell'Autorità Nazionale Palestinese.
L'attacco, ancora in corso mentre scriviamo, proviene da vari punti del pianeta.
Ma questo non stupisce, è una tattica comune a tutti gli attacchi informatici. Infatti l'aggressore si serve di un gran numero di server di cui ha preso parzialmente il controllo, ovviamente questi sono ovunque tranne che nel luogo di residenza. In questo modo riesce a nascondersi.
La cosa che stupisce è l'impatto di questo attacco che ha bloccato internet e telefonia.
Questo certo è anche dovuto probabilmente allo scarso numero di server da attaccare nel piccolo paese mediorientale, tuttavia chi ha sferrato l'attacco ha approfittato della situazione per creare il massimo danno possibile.
Non si sa chi sia l'autore di questo gesto, ma come nei casi precedenti sembra del tutto improbabile il gesto di uno o più pirati informatici.
La complessità di questi attacchi indicano sempre che si tratta di attacchi militari di qualche paese.
Un movente potrebbe essere il recentissimo riconoscimento della Palestina da parte dell'OSCE, osteggiato da molte potenze.
Tuttavia il condizionale è d'obbligo, potrebbe trattarsi di un depistaggio o di un modo per addossare la colpa a chi non c'entra.
Su questa guerra regna il mistero, probabilmente vi prendono parte moltissimi stati.

Crisi: viviamo già in un'altro mondo. Ecco come ci siamo finiti

Crisi: viviamo già in un'altro mondo. Ecco come ci siamo finiti

Post n°482 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da francesco1375
L'economia finanziaria continuerà a crollare finchè non raggiungerà un livello molto prossimo a quello del prodotto interno lordo globale.
Oggi,secondo alcuni economisti, l'economia "delle borse", è più di quattro volte superiore rispetto a tutta la ricchezza prodotta nel mondo.
Ovviamente si tratta di una distorsione grave dell'economia finanziaria.
Si tratta di una specie di immensa truffa di cui gli speculatori finanziari sono sia vittime che carnefici di loro stessi.
In sostanza, ad un certo punto accanto alla ricchezza reale, si è affiancata una ricchezza teorica ma inesistente.
Questo stato di cose era noto ed esisteva già da molti decenni e sembrava funzionare.
Un tempo, la ricchezza finanziaria e quella reale coincidevano quasi completamente. Ad un certo punto ci si rese conto che si poteva anche creare "a tavolino" una ricchezza inesistente che, immessa sul mercato, favoriva la dinamicità dell'economia.
Il sistema fu istituzionalizzato negli anni settanta, quando gli Stati Uniti decisero di usare massicciamente questo sistema per uscire da una gravissima crisi economica che l'occidente attraversava in quegl'anni.
Slegare la finanza dall'economia reale, permetteva di avere una ricchezza inesistente in concreto, ma reale e spendibile realmente.
In parte questa idea ha funzionato, ma fino a che il mercato era abbastanza limitato teritorialmente e le tecnologie non erano adeguate a movimentare immense masse di denaro senza alcun controllo dei governi.
Ma a partire dal 1990è cambiato il contesto.
Ecco quindi perchè il sistema è impazzito: il mercato è diventato immenso facendone parte tutti i paesi del mondo ; L'elettronica di massa ha consentito di spostare immense quantità di denaro in pochi istanti; Il sistema legislativo internazionale ha esplicitamente ridotto i controlli finanziari sui flussi.
A questo punto la finanza ha perso ogni legame con la ricchezza reale, (quella prodotta dall'industria, dal terziario, dall'agricoltura ecc. per intendersi) ed è diventato un sistema a se stante. In questo mondo di numeri digitati sui monitor, i soldi in realtà cominciarono a diventare sempre più nient'altro che numeri.
Chi viveva in questo mondo, comprava e vendeva, ma non si rendeva conto dell'inesistenza reale di quello che contrattava.
Ad un certo punto, cosa è successo?
Ci si è resi conto che la sproporzione tra soldi teorici e soldi reali era diventata gigantesca. Che cioè milioni di investitori grandi e piccoli avevano nelle mani una "moneta" che in raltà non valeva nulla.
Nessuno si era accorto di questo per molto tempo (tranne alcuni economisti "dissidenti" ovviamente considerati alla stregua di guastafeste).
Poi la cosa è risultata evidente (o così grande da non poter essere nascosta perchè ricordiamoci che negli ultimi due anni sono state arrestate persone che trattavano miliardi di dollari inventati di sana pianta e non per ingenuità ma per truffare altri investitori).
A quel punto tutti hanno cercato e stanno cercando di vendere questa cartastraccia borsistica e ovviamente ben pochi sono interessati a comprarla.
Il problema è che banche e stati avevano fatto i loro conti credendo che questa ricchezza di fatto esistesse. Di colpo si sono resi conto che non esisteva, che in cassa avevano in valore reale cinque o sei volte meno dei soldi che pensavano di avere.
Ma questo a noi serve per capire più o meno ciò che è accaduto negli ultimi due anni nella finanza e cosa sta accadendo.
Però per capire cosa accadrà in futuro bisogna vedere il punto in cui questa corsa al ridimensionamento terminerà. E questo punto sarà quando l'economia della finanza sarà prossima all'economia reale.
In parole povere, quando la crisi sarà finita (probabilmente nel 2013) la ricchezza finanziaria non sarà la metà di quella attuale, ma probabilmente la metà della metà.
A questa riduzione però non è detto che corrisponda una analoga riduzione della ricchezza reale, anzi la cosa è molto improbabile perchè, solo una minima parte dell'economia finanziaria è in qualche modo legata al prodotto interno lordo mondiale. Questo si ridurrà certamente, potrebbe tornare ai livelli degli anni '70 (quando però dava da vivere a tre miliardi di persone in meno), oppure fino ai livelli degli anni '90 (siamo già tornati più o meno ai livelli del 1992 dicono molte analisi).
Molto dipenderà da cosa si farà.
Ma non da cosa si farà per puntellare un periodo storico che ormai è finito e non tornerà come tutti i periodi storici della storia.
Quanto diventeremo o non diventeremo poveri dipenderà da quello che l'essere umano riuscirà a ideare per creare un nuovo ambiente economico diverso nel quale vivere.
Il mondo in cui viviamo è già un'altro mondo. Stiamo assistendo ai vagiti di un nuovo periodo storico, quello vecchio è ormai un ricordo. Sono davvero patetici (nel senso buono del termine) quei politici che tentano in ogni modo tenere la testa rivolta indietro. Credo sia il momento di guardare avanti, E' appena nato il settemiliardesimo abitante della terra,non possiamo mandare l'umanità nel baratro per una nostalgia di un mondo finito, e ciò non accadrà.
Io non penso che il prossimo sistema sarà diversissimo da quello precedente. Sarà si molto diverso, ma non ci sarà una rivoluzione copernicana.
Sarà la differenza che c'era tra il mondo del 1984 e quello del 1994, tra il mondo del 1950 e quello del 1980, per intenderci.
Alla fine tra cinque o sei anni, alla conclusione dell'inevitabile periodo di transizione, staremo quasi tutti meglio. Io almeno la penso così.
Scusate se questo post non è chiarissimo, consideratela una bozza di appunti buttati giù dopo una giornata di lavoro.
Un grande saluto a tutti,
ciao,
Francesco.
 
