giovedì 29 settembre 2011

Fukushima: parole chiave in giapponese per ricerca informazioni in siti e twit del Sol Levante.

Fukushima: parole chiave in giapponese per ricerca informazioni in siti e twit del Sol Levante.

Post n°472 pubblicato il 28 Settembre 2011 da francesco1375
Ormai l'attenzione su Fukushima è calata notevolmente. Allo stesso tempo è quindi sempre più difficile reperire informazioni. Certo sono stati fatti passi avanti nelle opere di messa in sicurezza della centrale. Ma se come me siete tra quelle persone un po' paranoiche che pensano che in Giappone sia ancora in corso un evento trà i più drammatici e rischiosi della storia, allora vorrete essere informati il più possibile.
Nelle prime fasi del disastro avevo scritto molti post su fukushima. Come fonte di notizie mi erano utilissimi i siti nipponici.
Per orientarmi tra i siti del Sol Levante avevo trovato alcune parole chiave utilissime in lingua originale.
Oggi le metto a disposizione di tutti, affinchè, ognuno di voi sia facilitato nella ricerca delle rare notizie disponibili.

Fukushima : 福島県 (attenzione, in Giappone non è la parola più usata per indicare il luogo del disastro.)


Hukushima : 福島 (questo è il termine che i giapponesi usano per indicare il luogo della centrale).


Fukushima Daiichi : 福島第一
Sarcofago : 石棺


Combustibile esautito : 使用済み燃料


Hukushima raffreddamento : 福島冷却


Crollo scioglimento fusione : メルト


Meltdown : メルトダウン



Melt-through (Meltdown con fuoriuscita dal fondo del reattore) : 溶融スルー



Hukushima sistema di raffreddamento primario : 福島原発の冷却装置

Lo sciogliere il terreno : 地面を溶かすって

Centrale nucleare : 原子力発電所

domenica 25 settembre 2011

Stracciate le leggi della fisica! Neutrino più veloce della luce. Messo in dubbio, per la prima volta, Halbert Einstein.

Stracciate le leggi della fisica! Neutrino più veloce della luce. Messo in dubbio, per la prima volta, Halbert Einstein.

Post n°471 pubblicato il 23 Settembre 2011 da francesco1375
La notizia è così clamorosa da lasciare a bocca aperta l'intero mondo scientifico.
Se confermata potrà avere lo stesso impatto che ebbe a suo tempo la scoperta dell'energia nucleare.
A differenza di tante altre scoperte che hanno lasciato perplessi e scettici molti studiosi, questa viene presa sul serio da tutti. Il motivo? L'indiscutibile supremazia del CERN, probabilmente l'istituto di ricerca più serio e avanzato del mondo nello studio della fisica.
Mentre si dice che occorreranno altre verifiche, tutti sanno che i mezzi impiegati al CERN sono i migliori del mondo e che la serietà di chi ci lavora è indiscutibile.
Il problema che ora tutti si pongono è questo: Le leggi della fisica sono sbagliate e vanno riscritte, oppure il fenomeno può essere spiegato all'interno di questa gabbia di regole ritenuta da tutti invalicabile?
Le leggi della fisica sono dei parametri oggettivi cui rispondono tutti i fenomeni dell'universo. Supportate da decenni di calcoli e prove scientifiche, la loro validità era ritenuta da tutti indubitabile. Il superamento di queste leggi era relegato alla fantascienza, nessuno studioso prendeva sul serio teorie che non rispondevano a queste leggi, e fino ad oggi questo atteggiamento era corretto.
Una di queste leggi stabiliva che la velocità della luce (circa 300.000 Km. al secondo) fosse una velocità limite insuperabile.
Questa costante era legata alla teoria della relatività che imponeva questo limite.
Nella percezione comune, alle velocità raggiungibili dall’uomo, questa differenza è di pochi miliardesimi di secondo e passa inosservata.
Ma ammettiamo di avere un aereo che viaggia a velocità prossime a quelle della luce, magari a 100.000 km. Al secondo anziché 300.000. Questo aereo parte, esegue moltissime volte il giro del mondo e poi atterra. Per chi lo ha visto partire l’aereo sarebbe atterrato magari dopo due ore dall’inizio dell’impresa, mentre per i passeggeri sarebbero passati mettiamo 15 minuti.
Se lo stesso aereo ripetesse la stessa impresa alla velocità della luce, per gli spettatori a terra sarebbero passati circa venti minuti, mentre per i passeggeri il fatto non sarebbe neanche avvenuto, avrebbero la sensazione di non essere mai partiti perché per loro il tempo si sarebbe fermato alla partenza.
Secondo la legge della relatività più aumenta la velocità più il tempo rallenta. Alla velocità della luce praticamente si ferma. Superare questa velocità significherebbe andare indietro nel tempo. Quindi è impossibile.
E' un tema che ha molto affascinato la letteratura fantascientifica.
Ma anche e soprattutto la scienza ufficiale.
Immaginiamo un altro esempio: senza infrangere le leggi della fisica un'astronave viaggia alla velocità della luce. Al suo ritorno, sulla terra, potrebbero essere passati milioni di anni, perchè sull'astronave il tempo sarebbe rimasto fermo, praticamente. Ma se infrangendo queste leggi  superasse la velocità della luce, ecco che il tempo scorrerebbe all'indietro e al loro ritorno si troverebbero in un passato remoto. Ecco, ma la legge della relatività prova inconfutabilmente l'impossibilità di superare questo limite.
Invece cosa è accaduto: Dal centro di ricerca del CERN di Ginevra, sono stati sparati fasci di neutrini verso il laboratorio del Gran Sasso.
Si prevedeva che questi avessero una velocità prossima a quella della luce e si intendeva misurare con esattezza questa velocità.
La distanza era molto grande, 732 Km. I neutrini hanno viaggiato in linea retta. Tanto che per raggiungere il laboratorio nelle profondità appenniniche hanno dovuto attraversare la curvatura terrestre. Nelle viscere del nostro paese era stato posizionato un rilevatore di una precisione mai raggiunta.
Ed ecco la sorpresa, i neutrini hanno viaggiato dalla Svizzera all'Italia ad una velocità superiore a quella della luce. Quindi infrangendo per la prima volta in modo scientifico, la legge della relatività.
Ora si apre un gigantesco punto interrogativo su tutto quanto sappiamo dell'esistente. E' probabile che le prime ricadute saranno in quei fenomeni della fisica ancora inspiegabili e che ora forse troveranno una risposta. Come ad esempio il famoso bosone di Higgs che si cerca di comprendere all'interno dell'enorme acceleratore di particelle dello stesso CERN.
Le ricadute pratiche sono poi inimmaginabili, proprio nel senso che ad oggi nessuno è in grado di immaginarle. Certo siamo davanti a qualcosa che, se confermato, avrà un impatto simile alla scoperta dei raggi x o all'avvento dei computer, se non addirittura alla comparsa della macchina a vapore nel settecento.
La cosa più paradossale è che i neutrini, viaggiando ad una velocità superiore a quella della luce, per la legge della relatività sarebbero dovuti arrivare prima dell'inizio dell'esperimento, perchè avrebbero dovuto viaggiare indietro nel tempo. Quindi è proprio la legge della relatività e dello spazio-tempo di Einstein che verrebbe confutata.

