sabato 16 aprile 2011

Cosa sono le piscine del combustibile esaurito, e perchè a Fukushima danno tanti problemi.

Cosa sono le piscine del combustibile esaurito, e perchè a Fukushima danno tanti problemi.

Post n°436 pubblicato il 11 Aprile 2011 da francesco1375
Cosa sono le piscine del combustibile esaurito?
E perchè a Fukushima danno tanti problemi?
Ieri un drone USA ha sorvolato le piscine del combustibile esaurito nella parte esplosa dei reattori molto da vicino. Ha scattato foto e fatto analisi, ma per ora i risultati non sembrano essere stati resi noti al pubblico.
Questa operazione sarebbe molto importante, perchè chiarirebbe uno dei misteri di Fukushima. Un mistero per i tecnici al lavoro, e che impedisce di pianificare interventi duraturi: In che condizioni sono le barre di uranio e quelle di plutonio (mox) sul tetto dei reattori.
Dopo l'esplosione dell'idrogeno, nei primi giorni dell'incidente, la parte superiore dei reattori è stata distrutta. Questa parte è un ambiente molto vasto con pareti sottili al di sopra del reattore vero e proprio (più resistente). Questo vano è dedicato alla gestione delle barre di combustibile.
Una grande gru a ponte, come quelle che nei porti scaricano i containers, caricava le barre nuove nei reattori, ed estraeva quelle usate deponendole in piscine piene d'acqua.
Le barre esaurite continuano ad emettere enormi quantità di radiazioni, questo flusso fa si che possano surriscaldarsi a centinaia di gradi fino a fondersi.
Andrebbero rivestite e conservate in un deposito per scorie definitivo per circa 10.000 anni.
Poichè in tutto il mondo, a quasi 70 anni dall'avvento del nucleare, nessuno stato al mondo possiede questi depositi, vengono stipate provvisoriamente.
Anche il loro trasporto è pericolosissimo e costoso, alla fine quindi vengono stipate all'interno di reattori stessi in depositi "temporanei".
Questi depositi sono appunto le piscine che nel caso di Fukushima erano nel posto più vicino possibile sopra il tetto del reattore.
Bastava estrarle e metterle a mollo.
Come abbiamo detto queste barre continuano a surriscaldarsi sempre più. Per tenerle fresche ed evitare che si fondano vanno tenute completamente immerse in acqua. L'acqua scherma anche le loro particolari emissioni radioattive, per cui sul bordo piscina è possibile camminare senza protezione quando tutto va bene.
L'acqua delle piscine però deve circolare continuamente ed essere refrigerata.
Tanto più  da quando, a causa della sempre maggiore quantità di barre, le piscine hanno cominciato ad essere sovraccariche. All'acqua si aggiunge in questi casi il boro per schermare maggiormente le radiazioni ed impedire che le barre si scaldino a vicenda.
A seguito dei ben noti problemi dell'alimentazione elettrica e dell'esplosione dell'edificio in cui erano contenute, le barre sono rimaste asciutte, e si sono scaldate forse fino a fondersi.
Tanto che è risultato difficile riempire nuovamente la vasche perchè, sul combustibile rovente l'acqua evapora istantaneamente.
Abbiamo visto tutti gli interventi per riempire queste piscine: Autopompe, cannoni ad acqua, elicotteri con acqua marina.

E qui sta il problema principale. Tutti questi interventi sono stati fatti alla cieca. Avvicinarsi alle piscine è impossibile senza essere mortalmente contaminati, mentre fin ora le visioni date dalle telecamere sono state poco utili, perchè le vasche sono coperte da ruderi e grovigli di lamiere.
Non si sa quindi se l'acqua ora è tornata nelle vasche e a che livello, ma soprattutto non si sa se le piscine sono integre, fessurate o crollate come qualcuno ipotizza.
Non si sa se il combustibile è ancora integro o se invece è fuso sul fondo, oppure se l'esplosione lo ha frantumato in mille pezzetti tossici sparsi anche intorno ai reattori (in un caso si ipotizza di si).
Con tutti questi punti interrogativi è difficile intervenire in modo corretto.
Qui entrava in gioco il drone di ieri.
Un piccolo elicottero radiocomandato in grado di avvicinarsi moltissimo restando immobile e sospeso a mezz'aria, e di intrufolarsi tra i ruderi per vedere la situazione reale.
Speriamo che i dati quindi vengano presto comunicati, e soprattutto che siano dati utili.
Aggiornamento 11 aprile ore 24,00
Fukushima a livello sette? Tutti a partire da Greenpeace lo sostenevano da un mese.
Ma anche persone del tutto indipendenti (come alcuni miliardi di uomini e donne del mondo o come i cittadini giapponesi) lo sospettavano da subito.
Io l'ho sempre considerato a livello 42, sette per reattore.
Tranne il primo giorno quando stupidamente pensavo che la centrale avesse una cupola seria di contenimento.
Altrimenti vi garantisco, non me ne sarei occupato sul blog per un mese. Ho tante cose più divertenti di cui occuparmi.
L'unica differenza è che Chernobyl riguardava soprattutto l'Europa e qui riguarda di più il Giappone ed i paesi che si affacciano sul Pacifico.
Ma non dimentichiamoci che quell'area è l'unica parte del mondo in crescita e che il Pacifico non è un deserto salato, ma il mare più trafficato al mondo. Anche rendere difficile la navigazione sul Pacifico, percorso da milioni di tonnellate di prodotti al giorno (in nessun luogo transitano tante merci) e uno dei più grandi luoghi di approvvigionamento di pesce e quindi di cibo che esistono, può avere conseguenze gravi su tutto il pianeta. Negli anni '60, un peschereccio giapponese con una ventina di marinai venne investito dal pennacchio di un'esplosione nucleare a Bikini. L'incidente diplomatico che ne derivò fu tale da convincere tutte le super potenze (USA, URSS, Cina, Francia, Inghilterra ecc.) ad interrompere le esplosioni atomiche in atmosfera, nonostante fossero una delle loro "priorità strategiche" preferite.
Questa non è una bomba, è peggio, perchè una volta innescata può durare ad avvelenare per decenni.
In giappone inoltre a differenza di Chernobyl si stanno dispiegando risorse ridicole e non hanno una minima idea su cosa fare.
Non possono risolvere questa situazione senza dispiegare risorse economiche illimitate. E devono farlo, lo devono a tutti.
I calcoli degli esperti USA parlano di cifre fra 300 e 500 miliardi di dollari.
Tra 300 e 500 miliardi di dollari, ripeto.
Ti serve questa questa cifra cara TEPCO altrimenti non se ne esce.
Altro che tre autopompe per cemento, due elicotteri e colla con trucioli di legno.
Andatevi a vedere cosa hanno dispiegato a Chernobyl, ci sono molti video sulle operazioni. Su Fukushima di video sulle operazioni non ce ne sono perchè c'è poco da far vedere.

Ed ecco un fotogramma del filmato girato ieri dal drone, dal piccolo elicottero radiocomandato. La Tepco sta esaminando il materiale ed ha rilasciato ben poco. Questo è il link di un'immagine. Purtroppo niente di nuovo. http://www.tokyo-np.co.jp/s/article/images/2011041101001070.jpg

Fukushima: Terremoto 7,1. Manifestazioni in Giappone. Drone su combustibile esaurito. Operaio ferito. Governo rassicura

Fukushima: Terremoto 7,1. Manifestazioni in Giappone. Drone su combustibile esaurito. Operaio ferito. Governo rassicura

Post n°435 pubblicato il 10 Aprile 2011 da francesco1375
ore 19,00 circa
Un aereo senza pilota americano è decollato alle 15,59 (ora di Tokio) per controllare lo stato delle piscine di combustibile esaurito sul tetto dei reattori.
L'apparecchio è un piccolo elicottero dalla forma curiosa (sembra un UFO, link per vedere l'immagine): http://sankei.jp.msn.com/images/news/110410/dst11041021410047-p1.jpg.
Scatterà numerose foto che saranno rese pubbliche domani (speriamo anche in Italia, ma ne dubito).
Secondo altre indiscrezioni le foto saranno disponibili al pubblico martedì.
Il velivolo radiocomandato è utilizzato dalle forze USA in Irak.