 

giovedì 27 ottobre 2011

Disoccupati in Italia: Quasi due milioni di disoccupati solotanto tra i giovani tra i 25 ed i 34 anni. E' record.

Disoccupati in Italia: Quasi due milioni di disoccupati solotanto tra i giovani tra i 25 ed i 34 anni. E' record.

Post n°481 pubblicato il 25 Ottobre 2011 da francesco1375
Secondo le ultime rilevazioni, in Italia, oltre un quarto dei giovani è costretto a non lavorare.
Infatti, addirittura il 25,9 % dei giovani che hanno tra i 25 ed i 34 anni, è disoccupato.
La media dell'Unione Europea (comprensiva di paesi come Polonia e Romania che certo anno risorse economiche inferiori alle nostre che saremmo la quinta potenza mondiale) è "soltanto" del 15,7 %.
Questo ci candida a raccogliere l'ambito premio di "paese più disoccupato d'Europa".
Un premio cui evidentemente teniamo moltissimo dato che il problema della disoccupazione è da decenni al centro dei programmi dei nostri governi, ed aumenta sempre più.
Comunque: l'esercito dei giovani disoccupati (molti dei quali ormai con figli a carico) conta ormai 1.944.000 unità.
Quindi praticamente più di due milioni perchè oggi come oggi mi sembrerebbe giusto aggiungerci anche gli immigrati (regolari o no) presenti sul territorio, disoccupati, nella stessa fascia di età. Perchè di fatto ci sono, è surreale continuare a fingere che non esistano.
A questi vanno aggiunti tutti quelli che hanno lavori assolutamente precari e non sufficienti a garantire una vita autonoma (a noi risultano essere una percentuale rilevante degli occupati giovani). Ad esempio, altro dato che emerge ora gli "apprendisti" sono più di 530.000, insomma circa mezzo milione (non nascondiamoci dietro un dito, sappiamo tutti cosa è di fatto  l'apprendista in un paese dove gli unici apprendisti che si cercano sono gli "apprendisti esperti". Poi se ci vogliamo prendere in giro da soli, seguitiamo pure). Vogliamo citare anche altre categorie? Potremmo aggiungere i lavoratori a progetto e quelli a chaimata che nnon risultano disoccupati, quelli che si gettano in disperate avventure imprenditoriali che chiudono dopo pochi anni (negozietti accanto a mega-centri commerciali ecc.), i venditori porta a porta o via telefono di prodotti invendibili (quasi sempre senza fisso e con pochi euro di percentuale al mese) ecc. ecc.  E chi più ne ha più ne metta.
Tutti giovani "occupati" che ad essere seri andrebbero sociologicamente conteggiati tra i senza lavoro.
In questo quadro, oggettivamente deprimente, spicca un dato ancora peggiore.
Riguarda la fascia di età compresa tra i 25 ed i 54 anni che arriva al 23,2% (in crescita). Questo dato indica che la disoccupazione è di lunga durata, che sono moltissimi i disoccupati con famiglia e quindi i figli che non possono fare affidamento sull'aiuto dei genitori. Ma anche, che chi oggi ha 30-35 anni ed è disoccupato probabilmente lo rimarrà, quindi se vorrà sopravvivere potrà contare solo sul magnifico stato sociale italiano (risaputamente tra i più efficienti del mondo).
fonti
televideo rai
rai
ADN Kronos

In Europa più di 24 milioni di disoccupati.

In Europa più di 24 milioni di disoccupati.

Post n°480 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da francesco1375
In Europa i disoccupati sono circa 24 milioni.
Ad Agosto 2011 i 22.228.000. Ma a Febbraio del 2010 si era raggiunto il massimo storico con ben 24.461.000.
Variazioni di questo tipo sono oscillazioni stagionali.
Considerando anche gli inoccupati, cioè coloro che hanno rinunciato a cercare un lavoro ed un certo numero di cittadini talmente emarginati da non essere censiti (immigrati irregolari, minoranze etniche ecc.) è del tutto probaqbile un totale di circa 25 milioni.
Un numero di persone simile all'intera popolazione di Pechino.
Il calcolo si riferisce solo ai cittadini dell'Unione, conteggiando i cittadini degl'altri paesi europei e della Russia il numero sarebbe ovviamente più alto.

Cyberguerra: Droni USA infetti e attacchi a catena tra potenze. "Il mondo che verrà" sarà il solito vecchio mondo?

Cyberguerra: Droni USA infetti e attacchi a catena tra potenze. "Il mondo che verrà" sarà il solito vecchio mondo?

Post n°477 pubblicato il 12 Ottobre 2011 da francesco1375
I droni USA operanti in Afgenistan sono stati infettati da un virus misterioso.
I tecnici dell'esercito hanno scoperto l'infezione ma non sono riusciti a capire il tipo di minaccia cui si trovano davanti.
Gli aerei senza pilota continuano a funzionare regolarmente. Il sospetto è che si tratti di un Keylogger, o comunque di un virus concepito per inviare dati riservati a qualcuno.
Qualcuno che sarebbe interessato a carpire i segreti delle più sofisticate tecnologie di difesa americane.
Qualcuno con tecnologie sufficienti a penetrare nei sistemi di difesa dell'esercito.
Qualcuno che ha creato un virus in grado di diffondersi in numerosi velivoli senza pilota e nella super protetta Creech Air Force Base. Dove ha colpito sistemi segretissimi.
Un virus peraltro quasi impossibile da rimuovere.
Con questi presupposti è poco credibile che il virus sia entrato nel sistema per errore.
Probabilmente il caso va inquadrato all'interno della guerra sotterranea tra super potenze.