martedì 20 settembre 2011

Il differenziale tra aumento di valore delle materie prime e svalutazione del prodotto finito è alla base della crisi globale?

Il differenziale tra aumento di valore delle materie prime e svalutazione del prodotto finito è alla base della crisi globale?

Post n°470 pubblicato il 17 Settembre 2011 da francesco1375
Io penso che, davanti ad un problema complesso, si debba ricercare l'aspetto fondamentale.
Altrimenti seguendo tutti i rivoli della questione si perde il bandolo della matassa.
Un problema complicato ha sempre una base principale su cui si innestano e si diramano tutta una serie di questioni più intricate.
Io penso che, il nucleo della crisi della globalizzazione sia questo:
La globalizzazione (economica) si fondava sul libero scambio di beni e servizi a livello mondiale. Se noi guardiamo i dati, il commercio mondiale, sia import che export è crollato.
In tutti i paesi, compresi quelli più a loro agio in questo sistema come la Cina.
Lo scambio di prodotti è salito vertiginosamente negli ultimi 10 anni. Era appunto la globalizzazione. Poi è crollato ovunque dal 2008. E' quindi la crisi della globalizzazione.
Perchè è successo?
Secondo me alla base di tutto c'è la discrepanza tra la possibilità di una crescita globale potenzialmente illimitata, la svalutazione della produzione e del lavoro e la limitatezza fisica delle risorse. E' su questo punto che si è incagliato il sistema.
Ad un certo punto, la produzione di beni di consumo finiti è cresciuta in modo immenso, fin tanto che la produzione ha superato la domanda. Il valore effettivo  dei beni di consumo (al di la del prezzo per il consumatore) è crollato. Una quantità di beni finiti gigantesca, milioni di tonnellate di prodotti, hanno finito per avere un valore minimo, tanto da poter essere prodotti soltanto da mano d'opera povera che spesso non poteva usufruire di ciò che produceva.
Contemporaneamente, questa sovrapproduzione industriale, ha fatto salire enormemente il valore delle materie prime, beni limitati dalla natura diventati richiestissimi.
Quindi, ci siamo trovati davanti, a livello mondiale ad una produzione di scarsissimo valore alla fine del processo produttivo e con alto costo di realizzazione.
Il risultato: un abbassamento di redditività della produzione mondiale che ovviamente si è scaricata prima sui lavoratori e poi su tutta la società mondiale. Alla fine a pagare il prezzo più alto saranno come sempre i paesi in via di sviluppo e le economie emergenti, ma anche noi, come si vede prenderemo una bella batosta.
Le borse non hanno provocato la crisi secondo me. La riflettono. Il sistema industriale oggi è fondato sulle spa (quindi sulla borsa), così è il capitalismo moderno. Non capirlo è non capire il problema. Gli speculatori ci sono, ma ci sono sempre stati, anzi prosperano di solito nei periodi floridi dell' economia. Si pensi alla P2 negli anni '70 e '80, in un periodo di grande crescita. La crisi deve avere un'altra causa. Ovviamente non voglio con questo "assolvere" gli speculatori. Ma la borsa non può dare risultati positivi a fronte di una realtà economica negativa. Sarebbe una truffa gigantesca per gli investitori, ma non si verificherà perchè nessuno ha il controllo totale sulle borse. La stampa può dire che le cose vanno bene anche se vanno male, se è controllata politicamente. Le borse alla fine non possono e non devono mentire.
 

martedì 13 settembre 2011

La Cina è ancora poverissima - Nuove potenze economiche, paesi ricchi, paesi poveri. Niente è come sembra.