Alcuni commenti a caldo dei giapponesi sulla stampa del Sol Levante di pochissimi minuti fa'.:
"Perchè solo ora?"
"Non sarebbe stato meglio che gli USA avessero fornito subito questo strumento? Cosa dobbiamo fare per avere informazioni sulla situazione? Non avremmo avuto il diritto di saperlo subito?"
"Oggi (Lunedì in Italia) sarà disponibile un video dalla TEPCO"
Il velivolo radiocaomandato si chiama "T-Hawk" (T-Falco), pesa 7,7 kg. E' il classico drone da ricognizione.

Si sa qualcosa anche sull'operaio ricoverato oggi. Stava lavorando alla costruzione di una nuova condotta nel reattore 1. Per le fonti ufficiali il tecnico sarebbe stato ricoverato a causa di eccessivo affaticamento da lavoro a causa della durezza delle operazioni in corso. Si, infatti non deve essere facile operare a fianco del nocciolo fuso, nonostante le radiazioni siano trascurabili... ma dai.
Il tecnico ferito lavorava per una ditta in sub-appalto.
Questo sta ad indicare con quanta parsimonia si stia provvedendo alla messa in sicurezza dell'incidente nucleare più rischioso della storia.
L'operaio era al lavoro nel reattore danneggiato da ben quattro ore. Un tempo lunghissimo in quelle condizioni.
Aggiornamento 11 aprile mattina
Ecco alcune cose che vanno assolutamente appuntate:
Il portavoce del governo giapponese, ad un mese esatto dallo tsunami (maremoto) che ha colpito in modo durissimo il paese asiatico e messo KO la centrale nucleare di Fukushima, ha detto che il rischio di una grande fuga radioattiva nel nordest del paese si è considerevolmente ridotto.
Ovviamente non possiamo che sperare che abbia ragione, anche se in effetti la grande fuga radioattiva ci sembra già stata nei giorni scorsi.
Purtroppo la situazione è ancora incerta e drammaticamente precaria, certamente in questi ultimi giorni ci sono stati interventi meno approssimativi.
Che non vi sia rischio immediato di esplosione lo testimonia anche il fatto che il capo supremo della TEPCO, quasi irreperibile per problemi di salute sopraggiunti proprio allo scoppio della crisi, è finalmente entrato nell'area della centrale.
Certo saremmo tutti più rassicurati se la politica informativa sull'incidente non fosse stata così opaca. Ora ci fideremmo di più.
Aggiornamento 11 aprile 20,00
Poco dopo il discorso rassicurante del portavoce del governo nipponico una nuova forte scossa di terremoto al largo di Fukushima ha costretto gli operai ad evacuare la centrale.
Si è detto che la radioattività era molto salita, poi che era invariata, non si sa come stiano le cose. Tuttavia poco dopo la scossa è stato comunicato l'ampliamento della zona di esclusione fino a 40 Km. L'evacuazione delle nuove aree da parte dei cittadini potrà però svolgersi con calma nell'arco di un mese. Ignoti i tempi che serviranno per rendere nuovamente abitabili le zone abbandonate. Fonti ottimistiche dicono che in circa 20 anni la zona di esclusione potrebbe essere di soli 10-20 km., ma dipenderà dall'evoluzione della catastrofe e dai provvedimenti adottati.
L'AIEA aveva suggerito, in via precauzionale di evacuare un raggio di 80 km. dalla centrale, ma per ora Tokio risponde che è impossibile, in quel raggio vivono più di un milione di persone e per loro ora non ci sono gli estremi per un provvedimento così drastico.

Ieri una manifestazioni in varie parti del Giappone per chiedere una revisione della politica nucleare, maggiore trasparenza sull'incidente e la chiusura di una centrale considerata obsoleta. Queste manifestazioni sono state imponenti rispetto alla dimensione media delle manifestazioni giapponesi. Proprio in vista di queste civili proteste il governo e lo stesso presidente della Tepco si erano attivati per rassicurare la gente. E' stato anche rispettato un periodo di silenzio per le vittime del maremoto.
Qualche giorno fa importanti esponenti del governo nipponico avevano annunciato l'intenzione di rivedere tutta la politica nucleare del paese.

Fukushima, sembra fusione totale anche in un secondo reattore. Parte operazione "bara d'acqua". Serviranno 100 anni circa.

Fukushima, sembra fusione totale anche in un secondo reattore. Parte operazione "bara d'acqua". Serviranno 100 anni circa.

Post n°434 pubblicato il 10 Aprile 2011 da francesco1375
LA BARA D'ACQUA
(o "IKAN" いかん)
Le ultime notizie note sulla centrale di Fukushima: Sembra confermata la fusione totale del nocciolo del reattore 1 che adesso starebbe scorrendo sul fondo del contenitore primario (tuttavia la fonte è esclusivamente giornalistica, potrebe trattarsi di un eco della notizia già apparsa il 29 marzo, anche se vi si parlava del reattore 2. Tuttavia io do per certa questa fusione che sarebbe avvenuta già appunto a fine marzo nel reattore 2 per la pluralità delle fonti disponibili.
Ieri era apparsa la notizia che si stavano esaminando i reattori con gli infrarossi per capire a che punto fosse la fusione del nocciolo dei reattori. In quelli esaminati la maggior parte del calore era circa a metà dell'altezza, quindi le barre fuse sembrava non fossero ancora uscite dalla capsula di acciao del nocciolo. Poi è giunta questa notizia, ma per la certezza servirebbero altre conferme.
Di provenienza giapponese è invece la notizia della "Bara d'acqua". Così i giapponesi stanno chiamando la proposta che sembra prendere corpo al fine di stabilizzare la situazione per alcuni anni. Si tratterebbe di un intervento mai tentato al mondo: verrebbero riempite di acqua sia il contenitore in acciaio delle barre, sia l'intera struttura di contenimento primario in cemento. Verrebbe poi creato all'esterno un nuovo sistema di condutture. L'acqua a bollore radioattiva proveniente dal reattore verrebbe portata fuori dall'impianto in una conduttura. Poi dovrebbe raggiungere uno scambiatore di calore, cioè una grande vasca d'acqua, posta ben lontana dalla centrale in modo da non restarne contaminata (circa a 10-20km. o più). Il tubo (diciamo così) con l'acqua radioattiva proveniente dal reattore, passerebbe dentro questa vasca dove l'acqua proverrebbe dal mare e sarebbe sempre fredda. Per questo motivo anche l'acqua tossica nella condotta del reattore si raffredderebbe e tornerebbe alla centrale per essere riusata. L'acqua dello scambiatore di calore tornerebbe in mare, ma non sarebbe contaminata, esattamente come accade nelle centrali a doppio circuito di raffreddamento. L'unica differenza sarebbe che l'acqua del circuito primario irradiato dovrebbe percorrere alcuni Km, invece di restare all'interno della centrale. Un'altra differenza è anche come questo liquido di raffreddamento scorrerebbe all'interno del reattore, non più in una rete ben studiata di condotte, ma direttamente all'interno del contenitore in cemento primario, che risulterebbe comunque a questo punto molto fragile e precario soprattutto se vi fosse un nuovo terremoto. Al fine di evitare esplosioni insieme all'acqua verrebbe pompato sempre l'azoto. Tutto questo dovrebbe durare 10, 20 anni. Poi si studierebbe qualcos'altro visto che il combustibile fuso inizierebbe a raffreddarsi un po'.
Un'ipotesi di questo tipo era stata ventilata già poco dopo l'inizio dell'incidente. Ne avevamo parlato anche qui in uno dei primi post sull'argomento. Questo circuito di raffreddamento posticcio sarebbe impossibilitato a produrre elettricità.
Confermato: 100 anni per situazione sotto controllo.