Infatti, da tempo è in corso una vera battaglia di spionaggio e sabotaggio condotta a colpi di attacchi informatici.
Un caso non lontano di cyber-attacco riguarda l'Estonia.
Ma i casi sono ormai centinaia. E si stanno moltiplicando in tutto il mondo.
Da notare che gli autori restano solitamente nascosti, così che, ad ogni attacco, si scatena la caccia al responsabile e l'immancabile smentita ufficiale dell'accusato.
Ma sembra evidente che dietro i vari attacchi, ci sia sempre una struttura statale o militare, perchè le risorse impiegate sono troppo evolute e costose per essere messe in campo da un semplice pirata. Anche se internet, si sa, è il regno delle sorprese.
La verità è quasi certamente questa: Tutte le grandi potenze si stanno scambiando scaramucce telematiche. Sempre meglio delle bombe, ma comunque la cosa è sintomatica.
Questa battaglia la dice lunga sulle tensioni che si stanno accumulando tra le potenze mondiali. A dispetto dei buoni rapporti di facciata, è in corso una vera e propria battaglia per accaparrarsi le migliori risorse strategiche nel mondo "post-crisi", o "post-globalizzazione". Insomma, "il mondo che verrà" sarà il solito vecchio mondo.

Nucleare: per "Times" di Londra l'Iran ha messo in funzione un reattore pericolosissimo, un Frankenstein atomico.

Nucleare: per "Times" di Londra l'Iran ha messo in funzione un reattore pericolosissimo, un Frankenstein atomico.

Post n°476 pubblicato il 08 Ottobre 2011 da francesco1375
Il sito dell'ANSA riporta una notizia poco rassicurante:
Secondo un dispaccio dio fonte iraniana, finito nelle mani del Times di Londra, l'Iran avrebbe assemblato e messo recentemente in funzione uno dei reattori più pericolosi di sempre.
La qestione starebbe in questi termini: La costruzione del reattore iniziò nel '75 per mano di maestranze tedesche.
La ditta che aveva in appalto i lavori lasciò l'opera costruita solo in parte. Poi, a seguito della rivoluzione iraniana del '79 abbandonò i lavori.
Durante la guerra trà Iran e Iraq, il cantiere abbandonato venne bersagliato pesantemente.
Semi distrutto dai bombardamenti e dai fori di proiettili, ciò che restava del reattore lasciato a metà fu per anni preda delle intemperie.
Negli anni '90 ricominciarono i lavori eseguiti da ditte russe.
Queste avrebbero voluto iniziare un nuovo progetto, perchè il loro reattore era completamente diverso da quello (ormai oltretutto obsoleto) iniziato dai tedeschi venti anni prima. E magari in un'altra zona, perchè quella su cui sorgeva il cantiere era una tra le più sismiche del mondo.
Ma gli iraniani avevano speso già cifre enormi sulla costruzione originale, così imposero ai russi di proseguire sullo stesso sito riciclando il rudere esistente.
Inizia così la costruzione di quello che il Times definisce un Frankenstein atomico.
Cioè l'innesto di un reattore russo a sviluppo orizzontale sui resti di un reattore tedesco a sviluppo verticale. Per ottenere il risultato ai tecnici russi fu data ampia licenza di interpretare come meglio potevano le norme di sicurezza. Molte delle parti riutilizzate del primogenio progetto erano ormai danneggiate e senza più neanche i libretti di istruzione.
Ovviamente preoccupati i paesi confinanti come il Kuwait che avrebbero ripetutamente chiesto chiarimenti sul progetto ricevendo rassicurazioni. Non tutti però si sentono rassicurati.
http://www.ansa.it/web/notizie/

venerdì 7 ottobre 2011

Addio a Steve Job, l'uomo che più di chiunque altro ha reso il pc utile alla gente comune.

Addio a Steve Job, l'uomo che più di chiunque altro ha reso il pc utile alla gente comune.