Oggi spesso è difficile parlare di paesi ricchi e paesi poveri.
Sappiamo tutti che molti paesi dell'Africa Subsahariana sono poverissimi.
E siamo portati a vedere i paesi dell'Europa dell'Est come paesi con grandi difficoltà.
Ma altri paesi, un tempo generalmente ritenuti poverissimi, oggi vengono decantati come paradisi della nuova ricchezza. Si tratta delle nuove economie emergenti. Ma le cose non stanno proprio così.
Cerchiamo di fare chiarezza e di capire perchè la nostra percezione su molti paesi è falsata.
Anche sui nostri Paesi.
A volte sembra quasi di pensare che Cina ed India ci abbiano superato. In realtà non è così.
I paesi emergenti, negli ultimi venti anni, hanno fatto davvero passi da giganti.
Per noi questi paesi sono diventati tanto importanti per la quantità di ricchezza al loro interno.
Si tratta di paesi dalle grandi risorse, che sono riusciti ad attirare grandi masse di capitali.
Ma si tratta anche di paesi popolosissimi.
L'Italia ha circa sessanta milioni di abitanti.
La Francia circa 65 milioni.
La Cina ha invece un miliardo e trecentosettanta milioni di abitanti da mantenere.
Allora, si capisce bene che, se anche in assoluto la quantità ricchezza presente in Cina è superiore a quella della Francia, questa deve servire a far vivere un numero enormemente maggiore di persone.
Per capire quanto sia potenzialmente ricco un popolo, bisogna quindi dividere la ricchezza presente per il numero di abitanti. Ma non basta, bisogna anche riportarla al costo della vita.
E' evidente che vivere in una periferia parigina costa molto di più che vivere in un sobborgo di Pechino.
Questo calcolo è molto complesso, ma alla fine ci avvicina molto alla verità sul grado di ricchezza o povertà della popolazione di un dato paese.
Questo calcolo è stato eseguito dalla Banca Mondiale.
Vediamo quindi il grafico del "reddito nazionale lordo pro capite, espresso in dollari a parità di potere d'acquisto per compensare le differenze nei prezzi tra i Paesi. Non corretto per tenere conto dell'inflazione" come recita la didascalia.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.
Come potete osservare, in celeste, nella parte bassa, c'è il reddito pro-capite mondiale. E' il reddito che avremmo se, per assurdo, la ricchezza mondiale venisse suddivisa in parti identiche tra i sette miliardi di abitanti.
Avremmo un potere di acquisto di circa 12.000 dollari annui. Si, lo so, per molti di noi sarebbe un reddito da sogno, ma purtroppo si tratta di una semplice stima che stabilisce una media, un parametro per capire dove gli abitanti sono ricchi e dove sono poveri.
Ovviamente più ti trovi al disotto di questa linea e più ti trovi in un paese povero, più ti trovi al di sopra e più ti ritrovi in un paese ricco.
Il discorso dell'equa distribuzione della ricchezza all'interno dei vari paesi è tutto un'altro discorso.
E' evidente che un paese come il Brasile, ad esempio, ha appena raggiunto il livello medio mondiale.
Quindi se la ricchezza utopisticamente fosse ripartita in parti uguali ogni abitante avrebbe un potere di acquisto di circa 12 mila euro l'anno, ma in un contesto di fortissime differenze sociali, è evidente che la maggior parte della popolazione dovrà spartirsi una fetta di una torta già di dimensioni risicate. E' probabile che molti brasiliani vivano con meno di 500 dollari (sempre rapportato al nostro costo della vita, quindi davvero poco).
Chiarito tutto questo capiamo davvero quanto sia tragica la situazione di un paese come la Nigeria, dove si può contare su un potere di acquisto medio annuale di circa 2000 dollari, ma dove la maggior parte della popolazione vive praticamente senza denaro.
Vediamo al sommo della classifica gli Stati Uniti, ben lungi, nonostante la crisi, dal diventare un paese povero.
Il potere di acquisto medio di un americano è di circa 45 mila dollari l'anno. Certo, a pensarci non è tantissimo se rapportato a certi ben noti stipendi italiani.
I vecchi paesi dell' Europa Occidentale mantengono, insieme all'America, il predominio assoluto del potere di acquisto medio pro-capite. E anzi, negli ultimi vent'anni l'hanno accresciuto in maniera notevolissima. Perchè questo accrescimento non sia stato percepito da gran parte della popolazione è un dilemma nel quale tutti i luminari della psicologia sociale si stanno dibattendo.
Ottima la performance della Russia, che ha ottenuto una crescita repentina di questo parametro.
Ma quando si guarda a paesi come la Cina, sempre additata come esempio di paese performante, beh, non mi sembra piazzata molto bene. Insomma, è evidente che il popolo cinese è ancora molto povero.
Alla fine, siccome è auspicabile che i cittadini dei paesi emergenti raggiungano un livello di vita simile al nostro (che poi neanche è il massimo), il processo di crescita per loro è appena all'inizio.
E' ancora un'utopia quella di un mondo dove Cina, India e Brasile, per fare un esempio, raggiungano il nostro tenore di vita.
Quello che ha impressionato gli economisti negli ultimi decenni è il "Reddito nazionale lordo, espresso in dollari a parità di potere d'acquisto per compensare le differenze nei prezzi tra i Paesi. Non corretto per tenere conto dell'inflazione". ma questo non dice nulla se non viene diviso per il numero di abitanti. Di qui anche tante bolle speculative degli ultimi anni che hanno portato alla crisi globale.
Perchè i dati qui, come nella tabella sotto, sono impressionanti, ma appunto sono solo illusori.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.
Mostra impressionanti trend di crescita, ma non dice nulla sulla reale ricchezza di un paese.

sabato 3 settembre 2011

Google: Straordinaria innovazione nella ricerca immagini.

Google: Straordinaria innovazione nella ricerca immagini.