Senior Advisor, Istituto giapponese atomica nucleare del 迪夫 Technology Ishikawa
e
Dr. John (non sono riuscito a reperire altre info su di lui, capisco che il semplice nome "Dr. John dica un po' poco) membro del British National Nuclear Corporation
:
Serviranno 100 anni circa di monitoraggio. Pochi istanti fa ( è già il 10 in Giappone).
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Questo post è stato già pubblicato ieri come aggiornamento,il  9 aprile ore 20,40 sul post 433 e si basa sulle prime notizie dal Giappone dove, per il fusorario era da poco iniziato il giorno successivo.
Ripetiamo comunque che i pericoli ora sono limitati al Giappone. Ovviamente questa è una cosa gravissima, ma tutti concordano: non ci sono rischi sanitari in Europa. Ci saranno tuttavia nel mondo conseguenze economiche.
Aggiornamento 12,38
La gente in Giappone è poco entusiasta della "bara d'acqua", l'inedito sarcofago ideato per Fukushima.
Le autorità giapponesi avevano detto, pochi giorni fa, che la centrale sarebbe stata smantellata. Ora sentendosi dire che lo smantellamento si farà tra cento anni o più, si sentono notevolmente presi in giro.
Per la verità, chiunque minimamente capiva qualcosa di nucleare si era reso conto che l'ipotesi smantellamento era una bufala ridicola. Ma molta gente ci era cascata e ovviamente si aspettava che la cosa avvenisse nell'arco della loro vita (la maggior parte delle persone, non pensa tutti i giorni al nucleare, si aspetterebbe semplicemente che la loro salute fosse tutelata).
Cresce la consapevolezza che una larghissima quantità di territorio sarà inabitabile per lunghissimi anni e del danno economico e sociale di questa sciagura.
Ieri due tecnici che si erano avventurati all'interno del reattore 2 (dove il nucleo è probabilmente fuso e depositato in fondo al contenimento primario, sono stati ricoverati in ospedale per intossicazione.
Oltre alla sopraccitata "bara d'acqua" si pensa venga costruita anche una cupola di cemento intorno ai reattori. Un gigantesco cargo russo decollerà dagli Stati Uniti per trasportare una super-pompa per cemento.

Io cerco di verificare quello che scrivo. Certamente a volte posso sbagliarmi. Tuttavia cerco di non scrivere cose assurde o fantascientifiche. Se alcune cose scritte su Fukushima paiono incredibili, purtroppo è perchè siamo davanti ad una situazione oggettivamente incredibile. Questo blog non ha alcun legame con niente e nessun tornaconto economico. Questo blog in realtà non sta facendo cronaca, ma ricerca storica.
Scusate questa precisazione ma dovevo farla.
Vi lascio un link di un articolo molto ben scritto:
"Fukushima Reactor Still Faces Threat of Nuclear Meltdown"
(This is a product of the Bureau of International Information Programs, U.S. Department of State) . Web site: http://iipdigital.usembassy.gov/iipdigital-en/index.html
Il nome ufficiale dell'originale sarcofago di Fukushima sarebbe "ikan", scritto in giapponese "いかん". L'ikan è un abito tipico della cultura nipponica tradizionale. Lettralmente significa "veste e copricapo". Per riferirsi al contenimento di emergenza usano di solito l'espressione: "bara d'acqua (l' ikan)" , "水棺(すいかん)".
Un ikan (いかん), abito giapponese tradizionale con copricapo.
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ore 19,00 circa
Un aereo senza pilota americano è decollato alle 15,59 (ora di Tokio) per controllare lo stato delle piscine di combustibile esaurito sul tetto dei reattori.
L'apparecchio è un piccolo elicottero dalla forma curiosa (sembra un UFO, link per vedere l'immagine): http://sankei.jp.msn.com/images/news/110410/dst11041021410047-p1.jpg.
Scatterà numerose foto che saranno rese pubbliche domani (speriamo anche in Italia, ma ne dubito).
Il velivolo radiocomandato è utilizzato dalle forze USA in Irak.

venerdì 8 aprile 2011

Fukushima voglia di primavera e mistero nucleare.

Aggiornamento 7 aprile 2011 ore 22,00
Io credo che, in linea di massima, soprattutto in Italia, non ci sia la percezione, tra la gente, di cosa sta avvenendo a Fukushima. Quella che stiamo facendo su internet, in tantissimi, è una sorta di discussione tra persone che già prima avevano molto a cuore il problema del nucleare, e che quindi da anni hanno studiato il problema, ed ora seguono gli avvenimenti con crescente preoccupazione. Ma per la grande parte della gente, non sta succedendo nulla, è come, al massimo se stesse bruciando una raffineria in Giappone e qui arrivasse al massimo un po' di fumo, forse, ma pochissimo, e che poi se ne va. Il perchè lo sanno tutti, si è scelto di non approfondire l'argomento sui media. Ed io in fondo capisco questa scelta. Perchè in fondo è meglio così. E' arrivata la primavera, oggi era una stupenda giornata di sole, e stare fuori, all'aria aperta era una gioia, ed è giusto che per la maggior parte della gente resti così una gioia, una vita serena. E' giusto, perchè la gente ha il diritto, il sacrosanto diritto, di proseguire la sua vita serenamente. Ma noi che, per le casualità della vita, ci troviamo a capire, e a sapere cosa sta accadendo, non possiamo fare finta che tutto sia come prima, che nulla stia accadendo. Per noi è un dovere, più che un diritto, informarci, capire questo evento. E' il destino.
Secondo me, questa è solo una mia opinione che spero davvero sbagliata, entro domenica la situazione può precipitare totalmente. Intendo per il Giappone e gli stai che si affacciano sul Pacifico Occidentale. Per noi, penso che se si interviene entro Agosto le conseguenze saranno limitate.
Costruire il sarcofago rischia di diventare impossibile, la massa critica con i lampi di raggi di neutroni azzurri non si verificò a Chernobyl, qui si rischia presto di non potersi più avvicinare alla zona, neanche i tecnici protetti. Tra poco in qualche modo, non so come, si dovranno trovare tecnologie inesistenti attualmente per operare , forse robotiche. Non so, speriamo che mi stia sbagliando. Forse si potrebbe ancora rinforzare con delle strutture mobili prefabbricate la struttura esistente dei reattori, magari entro martedì prossimo, o mercoledì. Sopra si potrebbero applicare delle lamine di piombo, all'esterno dei reattori rinforzati, per parare le radiazioni, in particolare i neutroni. Non una struttura sigillata insomma, non un sarcofago, ma un consolidamento dei contenimenti esistenti per poter proseguire più a lungo le operazioni di raffreddamento, bonifica ecc. Non so, forse sto volando di fantasia, ma cos'altro si può fare?
Non si ha a che fare con una macchina impazzita da fermare, ma con un processo naturale messo in moto e tenuto a bada da uno strumento, e che dopo la rottura dello stesso ha preso il sopravvento.
Dobbiamo fermare un processo naturale nefasto, esattamente come se dovessimo fermare un vulcano o un terremoto.
A noi resta un po' difficile capire quello che sta accadendo, anche perchè ci troviamo davanti ad un fenomeno naturale diverso da quelli cui siamo abituati nella nostra realtà fenomenica.
Il nostro orizzonte naturale è quello della materia e dell'energia separate che si trasformano restando ognuna nel suo ambito di appartenenza.
Qui invece abbiamo materia che si smaterializza per diventare energia, possiamo arrivare a capirlo, ma non a concepirlo fino in fondo.
Il fenomeno che si sta sviluppando in quei reattori, lo conosciamo solo da 66 anni.
Dopo milioni di anni di evoluzione senza avere mai visto qualcosa di simile.

giovedì 7 aprile 2011

Fukushima: Iniziano a fare sul serio! Tecnici TEPCO riparano falla, impermeabilizzano terreno e creano diga per savare il mare.

Fukushima: Iniziano a fare sul serio! Tecnici TEPCO riparano falla, impermeabilizzano terreno e creano diga per savare il mare.