Post n°475 pubblicato il 06 Ottobre 2011 da francesco1375
Purtroppo se ne è andato Steve Job, l'uomo della Apple, l'uomo del Mac.
Su di lui si è detto molto, e anche io voglio dire cosa penso di lui.
La sua importanza, ed il motivo per cui è diventato un simbolo, non è solo il suo carisma, ma l'importanza pratica e concreta delle sue realizzazioni.
Innanzitutto è stato tra i primissimi a concepire un Computer di dimensioni ridotte, acquistabile e utilizzabile da chiunque.
E per farlo funzionare fu tra i primi (secondo molti il primo) ad aver ideato l'interfaccia ad Icone, con pochi amici, che è poi diventato il modo in cui ognuno di noi è in grado di rapportarsi ad un Computer senza bisogno di essere un tecnico specializzato.
Già dai primissimi modelli, i suoi prodotti lasciavano a bocca aperta per le prestazioni.
Per cui, per molti anni, chi comprava un Apple si trovava tra le mani un oggetto eccellente, semplicemente imparagonabile alla concorrenza.
I suoi Computer sono sempre stati impareggiabili per prestazioni, stabilità e sicurezza.
Per lunghissimi anni, praticamente fino ad oggi, chiunque abbia lavorato professionalmente con la grafica si è dovuto arrendere all'evidenza della superiorità dei Mac.
Ma se oggi anche un PC modesto può padroneggiare le più comuni applicazioni multimediali, fino agli anni '90 era impensabile fare grafica con un Computer che non fosse stato prodotto a Cupertino. Era quasi impossibile. Semplicemente i PC comuni si bloccavano mentre lavoravi, e i Mac no.
Il segreto dei Mac era ed è uno solo: Mentre la maggior parte dei PC sono un assemblaggio di elementi hardware e software di provenienza diversa, un Mac è sempre stato un qualcosa di concepito per intero seguendo un processo organico che toccava ogni minimo dettaglio, dal pulsante di accensione all'icona sul monitor.
Per questo motivo i conflitti di sistema, i bug ecc. sono sempre stati ridotti al minimo, anzi pressoché nulli.
E addirittura la "scocca" dell'apparecchio e le periferiche sono sempre state di massimo livello e concepite in modo specifico per quel dato apparecchio.
Steve trovava sempre le persone migliori per lavorare alle sue idee, e seguiva personalmente lo sviluppo in tutta la fase realizzativa. Per questo ciò che scaturiva dal suo gruppo di lavoro, è sempre stato perfettamente coerente. E teniamo conto che un apparecchio elettronico comprende milioni elementi, diversi anche per genere.
Anche molte caratteristiche dei Mac, non erano segrete, tuttavia erano così geniali ed evidentemente difficili da emulare, che ancora oggi non sono presenti sui comuni computer.
Ad esempio, nei Mac, sul disco rigido i dati non vengono scritti in disordine ed in punti a caso del disco rigido come avviene nei comuni PC. Vengono invece trascritti in ordine, senza lasciare spazi vuoti. E' questo uno dei motivi per i quali, un Mac, poteva vantare prestazioni superiri con un processore anche relativamente poco potente rispetto a quello di un pc (che è perennemente occupato a ricercare i dati qua e la per il disco). Ovviamente a parità di potenza i risultati erano quindi enormemente superiori.
Questa caratteristica rendeva inoltre inutile la deframmentezione del disco rigido. Appunto perchè i dati non erano frammentati.
Alla fine il successo di Job era dovuto al fatto di avere prodotto per lunghissima anni i migliori computer disponibili.
Mi riferisco qui soprattutto ai modelli della prima lunga fase.
E' per spiegare che Steve non è un simbolo come ce ne sono tanti, un guru come spesso viene definito, ma una persona molto concreta, un uomo che è stato apprezzato per avere dato all'umanità degli strumenti che davvero hanno cambiato il modo di vivere e lavorare.
La grandezza di Steve non è tanto in ciò che ha fatto negli ultimissimi anni con l' iMac, l' iPad e l'iPhone, ma cosa ha fatto prima di arrivarci, e per arrivarci.
Non era in realtà un esperto di immagine e comunicazione.
Caso mai era una persona che veramente capiva la gente, i bisogni e le potenzialità della gente. Come pochi altri.
Sia che fossero sui collaboratori sia che fossero sui clienti.
La sua genialità e l'utilità davvero storica delle sue "creature" sono pari a quello che ha permesso alla gente di fare.
E' stato questo a dargli lo spessore e l'immagine che ha avuto.
Sono davvero addolorato per la sua scomparsa. Abbiamo perso tanto.

sabato 1 ottobre 2011

Nel 2013 la crisì sarà finita ed avremo una ripresa repentina ma squilibrata e fragile.

Secondo me la recessione mondiale finirà nell'arco del 2012, mentre nel 2013 avremo una crescita globale molto alta. In linea di massima il sistema ha retto il colpo. Non ci sono state ripercussioni catastrofiche come negli anni 20-30 del '900. Stando così le cose, visti i correttivi sia pure modesti che sono stati messi in atto a livello mondiale e la naturale tendenza del sistema economico ad autocorreggersi, una crisi di questo tipo non può durare più di 5 anni.
Ci sono molti segnali che indicano una fase di stallo sostanziale nel 2012 ed una fortissima ripresa nel '13.
Tuttavia sarà una ripresa molto squilibrata che non riguarderà tutti i paesi.
Nasceranno potenze mondiali oggi insospettabili, alcune potenze emergenti attuali invece poterebbero cedere.
Per quanto riguarda l'occidente invece avremo una situazione a macchie di leopardo molto nette.
Sarà una ripresa purtroppo che accentuerà di molto le differenze pre-crisi e che si baserà su molte scelte tampone poco organiche.
Tutte le contraddizioni resteranno aperte, per cui sarà una ripresa mondiale enorme ma con fondamenta molto fragili.

giovedì 29 settembre 2011

Fukushima: parole chiave in giapponese per ricerca informazioni in siti e twit del Sol Levante.

Fukushima: parole chiave in giapponese per ricerca informazioni in siti e twit del Sol Levante.

Post n°472 pubblicato il 28 Settembre 2011 da francesco1375
Ormai l'attenzione su Fukushima è calata notevolmente. Allo stesso tempo è quindi sempre più difficile reperire informazioni. Certo sono stati fatti passi avanti nelle opere di messa in sicurezza della centrale. Ma se come me siete tra quelle persone un po' paranoiche che pensano che in Giappone sia ancora in corso un evento trà i più drammatici e rischiosi della storia, allora vorrete essere informati il più possibile.
Nelle prime fasi del disastro avevo scritto molti post su fukushima. Come fonte di notizie mi erano utilissimi i siti nipponici.
Per orientarmi tra i siti del Sol Levante avevo trovato alcune parole chiave utilissime in lingua originale.
Oggi le metto a disposizione di tutti, affinchè, ognuno di voi sia facilitato nella ricerca delle rare notizie disponibili.

Fukushima : 福島県 (attenzione, in Giappone non è la parola più usata per indicare il luogo del disastro.)


Hukushima : 福島 (questo è il termine che i giapponesi usano per indicare il luogo della centrale).


Fukushima Daiichi : 福島第一
Sarcofago : 石棺


Combustibile esautito : 使用済み燃料


Hukushima raffreddamento : 福島冷却


Crollo scioglimento fusione : メルト


Meltdown : メルトダウン



Melt-through (Meltdown con fuoriuscita dal fondo del reattore) : 溶融スルー



Hukushima sistema di raffreddamento primario : 福島原発の冷却装置

Lo sciogliere il terreno : 地面を溶かすって

Centrale nucleare : 原子力発電所

domenica 25 settembre 2011

Stracciate le leggi della fisica! Neutrino più veloce della luce. Messo in dubbio, per la prima volta, Halbert Einstein.

Stracciate le leggi della fisica! Neutrino più veloce della luce. Messo in dubbio, per la prima volta, Halbert Einstein.

