giovedì 7 aprile 2011

Fukushima: Immagine con didascalie in italiano componenti; fusione sarebbe catastrofe (non c'è vera cupola di contenimento).

Fukushima: Immagine con didascalie in italiano componenti; fusione sarebbe catastrofe (non c'è vera cupola di contenimento).

Post n°424 pubblicato il 14 Marzo 2011 da francesco1375
Pubblicato ore 6,00 a.m.
Dall'analisi del grafico della centrale, e da alcuni articoli, mi sono dovuto rendere conto che, purtroppo, la centrale di Fukushima non ha una vera cupola di contenimento come le centrali più moderne, ma solo un robusto involucro del reattore . Questo peraltro è chiuso da un semplice tappo in cemento circolare alla sommità. Questo aumenta notevolmente i problemi.
L'involucro del reattore è all'interno di una "scatola" in cemento molto spessa lateralmente, ma la parte più alta del contenitore del reattore coincide con la sommità di questa scatola. Al di sopra c'è la parte che abbiamo visto esplodere.
La parte esplosa era un vano con pareti molto sottili. Conteneva il meccanismo per inserire le barre di uranio nuove e per deporre le barre usate in una piscina che è sul tetto. Non aveva funzioni di contenimento.
Immagine interno reattore Fukushima con didascalie semplificate in italiano.
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Questa immagine è tratta da un disegno divulgativo che illustra l'interno di un reattore ad acqua bollente identico a quello Fukushima . Illustra il reattore nucleare in sezione isonometrica mostrandone i componenti interni fondamentali.
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Ora la situazione è questa. Sul tetto dell'edificio cubico contenente il reattore, abbiamo all'aria aperta la piscina di contenimento con le barre esaurite, nella quale è stata rimessa acqua per proseguire il loro raffreddamento. Poi, sempre sul tetto all'aria aperta abbiamo direttamente il pesante tappo in cemento che chiude il vano reattore.
Inoltre, sotto al vano reattore si trova un anello cavo di cemento molto grande. Questo anello è per metà riempito di acqua. E' collegato direttamente alla parte interna del vano reattore con grosse condutture. Sarebbe servito per contenere una perdita di acqua bollente contaminata del circuito primario (l'unico in questo tipo di reattore) e conservarla, raffreddandola, al suo interno per poi riusarla (perchè radioattiva e non sostituibile). In caso di fusione, il rischio che la lava fusa penetri in questo anello è possibile, Anche se va detto che il nocciolo che fonderebbe è all'interno di un cilindro in cemento chiuso alla base ma aperto alla sommità. Se la lava resta in questo cilindro e questo regge ok. Ma se la lava tracima dal cilindro o se lo stesso cede, il magma del nocciolo finirebbe alla base del contenitore del reattore. A questo punto potrebbe aprirsi un varco nelle grosse condutture e penetrare nell'anello. Siccome questo è per metà pieno d'acqua, bisogna evitare che la lava entri in contatto altrimenti si avrebbe un'esplosione al 100% e alla base di tutta la struttura. Le operazioni in corso probabilmente tendono anche a scongiurare questa evenienza.
Se la lava penetrasse nell'anello vuoto, senza liquido, si fermerebbe li e si solidificherebbe pian piano senza dare grossi problemi.

Un'altra cosa che ho capito, e che volevo comunicarvi, anche se secondaria, è che questo reattore ad "acqua bollente", oltre a non avere una vera cupola di contenimento, non ha circuito primario e secondario. Cioè:
L'acqua che raffreda il nocciolo e che è contaminata, non deve mai uscire dal reattore (invece ora è uscita per intero). Comunque, nei reattori più evolti, quest'acqua serve solo a raffreddare il nocciolo e a riscaldare un secondo circuito (circuito secondario). Poichè il liquido del circuito primario non si mescola con quello secondario, l'acqua del secondario resta pura. E' quest'acqua che, vaporizzata dal calore del circuito primario, fa girare la turbina che produce elettricità. Quindi la turbina non è contaminata.
Qui invece esiste solo il circuito primario di acqua contaminata che fa girare direttamente la turbina che produce la corrente. In questo modo tutta la turbina viene contaminata. Questo ovviamente provoca una quantità molto maggiore di meccanismi e rende molto più difficile intervenire nelle riparazioni. Questo ha certamente giocato un certo ruolo nella difficoltà dei primi interventi di riparazione.
Centinaia di tecnici stanno lavorando, a rischio della vita, per portare sotto controllo la situazione. Tutta la comunità scientifica mondiale, è impegnata nel supporto ad una soluzione che riporti la sicurezza.
Al di là dei costi umani e materiali giganteschi, mi preme qui ricordare che ci sono stati moltissimi gravissimi incidenti nucleari, tra cui Chernobyl, e che in tutti i casi è stata alla fine trovata una soluzione. Prova ne sia che siamo ancora qui a parlarne. I danni sono enormi, ovviamente, ma le tecniche di gestione degli incidenti nucleari sono oggi collaudate sul campo e oggetto di studi approfonditi da oltre cinquanta anni. Quindi dobbiamo avere fiducia in chi sta lavorando. Le più grandi menti ed i maggiori fisici del mondo (gli stessi che per decenni hanno progettato le centrali ) sono al lavoro.
Ore 20,00 p.m.
Poichè la fusione sembra inevitabile, io suggerirei di svuotare quanto prima il cosiddetto torus, il grande anello alla base dei reattori. Perchè se la lava finisce qui esplode a contatto con l'acqua e può crollare tutto. Fendendo quindi la base penetrerebbe nel suolo e trovare la falda. A Chernobyl sotto il reattore c'erano alcuni piani divisi da lastre di cemento, la lava ne penetrò almeno una. Qui sembra che non ci siano camenre sotto il reattore, Se almeno il Torus fosse privo d'acqua e riempito di cemento, la lava non vi penetrerebbe. Forse questa sarà una cosa assurda che ho detto, ma data la situazione ho preferito dare questo mio timore e questa mia idea. Se è una stupidaggine pazienza, non succede nulla.
Il tappo sul tetto va bloccato, altrimenti è probabile che salti via, come accadde per il coperchio del reattore di Chernobyl. Sarebbe forse necessario sigillare tenacemente tutte le aperture, porte ecc. dell'edificio esterno al guscio vero e proprio del reattore, se questo si rompesse sarebbe così già rafforzata la seconda protezione. Inizierei già a costruire il contenitore esterno di supporto, visto che ora sarebbe montabile con una certa sicurezza. Non so, sono davvero preoccupato. Speriamo bene.

Fukushima, notte: drammatiche notizie (raccolta), situazione gravissima, coinvolto altro reattore. Situazione sotto controllo.

Fukushima, notte: drammatiche notizie (raccolta), situazione gravissima, coinvolto altro reattore. Situazione sotto controllo.