Post n°433 pubblicato il 06 Aprile 2011 da francesco1375
TEPCO RIPARA FALLA REATTORE 2 !Finalmente un grande risultato condotto con tecniche di avanguardia, un risultato che ci ridà un minimo di speranza. La TEPCO riesce nell'impresa quasi impossibile di rintracciare una falla nel dedalo di tubature sotto la centrale e a chiuderla, nonostante sia sotto un getto a pressione di acqua tossica. Ha usato un materiale di avanguardia, il vetro liquido.
La TEPCO ha iniettato la sostanza indurente anche nella ghiaia che circonda alcune tubature, e visto il successo proseguirà.
Pensa inoltre a chiudere il tratto di mare antistante la centrale con una diga (probabilmente modificano le banchine già esistenti) per creare un bacino di contenimento tra la centrale ed il resto dell'oceano. Una sorta di sarcofago marino.
Finalmente dopo un'attesa che cominciava a ledere la speranza in tutto il mondo, un'intervento davvero risolutivo e condotto con metodi tecnici e concettuali sofisticatissimi. Altro che trucioli di legno e carta di giornale come qualche giorno fa'.
Aggiornamento 6,00 circa.
Da TV giapponese, mappa dinamica realizzata da istituto meteo francese su diffusione nube Fukushima nel mondo, fino ultimi dati elaborati (30 marzo) Scusate mi ero dimenticato di dare il link, eccolo:http://www.youtube.com/watch_popup?v=1b__b6leIEc&vq=medium#t=11

Aggiornamento 6 aprile ore 19,00 circa.
La Tepco inietterà azoto nei reattori per evitare nuove esplosioni di idrogeno. Anche qui non si capisce perchè non si sia fatto subito visto che la tecnica era ben nota. Su "The Economist" di qualche giorno fa, un articolo spiegava come venne affrontato un grave incidente nucleare in un reattore militare e di ricerca canadese. A questa missione, giudicata tra le meglio riuscite della storia in caso di incidenti nucleari, prese parte anche un giovanissimo Jimmy Carter, che se la cavò benissimo insieme ai suoi compagni, tanto da diventare presidente degli Stati Uniti. Questo è il link (che tra l'altro avevo già segnalato nel post 431 del 3 aprile)http://www.economist.com/blogs/banyan/2011/04/japans_nuclear_clean-up?fsrc=scn/tw/te/bl/jimmycarterandfukushima. In quel caso se leggete l'articolo venne usato l'azoto per evitare esplosioni di idrogeno; CORREVA L'ANNO 1952, e l'intervento venne fatto due o tre giorni dall'inizio del rischio di fusione. Poi la stessa cosa fu fatta a Three Mile Island nel 1979, anche li contestualmente all'inizio dell'intervento. Insomma, una tecnica ben conosciuta e di facile applicazione, ma che non era neanche passata per il cervello a nessuno a Fukushima. Forse l'hanno scoperta leggendo l'Economist del 2 aprile. MI chiedo davvero se nel settore nucleare giapponese ci fosse qualcuno preparato a fronteggiare un'emergenza. Ora la stessa TEPCO dice che il famoso vassel dei loro reattori aveava un collettore dedicato all'inserimento di azoto in caso di emergenza. Ma evidentemente se ne sono accorti solo ora (per la cronaca, qesto collettore comunque non verrà usato, si userà un modo "alternativo". Stai a vedere che era difettoso!) Sono davvero sconcertato.
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Un'altra notizia, sembra che il settore nucleare sia davvero quasi finito dopo questo incidente che imporrà nuove norme soprattutto di tipo assicurativo e di responsabilità in caso di incidente (a livello internazionale si pensa di imporre la copertura di eventuali costi relativi ad incidenti esclusivamente sul settore). I costi aumenteranno enormemente per i gestori e gli investitori che vedranno ora il nucleare come qualcosa di ben poco appetibile.
A "temere" effetti dirompenti sul settore nucleare non è Greenpeace, ma il governatore della Banca d'Italia Draghi e  Ubs, una delle più grandi istituzioni finanziarie del mondo.
Questo il link all'articolo che spiega questa situazione.
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=9724
Ma non temete, da un'eventuale cessazione della costruzione di nuove centrali non dovremmo avere altro che benefici economici ed ecologici.
Ben diverso sarà, purtroppo, disfarsi di cinquanta anni di follia nucleare, visto che la gestione di impianti dismessi, zone contaminate e scorie sarà gigantesca per i prossimi 20.000 anni.
La fonte da cui è tratto questo aggiornamento è un po' di parte (anche se è la stessa mia parte), ma mi sembra affidabile. Controllate comunque, se lo ritenete opporuno su altre fonti per verificare, ma questo lo consiglio per ogni riga scritta da chiunque, anche da me.

n°5 Aggiornamento 7 aprile notte.
LOS ANGELES TIMES : Il trattamento delle acque di Fukushima costerà oltre 130 miliardi di dollari e richiederà la costruzione di un'apposito stabilimento. Lo sostengono esperti americani che stanno facendo lavoro simile in USA.
Riassunto - traduzione:
Le sostanze altamente radioattive in acqua dovranno essere conservate, trasformate e solidificate, un lavoro che gli esperti dicono dovrà svolgersi in un complesso industriale appositamente progettato per Fukushima. Solo così si potrà operare il ritrattamento. Il processo di bonifica dell'acqua potrebbe richiedere molti anni, addirittura decenni, per il completamento. Il viene stimato realisticamente in decine di miliardi di dollari.
Victor Gilinsky, ex membro della Nuclear Regulatory Commission e consigliere di lunga data in materia di rifiuti nucleari, ha detto che i problemi che affliggono il Giappone sono superiori anche ai più elevati livelli di contaminazione nei siti di armi nucleari negli Stati Uniti. Come l’ Hanford Nuclear Reservation nello stato di Washington.
Il Dipartimento dell' Energia americano sta operando lo smantellamento otto reattori a Hanford ed ha pianificato il trattamento circa 58 milioni di galloni di fanghi radioattivi, perche ora i serbatoi interrati nei quali erano contenuti, stanno perdendo. Questa operazione ha un costo stimato tra i 100 miliardi a 130 miliardi dollari. Ma a differenza di Fukushima Daiichi, nessuno dei reattori di Hanford era fuso e praticamente tutto il sito è accessibile ai lavoratori, senza rischiare l'esposizione a livelli pericolosi di radioattività.
"Sarà un grande lavoro, più grande di Hanford," ha detto Gilinsky, anche se ha ammonito che i costi degli Stati Uniti sono inutilmente elevati e che i giapponesi possono essere in grado di fare il lavoro più economicamente. (… si, e io temo di sapere come. Gettando tutto in mare...).
Articolo originale: http://www.latimes.com/news/nationworld/world/la-fg-japan-water-20110407,0,2011011.story
 (allora, la mia stima nel post precedente di 20-30 miliardi di euro per risolvere questa crisi era troppo ottimistica).
Aggiornamento 8 aprile notte.
Non resta che incrociare le dita e attendere.
In questo momento a me interessa soltanto che questo disastro si risolva il più rapidamente possibile e che i danni vengano limitati il più possibile.
Io penso che i prossimi giorni siano quelli più critici e che siamo arrivati allo spartiacque tra un miglioramento decisivo o un peggioramento decisivo. E lo penso in base a quello che si è saputo nei giorni scorsi e a quello che in generale so sull'argomento che casualmente stavo studiando proprio prima che si verificasse l'incidente. Ma sono anni che leggo e mi informo anche su libri d'epoca sull'argomento nucleare.
Ora si tratta di sapere da quale parte del crinale stiamo andando.
Allora: da tutto quello che si è saputo fin'ora la situazione non è delle migliori e lascerebbe inclini al pessimismo se non per un particolare importantissimo proprio di oggi.
Noterete che c'è un calo vertiginoso delle notizie dalla centrale. E in questo momento è un segnale molto molto positivo.
Avete presente quando il presentatore del circo dice al pubblico di fare silenzio per lasciare gli artisti concentrati su un numero difficile e pericoloso? Oppure, avete mai visto un tecnico al lavoro, quando al situazione si complica, girarsi e dire alla piccola folla dietro di lui prodiga di mille consigli: "adesso basta ragazzi! Toglietevi dalle scatole! Lasciatemi concentrare!".
Ecco, è un po' quello che sta avvenendo.
Da tutta una serie di indicazioni, si è finalmente usciti dalla fase un po' improvvisata e di "presa alla sprovvista" degli interventi nei giorni scorsi. Ora i tecnici hanno chiara la situazione che come avrete capito è molto complicata. Si è entrati in una fase di intervento ben precisa, ben pianificata. Sulla quale comprensibilmente c'è riserbo totale.
Quello che è certo è che finalmente Stati Uniti, Russia, Cina ed altri importanti paesi, si sono decisi a coordinarsi con il Giappone dando il loro contributo. E che i maggiori esperti di questi paesi in queste ore, stanno finalmente lavorando in concerto alla soluzione del problema. Sembra anche che ognuno dei paesi coinvolti nella soluzione stia mettendo a disposizione e condividendo esperienze acquisite che fino ad ora ognuno teneva più o meno gelosamente per se, probabilmente anche tecniche di intervento di emergenza di tipo militare coperte da segreto. E' un momento delicato in cui non ci si può ovviamente aspettare un gran flusso di informazioni. Alcune tecniche, insomma, sono top-secret.
Non c'è la sicurezza assoluta che tutto ciò stia avvenendo, ma la ragionevole certezza, in base a tutta una serie di indizi, quella si.
Ora non resta che attendere facendo il tifo per chi sta lavorando laggiù.
Buona notte amici.
E iniziata la primavera, il sole splende in questi giorni sui prati. La natura ripete l' eterno miracolo della fioritura.
Qui tutto bene, mi attende un evento molto felice e impegnativo. Ritorno quando gli impegni me lo consentono.
Ciao a tutti e a presto.