Post n°471 pubblicato il 23 Settembre 2011 da francesco1375
La notizia è così clamorosa da lasciare a bocca aperta l'intero mondo scientifico.
Se confermata potrà avere lo stesso impatto che ebbe a suo tempo la scoperta dell'energia nucleare.
A differenza di tante altre scoperte che hanno lasciato perplessi e scettici molti studiosi, questa viene presa sul serio da tutti. Il motivo? L'indiscutibile supremazia del CERN, probabilmente l'istituto di ricerca più serio e avanzato del mondo nello studio della fisica.
Mentre si dice che occorreranno altre verifiche, tutti sanno che i mezzi impiegati al CERN sono i migliori del mondo e che la serietà di chi ci lavora è indiscutibile.
Il problema che ora tutti si pongono è questo: Le leggi della fisica sono sbagliate e vanno riscritte, oppure il fenomeno può essere spiegato all'interno di questa gabbia di regole ritenuta da tutti invalicabile?
Le leggi della fisica sono dei parametri oggettivi cui rispondono tutti i fenomeni dell'universo. Supportate da decenni di calcoli e prove scientifiche, la loro validità era ritenuta da tutti indubitabile. Il superamento di queste leggi era relegato alla fantascienza, nessuno studioso prendeva sul serio teorie che non rispondevano a queste leggi, e fino ad oggi questo atteggiamento era corretto.
Una di queste leggi stabiliva che la velocità della luce (circa 300.000 Km. al secondo) fosse una velocità limite insuperabile.
Questa costante era legata alla teoria della relatività che imponeva questo limite.
Nella percezione comune, alle velocità raggiungibili dall’uomo, questa differenza è di pochi miliardesimi di secondo e passa inosservata.
Ma ammettiamo di avere un aereo che viaggia a velocità prossime a quelle della luce, magari a 100.000 km. Al secondo anziché 300.000. Questo aereo parte, esegue moltissime volte il giro del mondo e poi atterra. Per chi lo ha visto partire l’aereo sarebbe atterrato magari dopo due ore dall’inizio dell’impresa, mentre per i passeggeri sarebbero passati mettiamo 15 minuti.
Se lo stesso aereo ripetesse la stessa impresa alla velocità della luce, per gli spettatori a terra sarebbero passati circa venti minuti, mentre per i passeggeri il fatto non sarebbe neanche avvenuto, avrebbero la sensazione di non essere mai partiti perché per loro il tempo si sarebbe fermato alla partenza.
Secondo la legge della relatività più aumenta la velocità più il tempo rallenta. Alla velocità della luce praticamente si ferma. Superare questa velocità significherebbe andare indietro nel tempo. Quindi è impossibile.
E' un tema che ha molto affascinato la letteratura fantascientifica.
Ma anche e soprattutto la scienza ufficiale.
Immaginiamo un altro esempio: senza infrangere le leggi della fisica un'astronave viaggia alla velocità della luce. Al suo ritorno, sulla terra, potrebbero essere passati milioni di anni, perchè sull'astronave il tempo sarebbe rimasto fermo, praticamente. Ma se infrangendo queste leggi  superasse la velocità della luce, ecco che il tempo scorrerebbe all'indietro e al loro ritorno si troverebbero in un passato remoto. Ecco, ma la legge della relatività prova inconfutabilmente l'impossibilità di superare questo limite.
Invece cosa è accaduto: Dal centro di ricerca del CERN di Ginevra, sono stati sparati fasci di neutrini verso il laboratorio del Gran Sasso.
Si prevedeva che questi avessero una velocità prossima a quella della luce e si intendeva misurare con esattezza questa velocità.
La distanza era molto grande, 732 Km. I neutrini hanno viaggiato in linea retta. Tanto che per raggiungere il laboratorio nelle profondità appenniniche hanno dovuto attraversare la curvatura terrestre. Nelle viscere del nostro paese era stato posizionato un rilevatore di una precisione mai raggiunta.
Ed ecco la sorpresa, i neutrini hanno viaggiato dalla Svizzera all'Italia ad una velocità superiore a quella della luce. Quindi infrangendo per la prima volta in modo scientifico, la legge della relatività.
Ora si apre un gigantesco punto interrogativo su tutto quanto sappiamo dell'esistente. E' probabile che le prime ricadute saranno in quei fenomeni della fisica ancora inspiegabili e che ora forse troveranno una risposta. Come ad esempio il famoso bosone di Higgs che si cerca di comprendere all'interno dell'enorme acceleratore di particelle dello stesso CERN.
Le ricadute pratiche sono poi inimmaginabili, proprio nel senso che ad oggi nessuno è in grado di immaginarle. Certo siamo davanti a qualcosa che, se confermato, avrà un impatto simile alla scoperta dei raggi x o all'avvento dei computer, se non addirittura alla comparsa della macchina a vapore nel settecento.
La cosa più paradossale è che i neutrini, viaggiando ad una velocità superiore a quella della luce, per la legge della relatività sarebbero dovuti arrivare prima dell'inizio dell'esperimento, perchè avrebbero dovuto viaggiare indietro nel tempo. Quindi è proprio la legge della relatività e dello spazio-tempo di Einstein che verrebbe confutata.

martedì 20 settembre 2011

Il differenziale tra aumento di valore delle materie prime e svalutazione del prodotto finito è alla base della crisi globale?

Il differenziale tra aumento di valore delle materie prime e svalutazione del prodotto finito è alla base della crisi globale?