Post n°467 pubblicato il 02 Settembre 2011 da francesco1375
Google lancia una nuova straordinaria applicazione, la ricerca di immagini simili.
Esistevano già servizi analoghi.
La differenza è che il servizio di Google funziona veramente.
Quando cercate un'immagine, digitate la richiesta nel campo di ricerca.
Tra i vari risultati, potrete trovare solo alcune immagini del tipo che state cercando.
Quando ne avrete trovata una, basta trascinarla verso il campo del testo per trovare immagini simili visivamente, ma spesso addirittura di argomento simile.
Probabilmente il sistema incrocia i dati relativi all'immagine vera e propria (colori, forma ecc.) con i dati contenuti nelle pagine in cui è ospitata.
Le potenzialità di questo sistema nella ricerca sono enormi.
Dovete provare per credere, troverete subito il vostro modo personale di sfruttare la risorsa.
Alla fine lo troverete utilissimo.
Probabilmente è aperta la strada ad un nuovo standard nella ricerca telematica delle immagini.
Il servizio funzionerebbe anche trascinando un'immagine da pc. In tal caso però tenete sempre presente che state comunque inviando una vostra immagine personale sul web.
Google ha, ancora una volta, alzato l'asticella nella gara con i concorrenti.

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam. La nostra ipotesi, la nostra analisi.

AGGIORNAMENTO.
01/08/2011

La nostra ipotesi:
Inizialmente avevamo ipotizzato che l'uomo della foto stesse calibrando la cam in modo da utilizzarla per guidare la gru radiocomandata che erige il sarcofago.
Però dal filmato a velocità reale, non sembrano esserci moltissime prove a favore di questo.
Abbiamo quindi esaminato la cosa da un punto di vista logico e semantico.
Esiste un linguaggio dei gesti, utilizzato nella segnaletica, che potrebbe essere coerente con i primissimi secondi di registrazione.
All'inizio il personaggio tiene i due pugni accostati sul petto. Nel linguaggio dei segnali significherebbe "Distanza orizzontale".
Quando l'uomo tende il braccio destro verso la sinistra di chi guarda, in questo linguaggio significa:"Svoltare a sinistra".
Quando alza il braccio in alto significa:"Alzare"
Poi però abbassa il braccio teso verso la cam, con il dito puntato. E questo segno non significa nulla.
E resta immobile in questa posizione per ben venti minuti.
Venti minuti col braccio teso in avanti è un periodo di tempo lunghissimo.
Se ci provate, vedrete che è estremamente difficile, occorre molta forza di volontà per farlo.
E poi venti minuti è un tempo ben preciso. Se fossero stati 18 o 23 poteva essere un tempo qualsiasi. Ma venti è un lasso di tempo esatto, che l'uomo probabilmente calcola servendosi dell'apparecchio che regge nella mano sinistra e che di tanto in tanto accosta alla visiera senza perdere la posizione del braccio destro.
Ora, prendiamo per buona l'ipotesi del messaggio rivolto agli utenti web e dimentichiamoci il linguaggio dei segnali.
Quadrerebbe un po' tutto. Ecco perchè.
Se il tecnico avesse voluto richiamare l'attenzione sulla centrale servendosi della cam, avrebbe studiato la sua azione nei minimi dettagli.
Avrebbe saputo ad esempio che la cam non ha l'audio.
Avrebbe potuto scrivere un cartello, ma i materiali nell'impianto sono contaminati ed ogni attrezzo è prezioso e controllato, penne comprese. Niente può uscire da li senza controlli.
Inoltre un messaggio leggibile dalla cam (con una risoluzione non altissima) avrebbe dovuto essere piuttosto grosso e quindi sarebbe stato notato e bloccato.
Inoltre il senso del messaggio poteva essere un semplice richiamo di attenzione.
Avrebbe potuto esprimerlo con la mimica facciale? No, il volto è nascosto dalla visiera della tuta completa che lo protegge dalle radiazioni.
In sostanza avrebbe potuto adoperare solo il suo corpo.
Entrando nel campo della cinepresa doveva essere chiaro che non si trattava solo di un tecnico che passava casualmente.
Una volta avvicinatosi alla cam, fa un ampio gesto col braccio che potrebbe significare : "Tutta la zona".
Il fatto stesso di essere completamente coperto dalla tuta avrebbe fatto capire cosa intendeva far notare della condizione di tutta la zona.
Poi inizia la lunga sequenza col dito puntato verso di noi.
In questo è evidente, prima di tutto che non si tratta di un gesto casuale.
E il messaggio sarebbe risultato come "Lo comunico a voi"
Questo messaggio "lo comunico a voi- mi sto rivolgendo a voi" potrebbe essere durato così a lungo per due buoni motivi:
1) In questo modo è evidente che non si tratta di un gesto casuale, ma di un segno intenzionale ed importante perchè protratto con grande sacrificio.
2) Stando in posizione ben venti minuti, ci sarebbe stata una grande probabilità che in tutto quel tempo almeno quattro o cinque persone si sarebbero connesse alla cam della centrale.
Qualcuno quindi avrebbe cercato la registrazione e fatto notare ad altri la cosa tramite i social network.
Se fosse durato solo pochi minuti, poteva passare inosservato ed essere trovato tra le registrazioni (centinaia di ore di filmato) anche dopo mesi.
L’ultimo spezzone è quello più significante.
Abbassato finalmente il braccio, l’uomo esce dal campo visivo per riapparire subito dopo faccia a faccia con l’obiettivo.
Così vicino punta di nuovo il dito contro di noi, in modo severo, quasi violento.
Poi scompare.
Un ultimo richiamo, una conclusione forte, ad effetto, per rafforzare tutto il discorso.
Quindi il messaggio (sempre per ipotesi),potrebbe essere stato:
"Attenzione, parlo a voi! Dalla cam vedete foglie verdi e animali che passeggiano. Della centrale si parla poco. Potrete pensare che la situazione è risolta.
Ma in tutta la zona la radioattività è così alta che un uomo può sopravvivere solo completamente protetto da una tuta.
Attenzione, la situazione è ancora molto pericolosa, non deve essere minimizzata".