Post n°423 pubblicato il 13 Marzo 2011 da francesco1375
Questo post è stato scritto intorno alle 5 di mattina.
L'ultimora di televideo comunica che ci sono gravi problemi al reattore nucleare tre della centrale di Fukushima.
Sono uscite radiazioni, il liquido di raffreddamento è calato e le barre di combustibile sono rimaste scoperte per tre metri.
Allora, questo purtroppo significa che la situazione si è ulteriormente aggravata.
Si rischia la fusione di un secondo reattore nucleare.
Infatti il sistema di raffreddamento di emergenza, quello cioè che non partì nel primo reattore collassato, non funziona più neanche in questo impianto.
Leggi per approfondire (in inglese):
http://www.reuters.com/article/2011/03/12/us-japan-quake-nuclear-cooling-idUSTRE72B3GI20110312


Riporto alcune notizie che ho letto durante la notte, anche accedendo alla versione inglese di GOOGLE (google.com, per accedervi non digitate l'indirizzo .com, verreste rimandati a google.it.
Cliccate invece, sotto al campo di ricerca sulla scritta "GOOGLE.com in english.
Dovrebbe funzionare, se lo fate avrete accesso ad una mole molto più grande e internazionale delle notizie, perchè google filtra normalmente i risultati in base al paese nel quale si trova l'utente per dare risultati più pertinenti, tuttavia in questo caso il mio consiglio è di rivolgersi anche al di fuori dell'Italia)


Ci sono seri problemi ad altri reattori dello stesso impianto. Anche se meno gravi riguardano sempre lo stesso problema di surriscaldamento. Stanno intervenendo pompando acqua.
Nel reattore che ha subito l'esplosione viene pompata acqua di mare. Questo danneggerà l'impianto, ma il problema a questo punto ovviamente non si pone.
Mentre l'acqua di mare viene pompata, il vapore viene fatto defluire dal reattore per abbassare la pressione. Segno quindi che l'acqua non segue più le condutture. Tuttavia (qui riporto quello che ho letto pur restando perplesso) questo vapore non sarebbe tossico.
Un tecnico impegnato nelle operazioni di soccorso, al momento dell'esplosione dell'involucro esterno (che ricordiamo, non ha riguardato fortunatamente il guscio di contenimento) è rimasto intrappolato in una condotta del reattore. Non si sa se sia vivo e stanno tentando di salvarlo.
Politici Giapponesi sostengono che la soluzione di questo problema (come avevamo evidenziato anche noi nel post precedente) richiederà anni ed anni, e costi giganteschi. Si stanno domandando se il Giappone riuscirà a fare fronte a questi costi che si aggiungono a quelli immensi della devastazione del sisma. Sarà necessario un ingentissimo aiuto internazionale.
Pillole allo Iodio sono state distribuite alla popolazione per essere usate facoltativamente. Questo dovrebbe significare che ancora non c'è contaminazione e la misura è stata presa in via precauzionale, infatti non è stata ordinata l'assunzione di questo ritrovato che da ottimi risultati nel limitare i danni di un'eventuale esposizione. Tuttavia è probabile che si speri che tutti le prendano e la facoltatività sia stata data per non generare panico. Nessuno può inoltre imporre l'uso di un farmaco.
La radioattività è in calo. Vi spiego perchè: la radioattività che proviene dal nucleo in se stesso è mitigata dalla barriera del guscio di contenimento rimasto in piedi.
La grande quantità di radioattività che usciva fino a ieri era costituita dalla fuga del liquido refrigerante sotto forma di vapori.
Usciva perchè le condutture erano state lesionate dal calore e dalla pressione, ma anche nel vano tentativo di salvarle facendo uscire un po' di questo vapore (operazione che salvò Three Mile Island dalla fusione totale del nocciolo, consentendo di pompare nuovo liquido nel circuito).
Purtroppo, in questo caso le condutture erano evidentemente del tutto rovinate.
Ad un certo punto quasi tutto il liquido di raffreddamento irradiato si è vaporizzato, costituendo una miscela ricca di idrogeno.
Si è verificata l'esplosione dell'idrogeno. Il guscio di sicurezza, non del nucleo del reattore, ma degli impianti di pompaggio del liquido refrigerante (ormai saturo di vapori che uscivano lentamente inquinando le zone circostanti) si è disintegrato.
Tutti i vapori radioattivi a questo punto sono fuoriusciti e, a causa del loro calore, sono saliti nell'alta atmosfera disperdendosi e diluendosi.
Quindi, dopo di ciò, è logico che, non essendoci più liquido o gas irradiato, le uniche radiazioni che escono sono quelle che riescono a penetrare la cupola di contenimento, certamente quindi in quantità molto minore.
L'acqua che ora viene pompata con un sistema ideato all'occasione per tentare di raffreddare il nocciolo ormai quasi certamente parzialmente fuso e non comandabile(sistema di pompaggio del quale si sa pochissimo) esce subito dopo come vapore in atmosfera, ma è stato pochi secondi in prossimità delle barre di conbustibile, e quindi dicono abbia radioattività trascurabile.
Ecco perchè ora la radioattività è calata.
Le operazioni in atto, poi, sono finalizzate a ridurre progressivamente le fughe, fino quasi ad azzerarle probabilmente con la successiva costruzione di un nuovo contenitore esterno di sicurezza che cercheremo di non chiamare "sarcofago", forse sarà chiamato scatolotta millenaria.
Alla fine però il problema è che il disastro c'è già stato. Certo, dopo che è successa una catastrofe la situazione non può che migliorare, speriamo molto in fretta.
Centinaia di tecnici stanno lavorando, a rischio della vita, per portare sotto controllo la situazione. Tutta la comunità scientifica mondiale, è impegnata nel supporto ad una soluzione che riporti la sicurezza.
Al di là dei costi umani e materiali giganteschi, mi preme qui ricordare che ci sono stati moltissimi gravissimi incidenti nucleari, tra cui Chernobyl, e che in tutti i casi è stata alla fine trovata una soluzione. Prova ne sia che siamo ancora qui a parlarne. I danni sono enormi, ovviamente, ma le tecniche di gestione degli incidenti nucleari sono oggi collaudate sul campo e oggetto di studi approfonditi da oltre cinquanta anni. Quindi dobbiamo avere fiducia in chi sta lavorando. Le più grandi menti ed i maggiori fisici del mondo (gli stessi che per decenni hanno progettato le centrali ) sono al lavoro. In questo momento è meglio abbandonare la polemica nucleare si, nucleare no. E' evidente che non si costruiranno più centrali per decenni dopo questo incidente, la polemica è superata dai fatti, appartiene al passato. Io resto contro la costruzione di nuove centrali. Chi è sempre stato nuclearista in buona fede, abbia l'apertura mentale e il coraggio di prendere atto della realtà. Ora all'umanità spetta il compito di fare i conti col nucleare esistente e fare in modo che non vi siano problemi. Perchè le centrali esistenti ce le trascineremo dietro come un macigno per i prossimi secoli. Non si possono spengere e smontare come tutte le altre cose costruite dall'uomo.