Segnalo questo post: http://www.rys2sense.com/anti-neocons/viewtopic.php?f=11&t=24893&p=158495#p158495
Aggiornamento 9 aprile ore 20,40
LA BARA D'ACQUA
Le ultime notizie note sulla centrale di Fukushima: Sembra confermata la fusione totale del nocciolo del reattore 2 che adesso starebbe scorrendo sul fondo del contenitore primario (tuttavia la fonte è esclusivamente giornalistica, potrebe trattarsi di un eco della notizia già apparsa il 29 marzo. Tuttavia io do per certa questa fusione che sarebbe avvenuta già appunto a fine marzo per la pluralità delle fonti disponibili.
Di provenienza giapponese è invece la notizia della "Bara d'acqua". Così i giapponesi stanno chiamando la proposta che sembra prendere corpo al fine di stabilizzare la situazione per alcuni anni. Si tratterebbe di un intervento mai tentato al mondo: verrebbero riempite di acqua sia il contenitore in acciaio delle barre, sia l'intera struttura di contenimento primario in cemento. Verrebbe poi creato all'esterno un nuovo sistema di condutture. L'acqua a bollore radioattiva proveniente dal reattore verrebbe portata fuori dall'impianto in una conduttura. Poi dovrebbe raggiungere uno scambiatore di calore, cioè una grande vasca d'acqua, posta ben lontana dalla centrale in modo da non restarne contaminata (circa a 10-20km. o più). Il tubo (diciamo così) con l'acqua radioattiva proveniente dal reattore, passerebbe dentro questa vasca dove l'acqua proverrebbe dal mare e sarebbe sempre fredda. Per questo motivo anche l'acqua tossica nella condotta del reattore si raffredderebbe e tornerebbe alla centrale per essere riusata. L'acqua dello scambiatore di calore tornerebbe in mare, ma non sarebbe contaminata, esattamente come accade nelle centrali a doppio circuito di raffreddamento. L'unica differenza sarebbe che l'acqua del circuito primario irradiato dovrebbe percorrere alcuni Km, invece di restare all'interno della centrale. Un'altra differenza è anche come questo liquido di raffreddamento scorrerebbe all'interno del reattore, non più in una rete ben studiata di condotte, ma direttamente all'interno del contenitore in cemento primario, che risulterebbe comunque a questo punto molto fragile e precario soprattutto se vi fosse un nuovo terremoto. Al fine di evitare esplosioni insieme all'acqua verrebbe pompato sempre l'azoto. Tutto questo dovrebbe durare 10, 20 anni. Poi si studierebbe qualcos'altro visto che il combustibile fiso inizierebbe a raffreddarsi un po'.
Un'ipotesi di questo tipo era stata ventilata già poco dopo l'inizio dell'incidente. Ne avevamo parlato anche qui in uno dei primi post sull'argomento. Questo circuito di raffreddamento posticcio sarebbe impossibilitato a produrre elettricità.
Confermato: 100 anni per situazione sotto controllo.

Senior Advisor, Istituto giapponese atomica nucleare del 迪夫 Technology Ishikawa

Dr. John membro del British National Nuclear Corporation
Serviranno 100 anni circa di monitoraggio. Pochi istanti fa ( è già il 10 in Giappone)
 

Fukushima. Hanno aspettato troppo. Sul campo scarsi progetti, mezzi e uomini. La situazione può precipitare.

Fukushima. Hanno aspettato troppo. Sul campo scarsi progetti, mezzi e uomini. La situazione può precipitare.

Post n°432 pubblicato il 05 Aprile 2011 da francesco1375
5 AprileOre 6,00 circa
Hanno aspettato troppo.
Per un motivo o per un altro non sono quasi a nulla. Basta vedere quel poco che ci fanno vedere.
Dove sono i mezzi di intervento?
Una situazione simile richiede centinaia di elicotteri, centinaia di camion, migliaia di lavoratori.
E tutto questo non c'è.
Si va avanti con qualche ditta che regala un camion, una prefettura che offre una chiatta che neanche serve...
Non c'è niente di dispiegato su quel campo di battaglia.
La realtà è questa: In URSS la centrale era statale, e l'intervento fu gestito dallo stato.
In un contesto economico in cui non si faceva caso a parametri economici come in un'economia normale.
Lo stato poteva gestire i capitali come voleva, anzi, essendo comunista, possedeva l'intero patrimonio statale, dalla prima fabbrica o campo, fino all'ultimo  supermercato.
Era una dittatura che poteva imporre ai suoi cittadini sacrifici enormi, e disporre della loro vita come voleva.
Alla soluzione di Chernobyl furono dispiegate risorse economiche e umane enormi, sembra anche molto maggiori del necessario.
Qui invece siamo in una democrazia moderna, in un sistema economico di mercato normale.
E qui dobbiamo vedere se questa tecnologia, quando crea questi problemi è gestibile dalla nostra economia.
Perchè ogni camion va comprato, ogni elicottero va comprato, ogni pala va comprata, ogni tonnellata di cemento va comprata.
E per comprarla occorrono miliardi e miliardi di Euro (anzi di yen).
E se non hai i soldi per pagare questi materiali, non te li da nessuno.
Perchè sono materiali costosi. Provate a immaginare quanto costa un camion con pompa per cemento. Chi lo produce ha investito miliardi. Raramente potrà regalarlo. E lo stesso vale per qualunque altra cosa.
Ed ogni cosa qui va usata una volta sola, poi diventa una scoria.
Usi un camion per due o tre viaggi, lo butti e ne prendi un'altro.
Non occorre qualche camion, qualche trattore, qualche elicottero, ma intere linee produttive di mezzi e strumenti.
Nessuna fabbrica potrebbe fare questo senza essere pagata, altrimenti fallirebbe.
Mentre a Chernobyl, il proprietario dell'impianto era lo stato. Ed era anche il proprietario ed il produttore di ogni mezzo utilizzato. Quindi in sostanza non doveva comprare nulla, e quello che prendeva non doveva neanche requisirlo, perchè di diritto apparteneva a lui ed era solo in uso a chi lo utilizzava. Allo stato sovietico bastava eventualmente ricostruire con calma successivamente ciò che aveva utilizzato.
Io penso proprio che la situazione sia ancora così lontana dall'essere risolta, proprio perchè servirebbero 20-30 miliardi di Euro, e chi sta gestendo la situazione non li ha ne è nelle condizioni di chiederli in prestito.
Quindi lavora a quasi a mani nude e preso dal panico non riesce ad elaborare un piano.
Anche l'elaborazione di un progetto serio di intervento richiederebbe centinaia di scienziati, fisici, ingeneri, architetti. E probabilmente non ci sono neanche i soldi per finanziare la progettazione dell'intervento.
Il mio timore è che alla fine si stia trascinando la situazione fino al punto in cui si renda obbligatorio un grande sforzo internazionale, quando anche in altri paesi risulteranno evidenti i danni.
Forse sarebbe meglio iniziare subito questo intervento senza badare a spese, per il bene di tutti. Perchè più si aspetta più la situazione si aggrava.
Facio un esempio, un conto è se almeno resta in piedi la struttura di contenimento primario a parare la radioattività radiante diretta, un conto è se ti ritrovi con il nucleo esposto tra cumuli di macerie, a quel punto come si potrebbe intervenire? E quanto può reggere questa struttutra a sitazioni di emergenza così estreme? Più passa il tempo più si indebolirà. Perchè niente può essere stato preogettato prevedendo questa situazione di stallo, mai neanche ipotizzata.
Secondo me, questa è solo una mia opinione che spero davvero sbagliata, entro domenica la situazione può precipitare totalmente.
Aggiornamento 5 aprile 2011 ore 20,45
E' possibile che la radioattività in mare, non provenga solo da una falla in qualche condotta, ma che sia acqua di falda irradiata dal nocciolo fuso di un reattore che poggia sulla base del contenitore primario. Potrebbe forse avere forato il fondo e poggiare sulla roccia sottostante dove può avere incontrato acque sotterranee che spesso conducono a mare, oppure non avere forato il fondo, ma essendo a contatto con lui, averlo irradiato a tal punto da ottenere lo stesso risultato. In questo caso anche versare l'acqua meno radioattiva nell'oceano e mettere quella più contaminata nei depositi di stoccaggio avrebbe poco effetto. Perchè l'acqua di falda irradiata sarebbe praticamente infinita. Speriamo di no perchè sarebbe un evento insolubile, che andrebbe considerato alla stregua di un fenomeno naturale nefasto a cui abituarsi (ma prodotto dall'uomo).
Potrebbe anche darsi che la famosa crepa sia stata provocata dalla dilatazione dei materiali dei reattori a causa del calore che potrebbe avere fratturato le fondamenta. Qui forse si potrebbe fare qualcosa in futuro.
Io credo che per quanto riguarda oceano, falda e sottosuolo ci sia ormai poco da fare. Bisogna concentrarsi sulla parte superficiale dove si può intervenire rapidamente, interrompere la contaminazione dell'atmosfera. Al sottosuolo bisognerà poi pensare in un arco molto lungo successivamente, perchè quasi certamente si tratterà di interventi lunghissimi, centenari.
L’intervento migliore in questo caso, non è “il migliore” ma il “più possibile” ed il “più rapido”. Il più rapido possibile insomma.