Post n°470 pubblicato il 17 Settembre 2011 da francesco1375
Io penso che, davanti ad un problema complesso, si debba ricercare l'aspetto fondamentale.
Altrimenti seguendo tutti i rivoli della questione si perde il bandolo della matassa.
Un problema complicato ha sempre una base principale su cui si innestano e si diramano tutta una serie di questioni più intricate.
Io penso che, il nucleo della crisi della globalizzazione sia questo:
La globalizzazione (economica) si fondava sul libero scambio di beni e servizi a livello mondiale. Se noi guardiamo i dati, il commercio mondiale, sia import che export è crollato.
In tutti i paesi, compresi quelli più a loro agio in questo sistema come la Cina.
Lo scambio di prodotti è salito vertiginosamente negli ultimi 10 anni. Era appunto la globalizzazione. Poi è crollato ovunque dal 2008. E' quindi la crisi della globalizzazione.
Perchè è successo?
Secondo me alla base di tutto c'è la discrepanza tra la possibilità di una crescita globale potenzialmente illimitata, la svalutazione della produzione e del lavoro e la limitatezza fisica delle risorse. E' su questo punto che si è incagliato il sistema.
Ad un certo punto, la produzione di beni di consumo finiti è cresciuta in modo immenso, fin tanto che la produzione ha superato la domanda. Il valore effettivo  dei beni di consumo (al di la del prezzo per il consumatore) è crollato. Una quantità di beni finiti gigantesca, milioni di tonnellate di prodotti, hanno finito per avere un valore minimo, tanto da poter essere prodotti soltanto da mano d'opera povera che spesso non poteva usufruire di ciò che produceva.
Contemporaneamente, questa sovrapproduzione industriale, ha fatto salire enormemente il valore delle materie prime, beni limitati dalla natura diventati richiestissimi.
Quindi, ci siamo trovati davanti, a livello mondiale ad una produzione di scarsissimo valore alla fine del processo produttivo e con alto costo di realizzazione.
Il risultato: un abbassamento di redditività della produzione mondiale che ovviamente si è scaricata prima sui lavoratori e poi su tutta la società mondiale. Alla fine a pagare il prezzo più alto saranno come sempre i paesi in via di sviluppo e le economie emergenti, ma anche noi, come si vede prenderemo una bella batosta.
Le borse non hanno provocato la crisi secondo me. La riflettono. Il sistema industriale oggi è fondato sulle spa (quindi sulla borsa), così è il capitalismo moderno. Non capirlo è non capire il problema. Gli speculatori ci sono, ma ci sono sempre stati, anzi prosperano di solito nei periodi floridi dell' economia. Si pensi alla P2 negli anni '70 e '80, in un periodo di grande crescita. La crisi deve avere un'altra causa. Ovviamente non voglio con questo "assolvere" gli speculatori. Ma la borsa non può dare risultati positivi a fronte di una realtà economica negativa. Sarebbe una truffa gigantesca per gli investitori, ma non si verificherà perchè nessuno ha il controllo totale sulle borse. La stampa può dire che le cose vanno bene anche se vanno male, se è controllata politicamente. Le borse alla fine non possono e non devono mentire.
 

martedì 13 settembre 2011

La Cina è ancora poverissima - Nuove potenze economiche, paesi ricchi, paesi poveri. Niente è come sembra.

Oggi spesso è difficile parlare di paesi ricchi e paesi poveri.
Sappiamo tutti che molti paesi dell'Africa Subsahariana sono poverissimi.
E siamo portati a vedere i paesi dell'Europa dell'Est come paesi con grandi difficoltà.
Ma altri paesi, un tempo generalmente ritenuti poverissimi, oggi vengono decantati come paradisi della nuova ricchezza. Si tratta delle nuove economie emergenti. Ma le cose non stanno proprio così.
Cerchiamo di fare chiarezza e di capire perchè la nostra percezione su molti paesi è falsata.
Anche sui nostri Paesi.
A volte sembra quasi di pensare che Cina ed India ci abbiano superato. In realtà non è così.
I paesi emergenti, negli ultimi venti anni, hanno fatto davvero passi da giganti.
Per noi questi paesi sono diventati tanto importanti per la quantità di ricchezza al loro interno.
Si tratta di paesi dalle grandi risorse, che sono riusciti ad attirare grandi masse di capitali.
Ma si tratta anche di paesi popolosissimi.
L'Italia ha circa sessanta milioni di abitanti.
La Francia circa 65 milioni.
La Cina ha invece un miliardo e trecentosettanta milioni di abitanti da mantenere.
Allora, si capisce bene che, se anche in assoluto la quantità ricchezza presente in Cina è superiore a quella della Francia, questa deve servire a far vivere un numero enormemente maggiore di persone.
Per capire quanto sia potenzialmente ricco un popolo, bisogna quindi dividere la ricchezza presente per il numero di abitanti. Ma non basta, bisogna anche riportarla al costo della vita.
E' evidente che vivere in una periferia parigina costa molto di più che vivere in un sobborgo di Pechino.
Questo calcolo è molto complesso, ma alla fine ci avvicina molto alla verità sul grado di ricchezza o povertà della popolazione di un dato paese.
Questo calcolo è stato eseguito dalla Banca Mondiale.
Vediamo quindi il grafico del "reddito nazionale lordo pro capite, espresso in dollari a parità di potere d'acquisto per compensare le differenze nei prezzi tra i Paesi. Non corretto per tenere conto dell'inflazione" come recita la didascalia.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.
Come potete osservare, in celeste, nella parte bassa, c'è il reddito pro-capite mondiale. E' il reddito che avremmo se, per assurdo, la ricchezza mondiale venisse suddivisa in parti identiche tra i sette miliardi di abitanti.
Avremmo un potere di acquisto di circa 12.000 dollari annui. Si, lo so, per molti di noi sarebbe un reddito da sogno, ma purtroppo si tratta di una semplice stima che stabilisce una media, un parametro per capire dove gli abitanti sono ricchi e dove sono poveri.
Ovviamente più ti trovi al disotto di questa linea e più ti trovi in un paese povero, più ti trovi al di sopra e più ti ritrovi in un paese ricco.
Il discorso dell'equa distribuzione della ricchezza all'interno dei vari paesi è tutto un'altro discorso.
E' evidente che un paese come il Brasile, ad esempio, ha appena raggiunto il livello medio mondiale.
Quindi se la ricchezza utopisticamente fosse ripartita in parti uguali ogni abitante avrebbe un potere di acquisto di circa 12 mila euro l'anno, ma in un contesto di fortissime differenze sociali, è evidente che la maggior parte della popolazione dovrà spartirsi una fetta di una torta già di dimensioni risicate. E' probabile che molti brasiliani vivano con meno di 500 dollari (sempre rapportato al nostro costo della vita, quindi davvero poco).
Chiarito tutto questo capiamo davvero quanto sia tragica la situazione di un paese come la Nigeria, dove si può contare su un potere di acquisto medio annuale di circa 2000 dollari, ma dove la maggior parte della popolazione vive praticamente senza denaro.
Vediamo al sommo della classifica gli Stati Uniti, ben lungi, nonostante la crisi, dal diventare un paese povero.
Il potere di acquisto medio di un americano è di circa 45 mila dollari l'anno. Certo, a pensarci non è tantissimo se rapportato a certi ben noti stipendi italiani.
I vecchi paesi dell' Europa Occidentale mantengono, insieme all'America, il predominio assoluto del potere di acquisto medio pro-capite. E anzi, negli ultimi vent'anni l'hanno accresciuto in maniera notevolissima. Perchè questo accrescimento non sia stato percepito da gran parte della popolazione è un dilemma nel quale tutti i luminari della psicologia sociale si stanno dibattendo.
Ottima la performance della Russia, che ha ottenuto una crescita repentina di questo parametro.
Ma quando si guarda a paesi come la Cina, sempre additata come esempio di paese performante, beh, non mi sembra piazzata molto bene. Insomma, è evidente che il popolo cinese è ancora molto povero.
Alla fine, siccome è auspicabile che i cittadini dei paesi emergenti raggiungano un livello di vita simile al nostro (che poi neanche è il massimo), il processo di crescita per loro è appena all'inizio.
E' ancora un'utopia quella di un mondo dove Cina, India e Brasile, per fare un esempio, raggiungano il nostro tenore di vita.
Quello che ha impressionato gli economisti negli ultimi decenni è il "Reddito nazionale lordo, espresso in dollari a parità di potere d'acquisto per compensare le differenze nei prezzi tra i Paesi. Non corretto per tenere conto dell'inflazione". ma questo non dice nulla se non viene diviso per il numero di abitanti. Di qui anche tante bolle speculative degli ultimi anni che hanno portato alla crisi globale.
Perchè i dati qui, come nella tabella sotto, sono impressionanti, ma appunto sono solo illusori.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.
Mostra impressionanti trend di crescita, ma non dice nulla sulla reale ricchezza di un paese.