L'involucro del reattore è all'interno di una "scatola" in cemento molto spessa lateralmente, ma la parte più alta del contenitore del reattore coincide con la sommità di questa scatola. Al di sopra c'è la parte che abbiamo visto esplodere.
La parte esplosa era un vano con pareti molto sottili. Conteneva il meccanismo per inserire le barre di uranio nuove e per deporre le barre usate in una piscina che è sul tetto. Non aveva funzioni di contenimento.
Ora la situazione è questa. Sul tetto dell'edificio cubico contenente il reattore, abbiamo all'aria aperta la piscina di contenimento con le barre esaurite, nella quale è stata rimessa acqua per proseguire il loro raffreddamento. Poi, sempre sul tetto all'aria aperta abbiamo direttamente il pesante tappo in cemento che chiude il vano reattore.

venerdì 11 marzo 2011

Terremoto Giappone. Centrale nucleare di Fukushima, incidente simile a Three Mile Island, nel '79. Spiegazione incidente.

Terremoto Giappone. Centrale nucleare di Fukushima, incidente simile a Three Mile Island, nel '79. Spiegazione incidente.

Post n°422 pubblicato il 12 Marzo 2011 da francesco1375
Questo post è stato scritto intorno alle 5 di mattina, quando giungevano i primissimi dati sull'incidente.
E' difficile parlare ora di qualcosa che non riguardi la tragedia che si è abbattuta sul Giappone.
Ma purtroppo sul grande paese asiatico, e su tutti noi, oltre al devastante terremoto, si aggiunta un'altro grave problema, in essere e che dovremo affrontare. Quello dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima.
Non posso iniziare questo post, senza prima esprimere le mie più profonde condoglianze alle vittime del terremoto, e la mia vicinanza al popolo giapponese.
In questo momento sappiamo di essere, un'altra volta, in presenza di un grave incidente nucleare. Ma non dobbiamo temere un esito neanche lontanamente simile a quello di Chernobyl. Questo incidente sembra a tutti gli effetti simile a quello di Three Mile Island nel 1979.
Questo il link di wikipedia, specifico sull'incidente. E' in inglese. Purtroppo in italiano non c'è una voce specifica sull'incidente e quella sulla centrale è molto scarna (la cosa non stupisce):http://en.wikipedia.org/wiki/Three_Mile_Island_accident
Sono un'antinuclearista da sempre, per questo potrei fare il catastrofista, ma invece mi sembra più opportuno comprendere bene cosa sta accadendo.
Non si rischia assolutamente un'altra Chernobyl, perchè la centrale sovietica era priva della cupola di contenimento. Quando il nocciolo del reattore fuse, l'edificio in cui era contenuto (e che appunto non era progettato per resistere in caso di incidente), crollò.
Il nocciolo fuso del reattore venne così in diretto contatto con l'atmosfera, così come migliaia di tonnellate di detriti e polvere di grafite irradiata (il reattore era moderato a grafite, tecnica oggi abbandonata). Il tutto si disperse nell'ambiente provocando la famosa nube e contaminando un'area gigantesca. Inoltre, poichè il nocciolo del reattore non era isolato neanche alla sua base, le barre di uranio fuse con altri materiali colarono nei sotterranei, rischiando di venire in contatto, sottoterra, con la falda e di esplodere. Questo fu evitato con tonnellate di sabbia gettate da elicotteri che vetrificarono la lava radioattiva e poi con un tunnel sotto la centrale.
Mentre poi, con grave danno alla salute, migliaia di persone costruirono il famoso sarcofago. Nient'altro è che una posticcia "cupola" di contenimento, che avrebbe dovuto esistere sulla centrale e che si era invece, in modo criminale, scelto di non progettare.
Ebbene, questo scenario apocalittico non può avvenire in nessun altro tipo di centrale.
Tranne il tipo di centrale "modello Chernobyl", tutte le altre centrali hanno sempre avuto la cupola di contenimento.
Questa, in caso di fusione totale o parziale del nocciolo, trattiene all'interno quasi per intero la radioattività.
Solo quantità veramente basse (anche se certamente dannose) possono uscire a seguito di un incidente.
La fusione totale o parziale del nocciolo di un reattore, è un incidente successo più volte nella storia del nucleare. Capita se per qualche motivo, il combustibile nucleare non viene più raffreddato.
E' quello che è accaduto a Fukushima.
Si, accadde anche a Chernobyl, ma li, la fusione fu totale, incontrollabile, e senza alcuna bariera protettiva.
Per trovare un precedente a quello che rischia, forse, di succedere a Fukushima, dobbiamo fare riferimento ad un incidente simile avvenuto in una centrale simile, ossia costruita con criterio e sistemi di sicurezza.
L'incidente più simile fu quello di Three Mile Island, negli Stati Uniti.
Fu un incidente considerato gravissimo, eppure molti non lo ricorderanno, perchè, appunto, vi fu una perdita di radioattività all'esterno relativamente limitata.
Era il 28 Marzo 1979. Il nocciolo del reattore si fuse parzialmente. Una certa quantità di radioattività uscì, ma fu subito bloccata. Quasi tutto restò confinato all'interno della cupola di contenimento in cemento e acciaio. Tanto che oggi nei pressi della centrale la vita si svolge normalmente nei villaggi circostanti e gli altri reattori dell'impianto funzionano a pieno regime.
Alla fine però il problema di un incidente di questo tipo è gravissimo in un'altro senso, rispetto a Chernobyl.