Una cosa è certa.
In quel luogo, quella persona, ha rischiato la vita per compiere questo gesto.
E' in un ambiente letale e dannoso.
Quindi, qualunque sia il segale di quel gesto, il motivo per compierlo era importantissimo.

Aggiornamento 3 settembre 2011
Su di un sito molto attento alla questione nucleare, è in corso una discussione sul significato di questo filmato
Ecco il link:
http://enenews.com/mysterious
E questa un'altra discussione, con altre ipotesi:
http://www.reddit.com/
 

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam. I blog giapponesi.

AGGIORNAMENTO.
29/08/2011

Ecco il post di un blogger giapponese, pubblicato oggi, riguardante il misterioso personaggio in camice bianco:
http://torima.doorblog.jp/
Anche noi stiamo studiando il significato di questa "apparizione", ma abbiamo bisogno di un po' di tempo ancora.
Il blogger giapponese nota una cosa importante:
paragonando il grafico dei livelli radioattivi con l'ora esatta del video, mentre l'uomo parla la radioattività era molto aumentata.


Secondo me, però, se si guarda bene alle spalle dell'uomo in tuta, la grù telecomandata impegnata nella costruzione del sarcofago di poliestere era impegnata in una delicata manovra.
Un'ipotesi che mi sembra attendibile è che si stesse studiando il modo di usare la cam come aiuto per guidare la grù. Forse si voleva valutare allontanandosi e avvicinandosi, una triangolazione geometrica esatta delle distanze.
Un'altra ipotesi più affascinante, è invece che appunto stesse comunicando qualcosa a noi utenti di internet.
Siamo in molti a porci queste domande e a cercare di sviscerare l'enigma.

Ecco ancora un altro post sull'argomento in giapponese
http://demsatrafik.com/

lunedì 29 agosto 2011

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam, ma non c'è audio. Cosa voleva comunicarci?

Fukushima: Misterioso messaggio.Tecnico urla davanti webcam, ma non c'è audio. Cosa voleva comunicarci?

Post n°466 pubblicato il 28 Agosto 2011 da francesco1375

Oggi 28 Agosto è successo qualcosa di insolito davanti alla webcam della centrale di Fukushima.
Una cam mostra la centrale 24 ore su 24.
I filmati vengono registrati da qualcuno in Giappone e riversati su you-tube. Un'importante opera di conservazione che è utilissima per poter mostrare a tutti la ripresa, qualora accadesse qualcosa di rilevante.
Quello che è accaduto oggi è davvero curioso ed ha scatenato un certo dibattito tra gli internauti nipponici.
Un tecnico si avvicina alla telecamera.
E' solo, completamente avvolto nella tuta per proteggersi dalle letali radiazioni nelle quali è immersa la zona.
Il volto è coperto dalla maschera, con tanto di visiera e di filtro per la respirazione.
Dopo essersi avvicinato rapidamente, punta il dito verso l'obiettivo ed inizia un acceso discorso verso l'occhio di vetro della cam.
Il suo gesticolare intenso indica che sta dicendo qualcosa di importante, ma la mancanza di audio impedisce di sapere cosa volesse dirci.
Sicuramente voleva dirci qualcosa.
Infatti sparisce un attimo dall'inquadratura per riapparire subito dopo.
Accosta il volto alla telecamera e col dito puntato urla altre parole che non raggiungeranno mai i destinatari.
Cosa voleva comunicarci?
E perchè a noi e non ai suoi compagni di lavoro?
Ci voleva rivelare qualcosa che ci viene celato?
Ci voleva mettere in guardia su di un possibile pericolo a lui noto?
Oppure era soltanto un tecnico che, in vena di scherzi, si divertiva nell'inferno atomico della centrale ancora fuori controllo?
I commentatori giapponesi della ripresa avanzano numerose ipotesi, alcune ironiche, altre spaventate. Tentano di capire questo dialogo francamente inquietante.
La ripresa appare leggermente accelerata, perchè gli spezzoni registrati vengono compressi.
Questo il link:
http://youtu.be/C4Xfo23IBaM

Terremoto negli Stati Uniti: magnitudo 5.9 in Virginia. Evacuati Casa Bianca e Pentagono, paura a New York.

Terremoto negli Stati Uniti: magnitudo 5.9 in Virginia. Evacuati Casa Bianca e Pentagono, paura a New York.

Post n°464 pubblicato il 23 Agosto 2011 da francesco1375
Un terremoto di intensità notevole ha scosso gli Stati Uniti.
In molte città la gente è scesa in strada e molti edifici sono stati evacuati.
La scossa è stata avvertita distintamente a Washington e New York. L'epicentro era in Virginia.
I danni sono stati molto limitati. Danneggiati alcuni edifici storici. Piccoli crolli e lesioni in numerosi edifici.
Non si segnala alcuna vittima.
Attualmente la vita delle metropoli, bruscamente interrotta, è tornata a scorrere normalmente.
In USA ci sono zone molto sismiche sulla costa Occidentale che si affaccia sul Pacifico, specialmente lungo la famosa faglia di Sant' Andreas. Los Angeles è stata più volte devastata da terremoti catastrofici.
La costa orientale, sull'Atlantico, invece non è molto sismica. L'ultimo terremoto paragonabile a quello attuale risale al 1897.
Tutti quindi sono stati colti di sorpresa, cosa che ha spaventato le persone (senza tuttavia provocare scene di panico generale).
Bloccata una centrale nucleare, ma anche in questo caso non ci sono stati danni.

domenica 31 luglio 2011

Stati Uniti d'America in Fallimento. Finisce un'epoca storica. Ne inizia un'altra.