Fukushima, da siti e blog esteri dettagli sui sarcofaghi. Qui molte indiscrezioni. L'intervento sarà faraonico.

Fukushima, da siti e blog esteri dettagli sui sarcofaghi. Qui molte indiscrezioni. L'intervento sarà faraonico.

Post n°431 pubblicato il 03 Aprile 2011 da francesco1375
Allora, è ufficiale. Abbiamo dovuto scovare un sito di informazione malese per avere qualche informazione più dettagliata sulla situazione a Fukushima.
La situazione è totalmente precipitata e l'unica soluzione è il sarcofago.
Perchè si sono decisi
ad iniziare il sarcofago.
Ecco perchè: All'interno del reattore uno non si può più lavorare senza rischio di morte immediata, ciò che porta i tecnici a presumere che la cosa sia simile negli altri 3.
E' direttamente il direttore dell'AIEA da Vienna che comunica i risultati di alcune analisi: il ritrovamento di alcune sostanze, come il cloro radioattivo nella turbina del reattore 1, possono essere indice di reazioni a catena all'interno del nucleo.
Ciò avviene quando il materiale fissile raggiunge la massa critica. Non si ha un'esplosione nucleare perchè per essa occorre un'apposita tecnologia, ma spontaneamente in questa situazione si liberano lampi di raggi di neutroni intensissimi ed improvvisi. Questi si presentano anche ad occhio nudo come bagliori azzurri. I raggi neutronici sono il tipo più letale tra tutte le radiazioni ionizzanti, e provocano la morte istantanea di chi viene colpito. Tuttavia i neutroni percorrono brevi distanti e sono un pericolo solo per gli operai. I quali però non possono essere inviati in tale ambiente, il loro sforzo sarebbe vano.
Alcuni giorni fa', il sospetto era stato avanzato anche dalla Tepco, aveva rilevato un fascio di neutroni molto intenso. Data la brevità di questi lampi mortali, però non si era potuto accertare la cosa, ora la nuova scoperta del cloro radioattivo che si forma nelle condizioni di cui abbiamo parlato sopra sembra confermare questa drammatica ipotesi. La relazione tra sostanza ritrovata e causa è stata eseguita e comunicata dal fisico Ferenc Dalnoki-Veress.
L'estensione dell'area di sicurezza
e il numero dei profughi
durante la costruzione.
L'AIEA (che, lo ricordiamo, è l'organo internazionale preposto alla sicurezza nucleare e non un covo di antinuclearisti) suggerisce inoltre di allargare notevolmente l'area di sicurezza intorno alla centrale. Questo perchè sono state trovate in alcuni punti concentrazioni di cesio 137 più che doppie rispetto a quelle presenti nella zona rossa di Chernobyl (30 Km che non potranno più essere abitati per molto tempo).
L'AIEA veramente, ha consigliato di allargare l'area non abitata fino ad 80 Km di distanza dalla centrale.
Ma il governo giapponese è riluttante. Già stava pensando alla possibilità di allargare l'area a quaranta Km (ora sono 20) , ma già così si devono allontanare duecentomila persone, oltre alle settantamila già evacuate nei giorni scorsi. Ora trovare loro una nuova casa e una nuova vita è un compito che ovviamente spaventa. E spaventa molto anche i residenti perchè ormai sanno (è uno degli argomenti più ricorrenti sui social network nipponici) che nella zona di sicurezza si potrà tornare solo tra alcuni secoli.
Si cerca in tutti i modi di ritardare questo allargamento, ma se non lo si farà diventerà inevitabile quando i residenti cominceranno a manifestare sintomi da contaminazione acuta oppure cronica.
Allargare l'area disabitata fino ad '80 Km. come chiede l'AIEA, significa allontanare addirittura un milione e ottocentomila persone. Il totale il numero di profughi della zona si aggirerebbe intorno ai due milioni di persone. Un numero davvero immenso.
Alla fine sembra che ci si sia decisi a portare la zona disabitata fino a cinquanta Km. dalla centrale durante la costruzione dei sarcofaghi. In questo periodo di alcuni anni questa distanza sembra la minima indispensabile. Quindi in totale saranno allontanate almeno 2-300.000 persone circa.
Al dramma dei profughi si aggiunge un'altro problema per il Giappone di tipo logistico. Ormai è sicuro che si dovrà interrompere la circolazione di una delle principali arterie del paese che collega Tokio con altre metropoli. E' l'autostrada Tohoku che attraversa la zona di interdizione. Deve essere anche interrotto (o meglio non ripristinato) l'importantissimo collegamento ferroviario lungo la costa.
Le tecniche di intervento,
i mezzi che saranno utilizzati.
E' stato poi notato che adesso si sta gettando, come a Chernobyl, una sostanza appiccicosa sui reattori e le zone circostanti per evitare l'innalzamento della polvere radioattiva e la sua diffusione. Qualcuno è andato a vedere le risorse dispiegate al tempo in URSS per questa sola operazione: 600 elicotteri tra i più grandi esistenti, tutti risultati poi altamente contaminati e ancora in bella mostra all'aperto nella zona di interdizione di Chernobyl (vi sarà facilissimo trovare le foto di questo deposito, famosissime).  Quasi tutti gli equipaggi di questi elicotteri sono morti.
Qui però l'operazione va condotta su un'area molto più vasta, comprendente almeno quattro reattori.
Per le opere di spalamento e trasporto si pensa di usare vecchi carri armati, le loro pareti corazzate dovrebbero proteggere gli equipaggi. A Chernobyl molti carri furono ulteriormente protetti con panetti di piombo. I mezzi saranno anch'essi poi stoccati come scorie da qualche parte.