sabato 3 settembre 2011

Google: Straordinaria innovazione nella ricerca immagini.

Google: Straordinaria innovazione nella ricerca immagini.

Post n°467 pubblicato il 02 Settembre 2011 da francesco1375
Google lancia una nuova straordinaria applicazione, la ricerca di immagini simili.
Esistevano già servizi analoghi.
La differenza è che il servizio di Google funziona veramente.
Quando cercate un'immagine, digitate la richiesta nel campo di ricerca.
Tra i vari risultati, potrete trovare solo alcune immagini del tipo che state cercando.
Quando ne avrete trovata una, basta trascinarla verso il campo del testo per trovare immagini simili visivamente, ma spesso addirittura di argomento simile.
Probabilmente il sistema incrocia i dati relativi all'immagine vera e propria (colori, forma ecc.) con i dati contenuti nelle pagine in cui è ospitata.
Le potenzialità di questo sistema nella ricerca sono enormi.
Dovete provare per credere, troverete subito il vostro modo personale di sfruttare la risorsa.
Alla fine lo troverete utilissimo.
Probabilmente è aperta la strada ad un nuovo standard nella ricerca telematica delle immagini.
Il servizio funzionerebbe anche trascinando un'immagine da pc. In tal caso però tenete sempre presente che state comunque inviando una vostra immagine personale sul web.
Google ha, ancora una volta, alzato l'asticella nella gara con i concorrenti.

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam. La nostra ipotesi, la nostra analisi.

AGGIORNAMENTO.
01/08/2011

La nostra ipotesi:
Inizialmente avevamo ipotizzato che l'uomo della foto stesse calibrando la cam in modo da utilizzarla per guidare la gru radiocomandata che erige il sarcofago.
Però dal filmato a velocità reale, non sembrano esserci moltissime prove a favore di questo.
Abbiamo quindi esaminato la cosa da un punto di vista logico e semantico.
Esiste un linguaggio dei gesti, utilizzato nella segnaletica, che potrebbe essere coerente con i primissimi secondi di registrazione.
All'inizio il personaggio tiene i due pugni accostati sul petto. Nel linguaggio dei segnali significherebbe "Distanza orizzontale".
Quando l'uomo tende il braccio destro verso la sinistra di chi guarda, in questo linguaggio significa:"Svoltare a sinistra".
Quando alza il braccio in alto significa:"Alzare"
Poi però abbassa il braccio teso verso la cam, con il dito puntato. E questo segno non significa nulla.
E resta immobile in questa posizione per ben venti minuti.
Venti minuti col braccio teso in avanti è un periodo di tempo lunghissimo.
Se ci provate, vedrete che è estremamente difficile, occorre molta forza di volontà per farlo.
E poi venti minuti è un tempo ben preciso. Se fossero stati 18 o 23 poteva essere un tempo qualsiasi. Ma venti è un lasso di tempo esatto, che l'uomo probabilmente calcola servendosi dell'apparecchio che regge nella mano sinistra e che di tanto in tanto accosta alla visiera senza perdere la posizione del braccio destro.
Ora, prendiamo per buona l'ipotesi del messaggio rivolto agli utenti web e dimentichiamoci il linguaggio dei segnali.
Quadrerebbe un po' tutto. Ecco perchè.
Se il tecnico avesse voluto richiamare l'attenzione sulla centrale servendosi della cam, avrebbe studiato la sua azione nei minimi dettagli.
Avrebbe saputo ad esempio che la cam non ha l'audio.
Avrebbe potuto scrivere un cartello, ma i materiali nell'impianto sono contaminati ed ogni attrezzo è prezioso e controllato, penne comprese. Niente può uscire da li senza controlli.
Inoltre un messaggio leggibile dalla cam (con una risoluzione non altissima) avrebbe dovuto essere piuttosto grosso e quindi sarebbe stato notato e bloccato.
Inoltre il senso del messaggio poteva essere un semplice richiamo di attenzione.
Avrebbe potuto esprimerlo con la mimica facciale? No, il volto è nascosto dalla visiera della tuta completa che lo protegge dalle radiazioni.
In sostanza avrebbe potuto adoperare solo il suo corpo.
Entrando nel campo della cinepresa doveva essere chiaro che non si trattava solo di un tecnico che passava casualmente.
Una volta avvicinatosi alla cam, fa un ampio gesto col braccio che potrebbe significare : "Tutta la zona".
Il fatto stesso di essere completamente coperto dalla tuta avrebbe fatto capire cosa intendeva far notare della condizione di tutta la zona.
Poi inizia la lunga sequenza col dito puntato verso di noi.
In questo è evidente, prima di tutto che non si tratta di un gesto casuale.
E il messaggio sarebbe risultato come "Lo comunico a voi"
Questo messaggio "lo comunico a voi- mi sto rivolgendo a voi" potrebbe essere durato così a lungo per due buoni motivi:
1) In questo modo è evidente che non si tratta di un gesto casuale, ma di un segno intenzionale ed importante perchè protratto con grande sacrificio.
2) Stando in posizione ben venti minuti, ci sarebbe stata una grande probabilità che in tutto quel tempo almeno quattro o cinque persone si sarebbero connesse alla cam della centrale.
Qualcuno quindi avrebbe cercato la registrazione e fatto notare ad altri la cosa tramite i social network.
Se fosse durato solo pochi minuti, poteva passare inosservato ed essere trovato tra le registrazioni (centinaia di ore di filmato) anche dopo mesi.
L’ultimo spezzone è quello più significante.
Abbassato finalmente il braccio, l’uomo esce dal campo visivo per riapparire subito dopo faccia a faccia con l’obiettivo.
Così vicino punta di nuovo il dito contro di noi, in modo severo, quasi violento.
Poi scompare.
Un ultimo richiamo, una conclusione forte, ad effetto, per rafforzare tutto il discorso.
Quindi il messaggio (sempre per ipotesi),potrebbe essere stato:
"Attenzione, parlo a voi! Dalla cam vedete foglie verdi e animali che passeggiano. Della centrale si parla poco. Potrete pensare che la situazione è risolta.
Ma in tutta la zona la radioattività è così alta che un uomo può sopravvivere solo completamente protetto da una tuta.
Attenzione, la situazione è ancora molto pericolosa, non deve essere minimizzata".