Gli Stati Uniti d'America, secondo la Casa Bianca, saranno in default (cioè in fallimento) entro il 2 agosto.
Cioè tra 4 giorni.
Anche se un importante giornale americano sostiene che l'evento potrebbe verificarsi entro l' 8 agosto, ma insomma, cambia poco.
La soluzione chiesta da Obama al Congresso, è quella di aumentare il limite di debito, in modo da poter fare altri debiti.
Io sono un sostenitore di Obama, che certamente si trova a fare i conti con le scellerate politiche di spesa di Bush, che di fatto ha svenduto gli USA alla Cina per finanziare enormi spese belliche (per altro poi abbandonate, come il rinnovo totale delle testate nucleari articolo o i robot da attacco terrestri a quattro zampe articolo e video).
Però, la soluzione di Obama mi sembra ridicola.
Se infatti il suo paese è di fatto in fallimento, avere il permesso di fare altri debiti è solo un aggravamento della posizione debitoria.
Inoltre i mercati, diciamolo in maniera cruda "se ne fregano" di queste soluzioni.
Loro guardano al sodo, chi può investire milioni di Dollari o Euro, è interessato a non perderli e anzi a farli crescere.
Per cui non ascolta nemmeno questo tipo di soluzione.
Sa che sono soluzioni di tipo politico, che hanno ragioni elettorali più che economiche.
Quindi al massimo può sfruttarle in modo tattico per fare qualche piccolo investimento arrischiato, cercando di prevedere le fluttuazioni che le varie dichiarazioni politiche possono avere nell'immediato.
Ma il grosso dei capitali segue indicazioni fornite dal mondo economico stesso.
La stessa cosa vale per l'Europa: Le iniziative dell'UE per scongiurare il default degli stati membri, sono state mediaticamente un successo e nell'immediato hanno salvato la situazione portando a due o tre giorni di rialzo della borsa.
Tuttavia importanti banche stanno vendendo grandissime quantità di quote di debito degli stati a rischio (tra cui l'Italia) come se nulla fosse accaduto.
Io penso che di fatto, a questo punto, Usa e Europa siano in fallimento già da un bel po'.
E al di la del fatto che lo pensi io, il che ovviamente è ininfluente, il problema è che lo pensano i grandi investitori internazionali.
Penso che la causa di tutto sia l'abbandono dell'industria da parte di Europa e America, e l'aver lasciato alla Cina il monopolio della produzione ad aver provocato (a livello strutturale) la crisi.
Ma questa è una mia opinione.
Certo è che Europa ed America per tutti gli anni '90 e i primi dieci del 2000, hanno abbandonato l'industria in favore della finanza. Ed ora la finanza appare per quella che è.  Alla fine fa il suo lavoro.
Comunque al di la di queste considerazioni, il fatto che stiamo andando in fallimento imporrebbe ed imporrà grandi cambiamenti, ma davvero radicali.
Quali? Ci vorrebbe la palla di vetro, ma con sicurezza possiamo pensare ragionevolmente che le varie istituzioni politiche e finanziarie, in tutto il mondo, proporranno un modello molto diverso, e si spera migliore.
Penso che se entrassimo in contatto con una civiltà aliena avremmo un impatto minore di quello che avremo tra tre o quattro giorni col fallimento degli Stai Uniti d'America.
Per me la vecchia globalizzazione è giunta al suo termine. Col 2008 e l'inizio della crisi è' finito un ciclo storico e adesso siamo nei classici dieci anni di transizione di una nuova fase.

Fatevi voi la vostra opinione.
Articoli della stampa consigliati sull'argomento:
http://www.levanteonline.net/
http://www.tmnews.it
http://www.wallstreetitalia.com
 
 

martedì 19 luglio 2011

Sogno infranto da un miliardo di dollari: L'x-33 Lockheed Martin. Ai tempi di W Bush l'America sperperava i dollari così.

Sogno infranto da un miliardo di dollari: L'x-33 Lockheed Martin. Ai tempi di W Bush l'America sperperava i dollari così.