Le dimensioni del colossale intervento
ed i costi.
Una curiosità, tutta da verificare ma plausibile: Ognuno dei quattro sarcofaghi avrà dimensioni più o meno doppie rispetto alla media delle piramidi di Giza.
All'interno delle nuove strutture di contenimento, una volta che la situazione si sarà stabilizzata, il calore sarà costantemente intorno ai 200 gradi nella zona del nucleo, così come è attualmente a Chernobyl, ma questo è davvero un problema secondario, 200 gradi non sono tantissimi, in questi giorni sono stati sfiorati, secondo le ultime rivelazioni, i cinquemila (per questo l'acqua si divideva in idrogeno e ossigeno ed esplodeva).
Per quanto riguarda i costi ci si può basare sul nuovo sarcofago di Chernobyl che sarà costruito dall'Unione Europea, e che dopo innumerevoli rinvii, dovrebbe essere edificato a partire dal 2012.
Sono state fatte numerose stime di costo per questa struttura cui probabilmente Fukushima si ispirerà. Ogni valutazione ha superato di gran lunga la precedente. Secondo l'ultima, di quest'anno, saranno necessari un miliardo e seicentomilioni di Euro. Per quanto gigantesca la struttura che si appresta a finanziare la UE non è paragonabile a quella di Fukushima, l'area da coprire è molto più grande, ma soprattutto prima di iniziare il sarcofago qui si devono ancora raccogliere tonnellate di detriti sparsi ovunque, cosa che in Ucraina è già stata fatta tra il 1986 e l'87.
Il costo alla fine sarà molto più grande, e anche se non ancora stimato sarà di alcuni miliardi di euro.
Le notizie riportate in questo post provengono da numerosi siti stranieri, tuttavia questo è un post originale che raccoglie tutte queste informazioni.
Un articolo tra i più interessanti e completi sull'argomento di questo post è su www.malaysia-chronicle.com, è un sito della Malesia, ma niente paura, è scritto in inglese.


Segnalo un articolo molto interessante del "The Economist": C'è modo e modo di affrontare una crisi nucleare, in Giappone stiamo assistendo ad uno dei modi peggiori. Ecco cosa accade quando la priorità assoluta è "evitare una catastrofe", quando si ha coscienza di cosa sta accadendo. E tutto questo avvenne più di cinquanta anni fa, quindi non si può appellarsi alla sorpresa del caso inedito, quando situazioni analoghe sono state affrontate già decine di volte e stai gestendo una fornace atomica a due passi da Tokio. Leggete questa storia: http://www.economist.com/blogs/banyan/2011/04/japans_nuclear_clean-up?fsrc=scn/tw/te/bl/jimmycarterandfukushima

Aggiornamento 4 aprile 2011 ore 13,00 circa
Dall' ansa la segnalazione di questo cartone uscito in questi giorni in Giappone per spiegare Fukushima ai bambini. Oltre che un po' divertente e sdarammatizzante, rende bene la situazione in cui ci troviamo ed è consigliabile a tutti. La visione  della triste avventura di Nuclear-Boy, di Chernobyl-Boy e Tree-mile-island Boy, che si risolve con un super pannolino da togliersi "dopo qualche tempo" è consigliabile soprattutto ai fanatici dell'energia nucleare.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/04/04/visualizza_new.html_1527481235.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
Se siete appassionati di questo genere di allegri cartoni animati non potrete perdervi un classico del genere, il famosissimo "Duk and cover" che spiega ai bambini come sopravvivere ad un bombardamento nucleare seguendo i consigli di una simpatica tartaruga. http://www.youtube.com/watch_popup?v=C0K_LZDXp0I&vq=small

Aggiornamento 4 aprile 2011 ore 19,30
La realtà supera la più fervida fantasia.
Lo sversamento in mare spiegato al mio pesce rosso.
Ecco le ultime fantasiose mosse della Tepco per arginare il disastro nucleare. Anche se ormai conosciute da tutti le appunto a futura memoria (sperando inoltre che si tratti di notizie prive di fondamento...)
Trovano una falla che riversa in mare tonnellate di acqua altamente contaminata proveniente direttamente dal reattore fuso. Pur non sapendo di preciso dove sia il foro che dalla conduttura porta al mare, riversano in un pozzetto che porta al tubo del cemento, sperando che per un caso fortunato raggiunga e tappi la falla. L'operazione stranamente fallisce. Ecco allora un nuovo incredibile ritrovato scientifico entra in campo: Una resina sintetica mescolata a trucioli di legno e carta di giornale. Viene iniettata nel tubo, ma stranamente fallisce anche questo tentativo.
Fallita la supercolla (spesso citata anche nei fumetti di Superpippo), ecco escogitata la soluzione finale: 11.500 tonnellate di liquido radioattivo, sono depositate sotto la centrale da quando questa funzionava perfettamente e non creava problemi. Infatti l'acqua radioattiva prodotta durante il normale funzionamento della centrale se ne sarebbe stata tranquilla a pochi passi dalla falda per decine e decine di anni. Si tratta ovviamente di acqua con una radioattività minima che veniva conservata all'interno di un bunker sotterraneo solo perchè qualcuno alla centrale amava allevare pesci rossi.
Quest'acqua, però purtroppo aveva riempito quasi per intero il deposito dei liquidi. E ora questo deposito servirebbe a contenere l'acqua ad altissima radioattività proveniente dal nocciolo fuso del reattore. Allora, si è deciso di versare le 11.500 tonnellate di acqua debolissimamente radioattiva e di ridare la libertà ai pesci rossi che così potranno riabbracciare i loro amici in mare aperto. Al suo posto verrà versata una quantità di acqua radioattiva pericolosissima. Speriamo che questo deposito sia sufficientemente schermato, visto che era concepito per contenere acqua praticamente potabile
Aggiornamento 4 aprile 2011 ore 22,00
Tepco rinuncia a costruire due nuovi reattori accanto ai sei già esistenti. L'incredibile progetto di ampliamento era stato presentato pochi giorni dopo l'inizio del disastro, a causa di scadenze burocratiche. L'azienda si era già scusata per l'inopportunità della presentazione della richiesta in quel frangente. Oggi la rinuncia ufficiale all'ampliamento. http://inforevolution.tumblr.com/post/4345070713/tepco-to-drop-plan-to-add-2-reactors-at-fukushima

Fukushima : Inizia costruzione sarcofago. Dopo Chernobyl e il distro del Golfo del Messico un'atro tappo per savare il mondo

Fukushima : Inizia costruzione sarcofago. Dopo Chernobyl e il distro del Golfo del Messico un'atro tappo per savare il mondo