Di solito una certa quantità di materiale radioattivo può comunque uscire nelle prime fasi dell'incidente, magari passando per le condutture. Viene subito bloccato, ma comunque non dovrebbe accadere, e potrebbe esserci qualcuno che resta contaminato.
Nel caso di Three Mile Island, come in quello di Fukushima, all'interno del reattore, il liquido di raffreddamento ha smesso di circolare e raffreddarsi via via. Si tratta del liquido nel circuito primario che raffredda le barre di combustibile e che non deve mai venire in contatto con l'esterno, perchè irradiato. (Qui è il circuito primario radioattivo a fare girare le turbine contaminandole, in Three Mile Island e negli impianti più evoluti questo scalda il circuito secondario che resta puro, ed è questo che fa girare la turbina per la produzione di corrente senza contaminarla).
Smettendo di circolare, questo liquido inizia a bollire ed evaporare, non serve più da refrigerante. Inoltre la pressione aumenta rischiando di danneggiare valvole e tubature. Per evitare che ciò accada, nel caso americano, e sembra anche in Giappone, si decide di liberare all'esterno una certa quantità di vapore (radioattivo), per abbassare la pressione, limitare il danno e tentare poi di iniettare nuovo refrigerante nelle tubature che si spera a questo punto ancora sane. Si crea a seguito di questo rilascio, una contaminazione nucleare non enorme, ma con un certo impatto nella zona immediatamente circostante al reattore danneggiato. Poi, a differenza di Chernobyl all'esterno non dovrebbe uscire più nulla.
Ma il disastro resta gravissimo e durevole per centinaia di anni, ecco perchè la cosa è considerata comunque di estrema gravità dalla comunità internazionale.
Infatti, un reattore che subisca la parziale o totale fusione del nocciolo, di solito non può essere riparato. Il danno economico è quindi gigantesco su impianti costosi quali sono le centrali nucleari.
Ma, soprattutto, lo smantellamento di un reattore danneggiato gravemente è quasi impossibile per decenni, anzi per secoli.
Già è costosissimo e difficilissimo di per se smantellare un reattore.
Ma quando la cupola in cui è conservato è satura di radioattività e non può essere smontata, ne vi si può spesso entrare, le operazioni di smontaggio e messa in sicurezza risultano quasi impossibili. Inoltre se la struttura del nocciolo è fusa, deformata ecc, non si sa proprio come smontarla, perchè non si può neanche esaminarla agevolmente data la sua tossicità. Insomma, questo allunga e rende immensamente più costosi, forse proibitivi, i costi per smantellare il reattore.
Quindi, il rischio di trovarsi a gestire un pericolosissimo rottame nucleare per secoli e secoli è più che concreto. Tanto più grave se questo involucro contenente quantità gigantesche di materiale tossico si trova vicino a zone densamente popolate, come nel caso del Giappone.
Oggi infatti, il reattore di Three Mile Island, non è ancora stato toccato, ed è sotto monitoraggio in attesa che al radioattività al suo interno decada naturalmente consentendo una qualsiasi azione.
Un costosissimo monitoraggio che durerà forse per centinaia e centinaia di anni.
Aggiornamento ore 19,30.
Questo post è stato scritto alle 5 del mattino, mentre giungevano le primissime notizie sull'incidente.
Purtroppo, l'esplosione del contenitore in cemento che copriva il reattore, secondo me porta il pericolo a livello superiore a quello di Tree Mile Island, dove non si verificò alcun crollo.
In questo caso, l'idrogeno (prodotto dalla scissione dell'acqua a contatto col nocciolo incandescente, a seguito del collasso delle condutture) non è defluito come in America e, esplodendo, secondo me, lascia il nocciolo protetto da un solo strato di contenimento. Quella che è crollata, era la struttura all'esterno del contenitore del reattore (che qui non è protetta dalla cupola di contenimento esterna, come a Chernobyl) , ulteriore protezione che serve a confinare eventuali piccole perdite di liquido refrigerante contaminato, nel caso di piccoli guasti e a tenere la turbine e i meccanismi che qui vengono contaminati.
Nonostante l'AIEA (International Atomic Energy Agency) stia chiedendo insistentemente di ricevere indicazioni più precise dall'esplosione, da quello che è stato detto sembra di capire che il nocciolo del reattore è ancora coperto, e questa è la cosa più importante. Tuttavia secondo me è indebolito, e il contenitore esterno successivamente andrà ricostruito. Inoltre, a questo punto, i sistemi di pompaggio originali sono definitivamente distrutti (ora è probabilmente stato sostituito con pompe provvisorie portate sul posto).Anche questo non accadde Tree Mile Island. da ultimissime notizie sembra tuttavia che il nocciolo non sia ancora fuso e quindi si tenta di pomparvi all'interno il refrigerante per raffreddarlo. Se si riuscisse ad evitare la fusione totale, in qualche modo sarebbe possibile stabilizzare la situazione in un modo ritenuto un po' più sicuro. La fusione del nocciolo avvenne solo a Chernobyl, qui resterebbe confinato nel contenitore , ma tuttavia sarebbe una lava incandescente per decine di anni e non disattivabile se non per decadimento naturale.
Sarebbe necessario poi, ammesso che il contenitore regga a lungo, rivestirlo con una struttura di rinforzo.