Post n°460 pubblicato il 17 Luglio 2011 da francesco1375

Se paragonassimo la storia dell'astronautica a quella della navigazione, possiamo dire che l'umanità è ancora allo stadio dei tronchi di legno incavati con i quali, i primi intimoriti navigatori scoprirono che era possibile galleggiare sull'acqua, varcare laghi e fiumi e subito intuirono le possibilità che si aprivano di fronte a loro, e sognarono di solcare i mari, trasportare, scoprire. Occorsero secoli e impararono a solcare gli oceani verso terre sconosciute, fino a costruire triremi, galeoni, poi piroscafi e transatlantici. Ci vollero secoli, millenni, ma quel piccolo tronco di legno scavato con fatica, con rudi attrezzi di ossidiana, cambiò il mondo per sempre fino a che il mondo non fu più composto di isole e continenti separati da oceani sconosciuti e l'umanità, nel bene e nel male, divenne una grande famiglia legata ad un destino comune.
Così oggi le nostre astronavi non sono che piccole zattere, con le quali ci avventuriamo timorosi "sotto-costa", appena al di fuori dell'atmosfera, raggiungendo al massimo l'isolotto più vicino, la Luna. Ma dentro di noi sentiamo che questo percorso ci porterà lontano, nei secoli e nei millenni, a varcare gli oceani delle distese siderali, verso altri sistemi solari e chissà, scopriremo altri mondi e altri popoli e un giorno l'intera galassia diverrà nel bene e nel male una grande famiglia in cui tutti i pianeti abitati saranno legati ad un destino comune.
Per cui non dobbiamo stupirci se a volte vengono impiegate grandi risorse per sogni che poi restano sulla carta, la storia dell'esplorazione dello spazio è la storia di un sogno che si vuole diventi realtà.
L' x-33 era uno di questi sogni infranti, il più costoso forse di questi sogni infranti.
Poteva rappresentare un grande balzo in avanti nella navigazione spaziale.
Da sempre il problema fondamentale per uscire dalla nostra atmosfera è rappresentato dal costo molto alto del lanciatore.
Fino ad oggi una nave spaziale è sempre stata costituita da una serie di razzi che, salendo di quota, si staccano ad uno ad uno, fino a che l'ultimo pone in orbita la navicella, solo un piccolo frammento della cosmonave partita dalla rampa, la grandissima parte del materiale staccatosi dal suolo ricade e viene perduto.
Anche quando la navetta viene riutilizzata, ed è caso raro, tutto il vettore viene perso e ad ogni missione deve essere ricostruito. Sarebbe come se un Aereo partisse da Roma e arrivasse a New York senza motori, senza ali, e andasse ricostruito da capo ad ogni volo. E' facile intuire che il biglietto di andata e ritorno sarebbe molto salato, Così come, di fatto, è molto salato il biglietto di andata e ritorno di un astronauta.
Tutti i pionieri dell'astronautica, come il russo Konstantin Eduardovich Tsiolkovsky (5 settembre 1857 – 19 settembre 1935), giunsero alla conclusione che il modo giusto per raggiungere lo spazio fosse un razzo pluristadio, e questo per motivi matematici di rapporto tra potenza propulsiva, peso del veicolo ed attrazione gravitazionale terrestre.
Quando un missile viene lanciato, il primo stadio deve essere il più potente. Deve infatti vincere la forza d'inerzia e fendere gli starti più densi dell'atmosfera. Ad una certa quota però avrà necessariamente esaurito il suo carburante poichè una quantità di carburante superiore avrebbe un peso eccessivo rispetto alla potenza dei motori. Inoltre, il getto di gas di scarico che si sprigiona dagli ugelli varia a seconda della pressione atmosferica nella quale ci si trova; poichè la forma della campana è fissa, si cerca una soluzione di compromesso che però rende ottimale la potenza del getto solo fino ad una determinata quota, successivamente la forza di spinta generata è troppo bassa.
Quindi ad una certa altezza il primo stadio va sostituito. Si sgancia alleggerendo così il complesso volante. Entra immediatamente in azione il secondo stadio. Questo è più leggero e meno potente, si trova infatti ad operare in una zona dove l'atmosfera è molto rarefatta ed ha bisogno di una spinta inferiore. Tale spinta è però resa ottimale dalla forma dell'ugello di scarico che ha una curvatura ottimizzata a garantire la più alta efficacia del getto dei gas propulsivi alle altissime quote. A questo punto la navicella o il satellite entrano in orbita terrestre. A seconda dei casi (del peso trasportato, dell'altezza dell'orbita ecc, può essere presente un terzo stadio e raramente anche un quarto come nel caso delle missioni Apollo dirette alla Luna).
La disposizione dei vari stadi può essere variata in molti modi. Il vettore classico è una pila di stadi sovrapposti. Spesso oggi gli stadi vengono affiancati.
Tutti gli stadi di lancio, normalmente sono perduti, e ciò non è conveniente dato il costo altissimo dei propulsori, specie di quelli molto efficienti, a combustibile liquido.
Da sempre quindi il sogno dell'astronautica è un veicolo che possa essere recuperato e riutilizzato almeno in parte.
Di studi in tal senso ne vennero fatti moltissimi, sia in Russia che in America, ma senza ottenere risultati concreti.
In America si riuscì però a risolvere almeno in parte il problema con lo Space Shuttle che  sta svolgendo in questi giorni la sua ultima missione prima del pensionamento definitivo.
Nello Space Shuttle, il primo stadio è costituito dai booster a combustibile solido laterali (originariamente dovevano essere a combustibile liquido, quindi più costosi e sofisticati). Questi booster, che non hanno un vero e proprio motore essendo simili ad enormi fuochi di artificio, dovevano ricadere aggrappati a paracadute ed essere riciclati, ma alla fine l'idea fu abbandonata. Accadde dopo l'esplosione del Challenger, avvenuta a causa del deterioramento di uno di questi razzi laterali il 28 giugno 1986 (lo stesso anno di Chernobyl tra l'altro). Si capì tragicamente che riciclarli era troppo rischioso.
Il secondo stadio è la navetta stessa, unita al grande serbatoio centrale. I motori razzo sono sul retro dell'orbiter e "succhiano" carburante dal serbatoio centrale dopo il distacco dei booster. La spinta è sufficiente a raggiungere l'orbita terrestre a quota non troppo alta. Poi viene lasciato precipitare il serbatoio centrale che va perduto, ma i costosissimi motori del secondo stadio restano sullo Shuttle e sono riutilizzabili con tutto il velivolo nelle successive missioni.
Avviandosi alla pensione lo Shuttle (l'ultimo volo è in corso in questi giorni con la navetta Atlantis), sembrava logico portare avanti la strada intrapresa.
Sembrava giunto il momento di costruire una navetta ad un solo stadio, che partisse come un aereo, raggiungesse lo spazio e tornasse a terra completa di tutte le sue componenti e pronta per nuove missioni.
Si pensò subito, di limitare il progetto, in un primo momento, ad un veicolo con pochi uomini di equipaggio, in grado tuttavia di portare nella sua stiva carchi notevoli come la precedente navetta ed in grado anche di viaggiare in modalità automatica per trasportare carichi di peso maggiore.
Per superare i problemi di rapporto tra peso e spinta si dovevano utilizzare serbatoi per il carburante di materiali compositi, molto più leggeri di quelli tradizionali e che potessero contenere sostanze ad alta pressione in forme che non fossero necessariamente cilindriche o sferiche (come avviene attualmente), ma che potessero avere forme complesse in modo tale da non condizionare la forma del veicolo che, per ovvie ragioni, doveva avere una forma aerodinamica ben definita, dalla quale non si poteva prescindere e che non poteva essere condizionata dagli organi meccanici interni.
Proprio la realizzazione di questi serbatoi si rivelò quasi impossibile, durante le prove alcuni esplosero e comunque non davano sufficienti requisiti di sicurezza. Si pensò quindi di utilizzare serbatoi tradizionali, ma a quel punto tutto il progetto risultò compromesso infatti tutto alla fine risultava inficiato da questo problema che risultò veramente fondamentale.
La Nasa, dopo avere investito una cifra immensa in questo progetto, fu costretta a "gettare la spugna" dichiarando di non essere ancora tecnologicamente pronta alla realizzazione della navetta monostadio.
Si passò quindi in tutta fretta al molto più semplice progetto Orion che è un ritorno al passato rispetto allo Shuttle, ma almeno avrebbe dovuto essere certamente realizzabile almeno nella sua versione orbitale.
Alla fine dopo altri miliardi si è abbandonato anche questo progetto.
Soldi sprecati? Certamente si, uno dei tanti assurdi sperperi di Bush, che in dieci anni di mandato ha portato il paese più potente al mondo sull'orlo della bancarotta. Lasciando al povero Obama l'ardua impresa di rimediare al disastro.