Una cosa è certa.
In quel luogo, quella persona, ha rischiato la vita per compiere questo gesto.
E' in un ambiente letale e dannoso.
Quindi, qualunque sia il segale di quel gesto, il motivo per compierlo era importantissimo.

Aggiornamento 3 settembre 2011
Su di un sito molto attento alla questione nucleare, è in corso una discussione sul significato di questo filmato
Ecco il link:
http://enenews.com/mysterious
E questa un'altra discussione, con altre ipotesi:
http://www.reddit.com/
 

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam. I blog giapponesi.

AGGIORNAMENTO.
29/08/2011

Ecco il post di un blogger giapponese, pubblicato oggi, riguardante il misterioso personaggio in camice bianco:
http://torima.doorblog.jp/
Anche noi stiamo studiando il significato di questa "apparizione", ma abbiamo bisogno di un po' di tempo ancora.
Il blogger giapponese nota una cosa importante:
paragonando il grafico dei livelli radioattivi con l'ora esatta del video, mentre l'uomo parla la radioattività era molto aumentata.


Secondo me, però, se si guarda bene alle spalle dell'uomo in tuta, la grù telecomandata impegnata nella costruzione del sarcofago di poliestere era impegnata in una delicata manovra.
Un'ipotesi che mi sembra attendibile è che si stesse studiando il modo di usare la cam come aiuto per guidare la grù. Forse si voleva valutare allontanandosi e avvicinandosi, una triangolazione geometrica esatta delle distanze.
Un'altra ipotesi più affascinante, è invece che appunto stesse comunicando qualcosa a noi utenti di internet.
Siamo in molti a porci queste domande e a cercare di sviscerare l'enigma.

Ecco ancora un altro post sull'argomento in giapponese
http://demsatrafik.com/

lunedì 29 agosto 2011

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam, ma non c'è audio. Cosa voleva comunicarci?

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam, ma non c'è audio. Cosa voleva comunicarci?

Post n°466 pubblicato il 28 Agosto 2011 da francesco1375

Oggi 28 Agosto è successo qualcosa di insolito davanti alla webcam della centrale di Fukushima.
Una cam mostra la centrale 24 ore su 24.
I filmati vengono registrati da qualcuno in Giappone e riversati su you-tube. Un'importante opera di conservazione che è utilissima per poter mostrare a tutti la ripresa, qualora accadesse qualcosa di rilevante.
Quello che è accaduto oggi è davvero curioso ed ha scatenato un certo dibattito tra gli internauti nipponici.
Un tecnico si avvicina alla telecamera.
E' solo, completamente avvolto nella tuta per proteggersi dalle letali radiazioni nelle quali è immersa la zona.
Il volto è coperto dalla maschera, con tanto di visiera e di filtro per la respirazione.
Dopo essersi avvicinato rapidamente, punta il dito verso l'obiettivo ed inizia un acceso discorso verso l'occhio di vetro della cam.
Il suo gesticolare intenso indica che sta dicendo qualcosa di importante, ma la mancanza di audio impedisce di sapere cosa volesse dirci.
Sicuramente voleva dirci qualcosa.
Infatti sparisce un attimo dall'inquadratura per riapparire subito dopo.
Accosta il volto alla telecamera e col dito puntato urla altre parole che non raggiungeranno mai i destinatari.
Cosa voleva comunicarci?
E perchè a noi e non ai suoi compagni di lavoro?
Ci voleva rivelare qualcosa che ci viene celato?
Ci voleva mettere in guardia su di un possibile pericolo a lui noto?
Oppure era soltanto un tecnico che, in vena di scherzi, si divertiva nell'inferno atomico della centrale ancora fuori controllo?
I commentatori giapponesi della ripresa avanzano numerose ipotesi, alcune ironiche, altre spaventate. Tentano di capire questo dialogo francamente inquietante.
La ripresa appare leggermente accelerata, perchè gli spezzoni registrati vengono compressi.
Questo il link:
http://youtu.be/C4Xfo23IBaM

Terremoto negli Stati Uniti: magnitudo 5.9 in Virginia. Evacuati Casa Bianca e Pentagono, paura a New York.

Terremoto negli Stati Uniti: magnitudo 5.9 in Virginia. Evacuati Casa Bianca e Pentagono, paura a New York.

Post n°464 pubblicato il 23 Agosto 2011 da francesco1375
Un terremoto di intensità notevole ha scosso gli Stati Uniti.
In molte città la gente è scesa in strada e molti edifici sono stati evacuati.
La scossa è stata avvertita distintamente a Washington e New York. L'epicentro era in Virginia.
I danni sono stati molto limitati. Danneggiati alcuni edifici storici. Piccoli crolli e lesioni in numerosi edifici.
Non si segnala alcuna vittima.
Attualmente la vita delle metropoli, bruscamente interrotta, è tornata a scorrere normalmente.
In USA ci sono zone molto sismiche sulla costa Occidentale che si affaccia sul Pacifico, specialmente lungo la famosa faglia di Sant' Andreas. Los Angeles è stata più volte devastata da terremoti catastrofici.
La costa orientale, sull'Atlantico, invece non è molto sismica. L'ultimo terremoto paragonabile a quello attuale risale al 1897.
Tutti quindi sono stati colti di sorpresa, cosa che ha spaventato le persone (senza tuttavia provocare scene di panico generale).
Bloccata una centrale nucleare, ma anche in questo caso non ci sono stati danni.