Vi segnalo questo articolo che ho trovato:
[nota: prima dell'incidente, venivano sempre descritti i reattori, divulgativamente, con una cupola esterna di contenimento, terza barriera in caso di incidente. Purtroppo l'amara verità è che solo pochi reattori ancora in fase di costruzione cel'hanno. Tutti quelli attualmente attivi no. Chernobyl poi non aveva nemmeno il contenitore più interno a proteggere il nocciolo]

giovedì 10 marzo 2011

Tremonti aveva ragione.

Sull'attuale governo non mi esprimo per scelta. Per scelta non mi occupo qui di politica.
Ma su Tremonti devo dire qualcosa.
Come ministro dell'economia, può essere approvato o no. Certamente non è tra i peggiori.
Ma come analista socio-economico, non si può negare che sia veramente tra i più grandi.
Tremonti, aveva previsto nei suoi libri, la crisi odierna, quando ancora il sistema sembrava proiettato verso un futuro radioso.
Io ho letto i suoi libri e vi assicuro che sono davvero profetici. Ed anche leggibili, quindi, è anche bravo scrittore, perchè non è facile rendere piacevole la lettura di temi così complessi.

domenica 20 febbraio 2011

La storia della guerra fredda in un solo post. Dal 1948 al 1989.

Per capire bene cosa è avvenuto negli ultimi venti anni, dobbiamo partire dagli anni ’70. Ma per capirlo meglio, dobbiamo partire dalla fine della seconda guerra mondiale.
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Dal 1945 al 1948 il mondo, uscito dalla seconda guerra mondiale, si riorganizza dividendosi in due blocchi. Il blocco Occidentale, guidato dagli Stati Uniti, mantiene un sistema economico classico, l’economia di mercato. Il blocco Orientale, guidato dall’Unione Sovietica, adotta un sistema economico comunista, di economia pianificata dall’alto.
Dal 1948 in poi tra i due blocchi inizia un serrato muro contro muro, chiamato guerra fredda.
Fino alla fine degli anni ’60, ognuno dei due blocchi è sicuro di rappresentare il sistema economico vincente che alla fine prevarrà sull’altro. Tuttavia una guerra diretta tra i due è impedita dai giganteschi arsenali nucleari di cui dispongono, in grado di assicurare in caso di conflitto la completa distruzione reciproca, tale da scoraggiare nel modo più assoluto tale evento.
 Alla fine degli anni ’60, però, le cose sono cambiate. Mentre il blocco comunista riesce a mostrare un’immagine forte e stabile, quello capitalista pare vacillare.
Prima di tutto gran parte dell’opinione pubblica e della classe intellettuale sono a favore dell’economia pianificata e vedono in essa il sistema cui rivolgersi al più presto.
Del resto l’economia di mercato, dopo il bum del dopoguerra, inizia ad entrare in una crisi che si protrarrà per tutti gli anni ’70.
Inoltre, il blocco comunista si espande. Entrano nella sfera delle economie pianificate, prima la Cina, poi la Corea del Nord, Cuba, il Vietnam, e l’influenza comunista sembra attrarre sempre di più i paesi poveri in Africa, ma soprattutto in Sud America.
Il sistema capitalista non ottiene alcuna espansione. In Corea si era tentato di arginare il comunismo, ma si vince solo a metà. A Cuba si tenta un blitz militare che viene respinto. Si intraprende la guerra in Vietnam che si rivelerà la più disastrosa operazione militare dell’America.
In Sud America poi si cerca di arginare l’avvento del comunismo instaurando o sostenendo brutali dittature di stampo fascista, qui si riesce ad arginare il comunismo, ma al costo di migliaia di vittime (desaparecidos) e gettando un discredito etico totale sui metodi usati dal blocco occidentale.
Ovviamente in realtà anche il blocco orientale imponeva il suo sistema economico con metodi ben più brutali e violenti, ed era nel suo complesso un blocco interamente composto di dittature. Ma il sistema di propaganda capillare, e la deformazione della realtà che veniva perpetrata in quel blocco, faceva si che in occidente la verità non fosse conosciuta o creduta da moltissime persone.
Quindi con la fine degli anni sessanta il blocco comunista sembra essere vincente.
Come risponde l’Occidente:
La risposta varia da luogo a luogo, ma sostanzialmente si basa su due presupposti: Il predominio tecnologico assoluto e la diffusione accelerata del benessere fondata sul debito pubblico.
Dal punto di vista tecnologico, il sistema capitalista subisce un’impressionante accelerazione, ad esempio con lo sviluppo dell’elettronica di massa. Sviluppo cui il pesante e centralizzato sistema comunista non riesce a tenere dietro. Era l’intrinseca inesistenza della concorrenza a disincentivare la creazione di nuove tecnologie e prodotti, una ricerca guidata dall’alto e non dall’iniziativa privata, non consentiva una selezione naturale delle idee funzionali, quindi enormi risorse venivano dispiegate in ricerche ed infrastrutture che avevano utilità pratica e convenienza solo nelle menti (spesso contorte) della classe dirigente, mentre all’atto pratico si rivelavano inutili se non dannose per la popolazione. (Ad esempio, per numerosi anni, in URSS non si trovavano collant perché il nylon era destinato alla produzione di paracadute militari, in Cecoslovacchia scarseggiavano gli slip, ma c’era un’enorme disponibilità di costumi da bagno perché il governo voleva incentivare lo sport).
Molto abilmente, l’occidente vuole portare il gap economico ai massimi livelli, e capendo che il regime sovietico si mostrava al mondo attraverso grandi opere di propaganda, lo trascina in costosissime imprese, come il viaggio lunare e la navetta spaziale Shuttle che doveva poi servire al famoso bluff dello scudo spaziale, che terrorizzava letteralmente i russi che avrebbero perso la capacità di rappresaglia atomica. Il blocco comunista non poteva sottrarsi a questi progetti, troppo importanti a fini propagandistici, ma per farlo dirottò risorse enormi impoverendo la popolazione.
L’occidente invece poteva sostenere questi progetti, perché spesso portati avanti da ditte private che contavano comunque di ricavarne ricadute e vantaggi economici enormi. Gli stati inoltre iniziarono a non porre quasi alcun limite all’indebitamento per sostenere una crescita del benessere che raggiunse il suo apice negli anni ’80. Il problema del debito pubblico, (ma anche del debito ecologico) di questa operazione, venne considerato minore rispetto ai vantaggi immediati e la sua soluzione rimandata a tempi migliori.
Questa situazione si protrae per gli anni ’70 e ’80. nel decennio 1970-1979 il sistema capitalista sembra in svantaggio. Ma tra il 1979 e il 1989 i rapporti si invertono, il divario tra i due blocchi diviene enorme. Ed in effetti nel 1989 il sistema comunista collassa completamente.
Si ha così la fine della “guerra fredda” e l’apertura di uno scenario completamente inedito.

martedì 8 febbraio 2011

QSD, la prima chat internazionale della storia. L'Interfaccia originale, i comandi, le caratteristiche

QSD, la prima chat internazionale della storia. L'Interfaccia originale, i comandi, le caratteristiche
Nei post sulle reti telematiche prima di internet, avevo parlato di una delle prime chat. Era su Minitel (Francia) ed era accessibile dalle reti simili (come l'italiana Videotel e l'Inglese Prestel) o tramite le reti X25 come ITApac.
Questa chat, tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90,era uno dei principali luoghi di ritrovo del cyberspazio e vi si accedeva da tutto il mondo.
Era una meta abituale, di tanta gente comune (tra cui molte donne, cosa rara nella telematica del tempo, poichè QSD era sul sistema Minitel, diffusissimo nelle famiglie francesi connettendone una su cinque '95 fonte"The French Minitel" Is There Digital Life Outside of the "US ASCII" Internet?A Challenge or Convergence? Jack Kessler San Francisco, California D-Lib Magazine, December 1995). Ma anche di molti appassionati di telematica e di hacker. Furono loro, del resto, a scoprire il modo di accedervi al di fuori della Francia utilizzando le reti tipo Itapac ed emulando il protocollo di Minitel. L'emulatore, peraltro, era diffuso gratuitamente dalla compagnia telefonica francese ed era liberamente copiabile, questo per diffondere il più possibile la rete che, accessibile così da qualsiasi computer, intorno al 1995 si proponeva come vera e propria alternativa al neonato Web.
Tanto era numerosa questa presenza "pirata" che QSD precisava nella schermata iniziale: "No pirating nor hacking Please !" ( "Nè  pirateria nè  hacking per favore" ).
In realtà QSD era un grande luogo di incontro che annoverava miglia di appassionati.
Ricordiamoci che al tempo Internet non era ancora accessibile al grande pubblico e che esistevano moltissime reti teoricamente separate tra loro.
Per cui QSD, che girava su Minitel era teoricamente destinata esclusivamente alla Francia.
Sempre teoricamente si sarebbe potuto accedere anche da Videotel italiano e da Prestel inglese, ma sarebbe stata necessaria una costosissima telefonata internazionale e nessuno di fatto lo faceva. Sfruttando le reti tipo Itapac, presenti in tutto il mondo e pensate aziende, istituzioni, uffici ecc. (comunicanti tra loro) ed usando i computer parte di queste reti fondamentalmente in modo simile ai server di internet, si poteva accedere a Minitel e a QSD a tariffe molto più basse, perchè il costo era in base ai dati trasmessi e non a tempo (pare poi che alcuni andassero oltre ed utilizzassero linee di servizio di queste reti quindi gratuite, nel migliore dei casi diciamo).
Per passare dalle reti tipo Itapac era necessario conoscere le NUI (insieme password e veri e propri numeri di telefono) per entrare ed usare i computer della rete. Queste NUI avrebbero dovuto essere segrete. 
Comunque, in vari modi, si accedeva a Minitel e a QSD anche dall'estero, ed era la prima volta che persone da tutto il mondo si parlavano in chat, questa era la vera novità.
Una curiosità era che, accanto al Nickname compariva la localizzazione geografica dell'utente, ma essendo i nodi Itapac utilizzabili dispersi in tutto il mondo, spesso la località geografica non coincideva, perchè un utente italiano poteva accedere a QSD essendo connesso ad un nodo situato a Londra e apparire quindi come inglese.
Era anzi un vezzo diffuso quello di apparire collegati dalle località più remote ed improbabili.

Questa è la schermata iniziale di QSD, tratta da un blog portoghese. Presenta una breve lista di nick, che io ho cancellato sostituendola con asterischi.
 