Post n°430 pubblicato il 03 Aprile 2011 da francesco1375
Le autorità giapponesi e i dirigenti Tepco avevano tentato di far passare la notizia dello smantellamento della centrale.
Questo annuncio riempì tutte le pagine dei mass media il 30 marzo e si trattava evidentemente di un maldestro tentativo di rassicurazione dell'opinione pubblica (forse rivolto più alle borse che alla gente).
O forse si trattava realmente di un sogno farneticante di chi vede franare il sogno di arricchirsi sulla pelle della gente con le centrali atomiche.
Che smantellare un reattore in quelle condizioni fosse assurdo e impossibile lo sapevano non i tecnici, ma chiunque avesse un minimo di interesse alla vicenda e si fosse documentato un po'.
Certo, l'idea che si potesse smontare quel rottame di centrale era consolante, avrebbe significato risolvere in qualche modo il problema, che invece, come tutti i problemi nucleari sono sostanzialmente irrisolvibili.
Come abbiamo ripetuto fino allo sfinimento anche su questo blog nel post 428 smantellare un reattore sano richiede tra i 50 e i cento anni, dopo aver estratto dal nocciolo le barre esaurite.
Ma in un reattore fuso o parzialmente fuso, dove le barre non possono essere rimosse, bisogna aspettare il decadimento delle stesse che richiede ben oltre un secolo. Anzi, se volete la verità, occorrono almeno mille anni.
Questa è una cosa stranota, siamo obbligati a ripetere cento volte questa ovvietà a causa di queste notizie infondate che di tanto in tanto vengono fuori. Questa ci colpiva particolarmente per la sua ingenuità e per questo vi ci siamo soffermati così tanto.
Un esempio di come anche la disinformazione debba avere dei fondamenti logici per essere minimamente credibile.
Alla fine, anche Sarkozy, in visita in Giappone mentre veniva diffusa la notizia dello smantellamento non se la era sentita di passare per uno che sull'argomento non capisce nulla, e aveva detto che la soluzione del disastro e la messa in sicurezza avrebbe richiesto tempi lunghissimi.
Sarebbe stato meglio iniziare prima la costruzione dei sarcofaghi, ma la loro costruzione, risultando un eterno e gigante monumento al fallimento del nucleare, è stata ritardata fino all'ultimo aumentando i danni per le popolazioni colpite.
Ora finalmente si inizia a costruire quattro sarcofaghi intorno ai reattori più danneggiati. E' arrivato un grande camion studiato per enormi gettate di cemento.
Si è cominciato a spargere sull'area contaminata uno spray adesivo che serve a fissare a terra le polveri radioattive in modo che restino nel luogo della centrale.
Questa operazione nel caso di Chernobyl fu propedeutica alla costruzione del sarcofago e venne eseguita prima che a Fukushima. Anche qui ci si chiede perchè aspettare così a lungo.
La costruzione dei quattro sarcofaghi si preannuncia enormemente difficile e pericolosissima.
Alla fine da queste strutture continuerà ad uscire materiale irradiato, soprattutto nel sottosuolo e di lì al mare, ma anche nell'atmosfera, poichè questi contenitori, come quello di Chernobyl, non potranno essere sigillati, altrimenti al loro interno calore e pressione si accumulerebbero fino a mandare tutto in rovina.
Così devono essere comunque lasciate delle aperture, o delle ciminiere per fa uscire questi gas. Comunque uscirà molto meno materiale inquinante di adesso.
Servirà poi un monitoraggio costante per almeno un secolo.
Il tutto avrà un costo che senza dubbio, vanificherà totalmente il guadagno portato dalle centrali durante la loro vita.
La Tepco rischia il fallimento e come al solito a pagare saranno i contribuenti giapponesi. Ma forse anche noi, ad esempio il nuovo sarcofago di Chernobyl, che dovrà durare "almeno cento anni" sarà costruito con fondi dell’Unione Europea perchè l'Ucraina non ce la farebbe mai. Occorreranno miliardi di Euro che spenderemo anche noi.
Ma la cosa più grave sono i danni alla salute della popolazione mondiale.
Insomma, si tratta solo di un modo per limitare un po' i danni, niente di più, ma sempre meglio di niente.
Scusate se sono un po' duro, ma non mi aspettavo, pur esendo conto il nucleare, che si facessero dei reattori con questa leggerezza e che durante un'eventuale emergenza l'argomento venisse trattato in modo così fumoso. Erano più trasparenti e competenti i sovietici a questo punto. Mi dispiace. L'occidente fa una pessima figura. Penso che solo chi ha un figlio piccolo possa capire. Vedere il futuro qual'è.

Le tragiche origini dell'era atomica: Il caso delle ragazze del radio. Tra le prime vittime dell'atomo una ragazza italiana.

Le tragiche origini dell'era atomica: Il caso delle ragazze del radio. Tra le prime vittime dell'atomo una ragazza italiana.

Post n°429 pubblicato il 02 Aprile 2011 da francesco1375
Mi distacco un po' dalla tragedia di Fukushima, che purtroppo sta seguendo il suo corso mutevole di ora in ora, per parlare di un argomento comunque legato al nucleare.
In molti si staranno chiedendo perchè, una tecnologia così pericolosa e che presenta tanti problemi insolubili come quella nucleare, si sia tanto diffusa nel mondo. Anche a discapito di ogni ragionevole valutazione economica visti gli immensi costi di gestione delle scorie, bonifica e casi di incidenti.
In effetti a molti pare assurdo, ma una logica (per quanto contorta) c'è. L'origine dei reattori nucleari è nota e non segreta ma se ne parla ovviamente poco, anzi pochissimo.
Ripercorriamo un po' questa storia, tanto affascinante quanto tragica e un po' pazzesca.
Su questo argomento scriverò alcuni post, questo è il primo e narra di una delle prime tragedie provocate dalla radioattività, o meglio dall'avidità umana.
La radioattività fu studiata a partire dalla fine dell'800, ed il suo studio ebbe un'accelerazione fondamentale col lavoro dei coniugi Marie e Pierre Curie. Grazie al loro lavoro, già nei primi anni del '900 la radioattività divenne di utilità pratica.
Fu con la prima guerra mondiale (1914-1918) che divennero eveidenti le sue potenzialità.
Ma le prime applicazioni non erano belliche, si iniziarono invece a fare le prime radiografie, in quantità numerosissima, ai soldati feriti sul fronte. Quindi il primo utilizzo fu sanitario e utilissimo.
Ma subito la stupidità umana prese il sopravvento.
Proprio grazie alle radiografie e ai primi studi, ci si rese conto immediatamente che i materiali radianti andavano usati con molta cautela, essendo anche molto dannosi alla salute.
Eppure ciò non impedì di usare il radio per produrre in enorme quantità orologi fosforescenti, sempre per i militari.
Ovviamente questi orologi, che spopolarono per tutti gli anni 20 e trenta, erano altamente cancerogeni.
In questo ambito di utilizzo si ebbe il primo grave "incidente" nucleare industriale: Una ditta americana, la U.S. Radium Corporation, nel New Jersey, produceva vernice al radio e la spalmava su orologi e quadranti per renderli luminosi.
A dipingere i quadranti con i pigmenti a base di radio, erano preposte delle donne.
Costoro non furono minimamente avvertite del pericolo che correvano con queste sostanze, anzi, il procedimento prevedeva esplicitamente che di tanto in tanto le setole del pennello fossero affinate con le labbra.
Una di loro, in una testimonianza, ricorda che la stanza era satura di polvere e che, quando si soffiavano il naso, anche il fazzoletto diveniva completamente fosforescente.
Queste lavoratrici iniziarono a sviluppare tremende malattie.
Quando si accorsero di quale era la causa della loro sciagura iniziarono una battaglia per avere almeno un risarcimento.
Inutile dire che furono infamate in ogni modo, con accuse assurde, soprattutto si sosteneva che la causa della malattia fosse sifilide (che oltretutto aveva sintomatologie del tutto diverse).
Fu un'operaia di origine italiana, Amedea Maghi, a ricevere la prima diagnosi corretta. La sua malattia fu frettolosamente diagnosticata come sifilide (che subito etichettava la donna, al tempo, come prostituta e quindi tendeva a screditarla).
Ma il suo dentista, vedendo la perdita simultanea di tutti i denti, si insospettì notevolmente, e alla fine collegò la malattia, senza ombra di dubbio al lavoro della donna.
La ditta era appoggiata da medici e ditte farmaceutiche truffaldine che producevano e prescrivevano mirabolanti medicine al radio, per lo più estremamente tossiche, ma che avevano un giro economicoi enorme.
Le ragazze subirono intimidazioni e umiliazioni di ogni tipo, ma non mollarono sostenuta dall'opinione pubblica.
Dopo mille rifiuti solo un avvocato, Raymond Berry, accettò di assisterle nella causa.
Dopo una lunga battaglia, della quale molte ragazze non videro la fine stroncate dalla malattia, furono riconosciuti i loro diritti.
Era il 1928, e la prova schiacciante fu la riesumazione del cadavere di Amelia, le cui ossa risultarono altamente radioattive.
Davanti a questa prova schiacciante la ditta diede alle superstiti un piccolo risarcimento.
Di fatto la loro battaglia è anche stata una delle prime grandi lotte sindacali americane, ed in America il fatto è molto noto (ebbe grande eco giornalistico).
Viene ricordato come il caso delle "ragazze del radio".
Oltre alla scia di morte tra le operaie, la U.S. Radium Corporation ha lasciato in eredità un ampio tratto di territorio contaminato da scarti radioattivi gettati senza alcuna precauzione subito fuori l'impianto.
I lavori di bonifica proseguono ancora oggi.