-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=- Main Menu / Menu Principal -=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-
   C   - Chat line                              MBX - Mail Boxes
   H   - NEW !!! How to get Credits ???
                                   PIN - Ask for QSD Pin's (50.000 Credits)
   D   - Doors (Need Credits)      BAN - Change Banner Message (5000 Credits)
                                   GEN - Send a Message to All (8500 Credits)
   Q   - Quit - Clear Datacall     FRE - Freeze a Boring User(100.000 Credits)
                                   GIV - Give some Credits to SomeOne
Your choice/Votre choix + :
Incoming Message for You !!!
Please select :
[x] Main Menu - [b] Back a page - [f] Forward a page - Read message
xx Write a message (where xx = user's number) - [o] Display options
[a] Change your alias - [mbx] Mail functions - [q] Quit - Clear Datacall
15 Users

Page 1
  1 XXXXXX [Portugal]
  2 YYYYY (Argentina/ArPac)
  3 XKKXX (Argentina/ArPac)
  4 YYYYYY, Not Here [Portugal] -Out of chat !!!-
  5 XXXXXX [Portugal]
  6 XYXYXX (Female) (Italy)
  7 XXXXXXY (Brazil/RenPac)
  8 XXX (Israel)
  9 YYYYYYYY
 10 XXXX}{XXX}{
 11 XXYYYYYY [Portugal] -Out of chat !!!-
 12 XXXYYXX [Portugal]
 13 XXXYYXXYY [Portugal]
 14 XX
 15 YYYX [Portugal]
mbx

Ovviamente i comandi erano ben specificati all'inizio perchè computer e terminali del tempo erano testuali e a linea di comando, essendo ancora ben poco diffusi i sistemi ad interfaccia grafica ed icone che usiamo oggi.
Vedete che accanto al nick poteva essere visualizzata la nazione corrispondente al computer utilizzato per connettersi a Minitel, che non necessariamente era nella nazione in cui si trovava l'utente.
E spesso anche il nome della rete X25 tipo Itapac utilizzata, in questo caso vediamo ArPac, la rete argentina, e RenPac, quella brasiliana. Forse era l'utente a decidere se rendere pubblici o no questi dati, ma lo ipotizzo soltanto. 
Per quanto riguarda il sistema di crediti, riporto il testo esplicativo che dava QSD:

It's very easy... call the international Number +33 36 43 15 15
(for a few minutes in V23 Mode 75/1200 Bds), don't be afraid if the page
seems scrambled on your computer screen after the connection !

Type THELINE*IKA and Press RETURN
Type in the account to charge, the password (if it's a new account),
and then the number of hours wanted...
(Current Rate is : 3 Minutes=3600 Credits=1 Hour full access)

You can go and drink a coffee... the system works alone and clear
the data call after processing. With Credits no more lines limit,
full access to services like downloading, others chats, games, ...

Nel menù principale, in alto, vedete l'indicazione "MBX - Mail Boxes".
Selezionandolo si accedeva ad un'altra schermata, quella che vedete qui sotto.
Qui appunto erano presenti caselle di posta elettronica.



Una caratteristica interessante, era che, selezionando l'opzione -3- "Mail box directory", comparivano in ordine alfabetico tutte le caselle di posta su qsd aperte dagli utenti.
Quindi si poteva poi decidere a chi scrivere privatamente.
Per apparire nella prima parte della lista,  alcuni, prima dell'indirizzo (che non era simile agli indirizzi con la @ della nostra posta elettronica, ma era un semplice nick) inserivano numerose  lettere "a", come negli annunci sulle riviste di piccoli annunci.
Accanto al nick era spesso indicato, anche in questo caso, il paese da dove il sistema veniva contattato e la rete utilizzata.
-------
Ho trovato anche una tabella con le indicazioni per entrare in QSD da diversi sistemi e paesi, qui la pubblico così come è.
Come potete osservare, in questo menù di QSD vengono indicate le modalità di accesso tramite le reti simili a Minitel di vari paesi. Erano gli accessi di tipo ufficiale, anche se l'accesso tramite NUI e reti X25 tipo ITApac era ben più utilizzate. Da ricordare anche che l'accesso tramite rete commutata X25 non era previsto inizialmente, ma non era vietato, bastava essere abbonati ad una rete a pacchetto X25. 
Come vedete era possibile  accedere direttamente anche da Prestel inglese, abbastanza diffuso, e dal VIDEOTEL SIP italiano, che pur non avendo  avuto molto successo commerciale, aveva  una numerosa fascia di utenti dediti soprattutto alle Chat.  Terminali VIDEOTEL erano presenti in molti locali pubblici, molti vi accedevano con computer dotati di emulatori. Molto grande era anche l'accesso abusivo che ne permetteva l'uso gratuitamente addebitando  ai legittimi detentori delle pass (o alla stessa SIP) il costo della connessione.
Le schermate di questo post sono tratte da una rivista telematica che mostra il funzionamento di QSD chat,  illustrandone le funzioni. Si trattava quindi, probabilmente di una registrazione per salvare qualcosa che stava sparendo. Dopo il 1994 infatti Internet, con le sue potenzialità, inizierà a crescere enormemente, cancellando le vecchie reti. Minitel fu l'unica eccezione in realtà, poichè era così diffuso in Francia da rallentare in quel paese lo sviluppo della "rete delle reti". Ma molti servizi come QSD decaddero comunque dopo il '94, specie a livello mondiale, per la concorrenza impari di analoghi servizi sul web.
I dati appartengono ad una sessione del 19 Ottobre 1994.
Altre schermate da un blog portoghese e appartengono allo stesso periodo, questo il post: http://workingcoca.spaces.live.com/blog/cns!11A8EBE37FFB121!678.entry?&_c02_owner=1%3f
Le informazioni per realizzare questo post sono comunque tratte da una pluralità di fonti , molte dell'epoca, facilmente reperibili su internet. Io ho cercato di sintetizzare e riorganizzare queste informazioni in un testo che fosse chiaro, sintetico, e che soprattutto fornisse un quadro generale comprensibile a chi non è un esperto e che, come me, non ha vissuto in prima persona quel periodo telematico.
Ho salvato le schermate (quelle con grafica in AsciiArt) come immagine e non come testo, perchè,il cambio di formattazione per la pubblicazione, avrebbe scompaginato la grafica, anche a seconda del browser utilizzato.
A disposizione per ogni suggerimento e modifica di questo post,
vi saluto
Francesco1375
POST CORRELATI
Reti parallele ad internet, da quelle segrete a quelle pirata. Il misterioso mondo perduto delle reti prima di internet.


Cronologia sintetica di tutte le reti telematiche e di Internet, dalle origini alla prima cyber-guerra del 2009-2010
Sotto il logo QSD, viene visualizzato l'Hardware usato: ICL DRS 600
Qui potete trovare informazioni su questo computer
Qui ci sono anche alcune immagini... peccato sia smontato

Minitel sopravvisse fino al 2006 e fu la rete del suo genere più longeva.
Ecco l'ultimo editoriale del sito internet ufficiale di Minitel che avvisa gli ultimi utenti dell'imminente cessazione del servizio.
"Le service MINITEL.FR ferme définitivement fin 2006.
Les clients MINITEL.FR disposant d'un compte approvisionné, pourront, jusqu'à épuisement de leur crédit, l'utiliser pour accéder aux services Minitel jusqu'au 31 décembre 2006 au plus tard, date de la fermeture définitive du services." http://www.minitel.fr/

domenica 6 febbraio 2011

Come vanno le cose

Creare quadri tag cloud con Wordle.

Ho trovato un programma molto divertente che realizza disegni assemblando le parole di un testo.
Quanto più una parola è ripetuta tanto più grande viene rappresentata. Un proceso identico auello dei tag cloud.
Questo programma è on-line e si chiama Wordle, potete ragiungerlo cliccando su questo link : http://www.wordle.net/.
Io ho inserito diversi post del mio blog, singoli o in gruppi. Ma anche alcuni testi che mi erano serviti per la riceca sulle reti, in inglese.
Ecco i risultati



















venerdì 4 febbraio 2011

I giardini di periferia

Ci svegliamo
in camere basse
tra cumuli di stracci
libri fumetti accumulati
impigliati tra cavi di computer
alla luce e alla musica fredda dei cellulari

e poi
tutto il giorno
vagando sotto portici
grigi amorfi dei nostri palazzi
fredde scatole tristi e freddi prati
giardini falliti che solo il nostro amore scalda

venerdì 28 gennaio 2011

Egitto blocca internet. Ma migliaia di rivoluzioni sono avvenute quando il web non esisteva ancora.

L'Egitto blocca internet per tentare di contrastare i moti popolari in corso.
E' la prima volta al mondo che ciò accade. In alcuni paesi internet è parzialmente censurato pur garantendo un ampio accesso alla popolazione (ad es. Cina, Vietnam). In altri l'accesso ad internet non è mai stato consentito, come in Corea del Nord, dove esiste un solo sito, quello del governo, cui è possibile accedere. La censura e la pericolosità di esprimersi attraverso Internet (soprattutto se si esprimono posizioni contrarie al governo) è poi presente in tanti paesi, come in Iran.
Ma mai nessun paese era arrivato al punto di bloccare internet improvvisamente e di punto in bianco, per fronteggiare una situazione di emergenza come ieri in Egitto.
Ovviamente questa misura è inutile, e oserei dire ingenua. E infatti non è servita a nulla. Forse anzi può essere controproducente poichè può generare panico in fasce di popolazione che non partecipano alle manifestazioni, rallentare i soccorsi e le normali attività della società civile dove ancora regna la calma. Si ottiene insomma il risultato opposto di coinvolgere fasce più ampie di popolazione.
Placare una rivolta chiudendo Internet se ci pensate è assurdo anche per un'altro motivo: da quando internet esiste si nota un calo di moti rivoluzionari. Tutte le principali rivoluzioni si sono svolte prima che internet esistesse. Si pensi alla Rivoluzione Francese, alla Rivoluzione d'Ottobre, alla Primavera di Praga ecc. tutti eventi accaduti nonostante il fatto che internet non era ancora stato inventato.

Ecco il link ad un'articolo di un ottimo sito che mostra il grafico dell'interruzione di internet in Egitto.
http://affreschidigitali.blogosfere.it/2011/01/egitto-il-governo-spegne-internet-per-bloccare-le-proteste-ecco-il-grafico-degli-accessi.html

giovedì 27 gennaio 2011

Rivolte in Nord Africa e Medio Oriente, le cause e i motivi

Di tutti gli eventi, i fatti e le notizie di questi giorni, solo una questione ha davvero caratteristiche storiche ed epocali. Caratteristiche tali da far si che tale situazione avrà ripercussioni enormi nei prossimi anni e sarà ricordata per sempre.
Questo evento è la serie di rivolte popolari in Nord Africa e Medio Oriente.
Qualsiasi piega prenda la situazione, la rivolta iniziata con la "rivoluzione dei gelsomini" in Tunisia, muterà per sempre la mappa geopolitica mondiale.
Io penso che queste rivolte nascano da tre elementi principali.
Da un lato nei paesi del Nord Africa e Medio Oriente abbiamo un livello di istruzione per la prima volta molto alto, unito ad una conoscienza molto profonda del popolo arabo della cultura occidentale. Tutto questo rende inaccettabili situazioni non democratiche agli occhi delle nuove generazioni che vorrebbero vivere in una situazione più moderna e democratica.
Dall'altro le nuove generazioni di questi paesi aspirano ad un tenore di vita molto più alto di quello dei loro padri, di tipo occidentale. E si rendono conto perfettamente che i loro paesi, con le risorse che hanno, potrebbero raggiungere tenori di vita, almeno simili a qelli dell'Europa Centro Orientale che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante.
Ma c'è anche un'altro elemento: fino ad oggi un formidabile ammortizzatore sociale in Nord Africa e Medio Oriente era costituito dall'immigrazione verso l'Europa. Ma chi emigrava erano i padri di chi oggi protesta. Persone che avevano conoscito situazioni di vita molto più dure delle nuove generazioni. Per loro l'Europa era un autentico miraggio, e viverci anche in estrema povertà, facendo i lavori più umili e malpagati, o anche semplicemente tirare a campare giorno per giorno nell'indigenza, era sempre meglio che stare nel paese di origine.
I giovani di quei paesi, ora si rendono conto perfettamente, (sia dalla testimonianza dei loro parenti immigrati che dai media come internet), che trovare un lavoro in Europa è molto difficile oggi essendo saturo il mercato, e che la loro aspettativa di tenore di vita in Europa sarebbe di povertà e di sotto-occupazione, anche perchè molti di questi giovani sono diplomati che aspirano a lavori qualificati, o almeno a professioni attinenti, Questo ora non è garantito neanche ai giovani europei, e questo lo sanno benissimo.
Di qui l'esigenza di intervenire radicalmente sui loro paesi per migliorarli e rendere possibile una vita dignitosa nella loro patria.
E' anche presente un sentimento che vede in prospettiva la possibilità di un super-stato che federi od unisca i vari stati del Nord-Africa, visto che le popolazioni di quei paesi si sentono tutti molto uniti, avendo lingua, cultura e storia comuni.
Questa è la mia analisi della situazione. E' in realtà il progresso dei popoli del Nord Africa e del Medio Oriente che porta la gente ad avanzare richieste del tutto razionali.

Nota aggiuntiva del 10 marzo 2011

Questo post fu scritto all'inizio delle rivolte in Nord Africa.
Si riferiva alla rivolta non violenta dei giovani e degli studenti, per cui vale, secondo me, il discorso che ho fatto nel post.
Ovviamente la situazione è poi andata avanti.
Con la tragedia della guerra civile in Libia le cose sono cambiate e forse sfuggite di mano.

lunedì 24 gennaio 2011

Ricordi. Commodore 64. Alla scoperta di un pc dei primissimi anni '80. Quando nacque Tron. (replica)

Nei lontani primi anni '80, tutti parlavano del mitico Commodore 64. Era praticamente il primo vero computer diffuso a livello di massa.
E' vero, contemporaneamente spopolava anche l'Atari, ottimo apparecchio videoludico che sorprendeva veramente per le prestazioni e sorprenderebbe ancora oggi, considerando che era anch'esso una delle primissime consolle per videogiochi.
Se prevalesse il primo o il secondo nel soddisfare le aspettative dell'utente non saprei, essendo che interessavano soprattutto i videogiochi, forse l'Atari (veniva semplicemente chiamato così, senza sigle aggiuntive) era più comodo.
Ma il Commodore 64 era visto da tutti, e a ragione, un vero e proprio computer, utilizzabile anche in ambito professionale. E per questo esercitava un fascino incredibile su chi, come noi a quei tempi, aveva visto i computer solo nei film di fantascienza (ad esmpio "Tron").
Detto per inciso, da bambino a volte sono entrato nell'ufficio dove lavorava mia mamma, e non c'era alcun computer. Tutto il lavoro veniva svolto con comunissime macchine da scrivere meccaniche, talvolta (ma con parsimonia) veniva usata una macchina da scrivere elettrica.
Le copie dei documenti si facevano mettendo nel rullo della macchina da scrivere fogli di carta velina e carta carbone alternati.
Se le copie dovevano essere molte si usava solitamente il ciclostile. Questo era un'apparecchio veramente primitivo: si inseriva nella macchina da scrivere un foglio di carta cerata, i tasti bucavano la cera scoprendo la carta nei soli punti dei caratteri. Poi si prendeva questo foglio (matrice) e si agganciava su un rullo coperto di inchiostro. L'inchiostro filtrava nei punti dove non c'era la cera, quindi in corrispondenza dei caratteri. Facendo girare il rullo coperto dalla matrice con una manovella, si stampavano così i fogli sottostanti, ovviamente uno alla volta. Se nel battere a macchina la matrice si faceva un errore di battitura, bisognava con un'apposita cera rosa fucsia (dall'odore tremendo e pungente), coprire il carattere sbagliato, cercare di far coincidere il punto del foglio con il tasto della macchina da scrivere e ribatterlo. Un vero incubo. C'era anche una delle prime fotocopiatrici ma probabilmente non era pratica perchè tutti si ostinavano ad usare questo benedetto ciclostile.
Ecco, questo era il mondo tecnologico nel quale eravamo immersi quando comparve il Commodore 64.
Finalmente sembrava arrivato il futuro.
Purtroppo, in realtà, il prezzo era molto elevato. Paragonato allo stipendio medio era molto più costoso di un normale computer moderno.
Ragione per cui i miei, giudicandolo poco più di un costosissimo giocattolo, si rifiutarono (col senno di poi giustamente), di comprarmelo. Ed erano ben pochi in effetti i miei compagni che, invidiatissimi da tutti, ne possedevano uno che usavano soprattutto per i videogiochi. Questo per quanto riguarda la mia generazione.
Simultaneamente però, una schiera di migliaia di ragazzi, di qualche anno più grandi di noi, cominciarono a cimentarsi nella produzione di programmi per questo apparecchio.
Si parla di migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo che svilupparono programmi, applicazioni e videogiochi per il Commodore, spessissimo per pura passione, senza ricavarne alcun che.
Passarono gli anni e finalmente nel '96 comparve in casa mia il primo computer, con Windows95,l del tutto simile a quelli attuali.
Mi era però sempre rimasta la curiosità di questo Commodore, che avevo visto solo di sfuggita a scuola e da un'amico che però non poteva usarlo perchè suo fratello maggiore stava cercando di realizzare il videogioco del "Gattiger"(tratto da un cartone animato sulle corse automobilistiche), non ho mai saputo se mai sia riuscito nell'impresa.
Allora, circa 10 anni fa mi accorsi che sui periodici di annunci di roba vecchia era pieno di inserzioni di persone che cercavano di vendere i vecchi Commodore (solitamente rimasti anni in cima ad un armadio) a prezzi stracciati.
Alla fine cedetti alla tentazione e ne comprai uno, completo di manuali, Joystick, memoria-mangianastri ed una grande collezione di giochi, praticamente regalato.
Ecco, quello che vorrei dirvi è questo: una volta inserita la cassetta di un videogioco, il caricamento durava dai venti minuti ad un'ora e mezzo (cronometrato). A quel punto il gioco partiva. La grafica era solitamente primitiva, spesso risultava difficile capire la modalità di gioco, ma l'originalità e l'intelligenza dei programmatori nell'usare quelle piccole risorse era immensa. Molti titoli su cassetta, erano allegati di riviste specializzate ed erano quindi giochi realizzati dai lettori in ore, giorni, mesi di duro lavoro nell'oscurità di un piccolo sgabuzzino, come il fratello smanettone del mio amico.
E insomma, era sorprendente.
Uno di questi giochi, anche se praticamente ingiocabile, era un primordiale abbozzo di platform ad ambientazione 3d, dove gli elementi tridimensionali erano tracciati con sottili linee verdi su fondo nero. Penso uno dei primissimi giochi 3d.
Io cercai anche di studiarmi il gigantesco manuale di programmazione (in basic) e riuscii alla fine a produrre soltanto un quadrato che, comandato da tastiera, si posizionava nel punto desiderato dello schermo. La soddisfazione fu immensa perchè arrivarci non era affatto semplice e bisognava digitare una lunga serie di dati. Era uno dei primi passi per capire quell'apparecchio. Io mi fermai li, mi sembrava assurdo imparare qualcosa ormai così fuori tempo massimo. Seguitai invece, ovviamente, a imparare l'uso dei pc contemporanei.
Alla fine non so che fine abbia fatto quel vecchi Commodore64. Forse è stato buttato ed è stato un grande peccato. Quei programmi, anche i più semplici e primitivi andrebbero conservati, perchè fanno parte della nostra storia ed hanno costruito il mondo in cui viviamo.
Quindi invito chi si imbattesse in vecchie cassette (le stesse dei mangianastri) con i dati di quei vecchi programmi, a conservarle. E a chi può: sarebbe bello se venissero trasferiti su supporti più moderni e conservati in un museo, piccoli geroglifici di un passato tanto importante.

sabato 22 gennaio 2011

Moria in massa di volatili, un'ipotesi.

La moria di massa degli uccelli che in questi ultimi mesi è avvenuta in varie parti del mondo, potrebbe essere correlata al disastro petrolifero del Golfo del Messico?
In quella occasione, infatti, migliaia di litri di sostanze chimiche velenose sono state riversate in mare per affondare la chiazza di petrolio, in modo che la marea nera non si abbattesse sulle coste.
Poco dopo è iniziata questa inspiegabile moria di volatili.
Ora, molti ricorderanno il caso del DDT, sostanza chimica non biodegradabile usata massicciamente nel dopoguerra come insetticida domestico, ma irrorato anche in quantità immense anche in zone paludose per debellare, e con successo, la malaria. Ci si accorse però, negli anni '70, che il DDT era presente in dosi considerevoli persino nel grasso dei pinguini polari, a migliaia di chilometri di distanza dalle zone in cui il prodotto veniva utilizzato. Il prodotto, non essendo biodegradabile si accumulava ed entrava nella catena alimentare di tutte le specie viventi. Si decise così immediatamente di interrompere la produzione di questo insetticida.
Potrebbe darsi che, i solventi e le sostanze versate a milioni di litri nell'oceano, siano poi evaporate ed abbiano formato nubi tossiche in quaota uccidendo gli uccelli più sensibili?O almenoi che abbia fatto perdere loro l'orientamento stordendoli?
E' solo un'ipotesi.
Comunque sarebbe interessante capire il percorso che questi uccelli hanno fatto, perchè l'avvelenamento, se c'è stato, potrebbe essere avvenuto a centinaia di chilometri e a giorni di distanza dai luoghi in cui sono caduti dal cielo.