Tuttavia il progetto x-33 è stato un'eccezionale esercizio di sviluppo tecnologico che non sarà privo di eredità e ricadute pratiche.
Dopo la sospensione del progetto si è ad esempio riusciti a realizzare serbatoi in materiale composito soddisfacenti.
Ma la parte più promettente è l'apparato propulsivo aerospike. Questo tipo di motore, già teorizzato da anni, è stato praticamente messo a punto col progetto x-33 e sarà certamente utilizzato ben presto. Il vantaggio di questo motore è che i gas combusti che spingono il velivolo, vengono diretti in senso inverso rispetto al getto che esce dalla campana di scarico dei razzi tradizionali, e tutta l'energia viene diretta verso il centro, tanto che, osservandolo in funzione, sembra che dal razzo esca una sorta di raggio di luce anzichè una scia di fuoco. Con questa tecnologia il getto può essere variato e ottimizzato alle diverse quote ed in funzione della pressione atmosferica in cui opera e quindi non richiede di avere motori diversi a quote diverse. Questo tipo di propulsione troverà, nel breve periodo, importantissime applicazioni anche in campo aereonautico e non solo spaziale.

giovedì 14 luglio 2011

Come riuscì l'Occidente a vincere la Guerra Fredda.

Come riuscì l'Occidente a vincere la Guerra Fredda.

Post n°459 pubblicato il 12 Luglio 2011 da francesco1375
Premessa

Per capire bene cosa è avvenuto negli ultimi venti anni, dobbiamo partire dagli anni ’70. Ma per capirlo meglio, dobbiamo partire dalla fine della seconda guerra mondiale.
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Dal 1945 al 1948 il mondo, uscito dalla seconda guerra mondiale, si riorganizza dividendosi in due blocchi.
Il blocco Occidentale, guidato dagli Stati Uniti, mantiene un sistema economico classico, l’economia di mercato.
Il blocco Orientale, guidato dall’Unione Sovietica, adotta un sistema economico comunista, di economia pianificata dall’alto.
Dal 1948 in poi tra i due blocchi inizia un serrato muro contro muro, chiamato guerra fredda.

Capitolo 1
Quando vinceva il comunismo.

Fino alla fine degli anni ’60, ognuno dei due blocchi è sicuro di rappresentare il sistema economico vincente che alla fine prevarrà sull’altro
Il conflitto di interessi tra le due potenze, ognuna delle quali intenzionata a controllare per intero le risorse globali, avrebbe, nello schema classico, portato ad una guerra catastrofica, la tanto paventata "terza guerra mondiale".

Tuttavia una guerra diretta tra i due blocchi è impedita dai giganteschi arsenali nucleari di cui dispongono, in grado di assicurare in caso di conflitto la completa distruzione reciproca, tale da scoraggiare nel modo più assoluto tale evento

- nota: L'ipotesi di un'altra guerra mondiale era tutt'altro che astratta. A noi uomini d'oggi, sembra improbabile lo scoppio di una guerra totale. Ma nel 48, questo evento si era verificato solo tre anni prima, e anche nel '65, ad esempio, erano passati soltanto venti anni. La maggior parte della popolazione mondiale aveva vissuto in prima persona il conflitto mondiale e la classe politica e dirigente quasi per intero vi aveva partecipato direttamente.
Quindi l'ipotesi di un nuovo conflitto era tutt'altro che improbabile.-

Ma dall'inizio degli anni ’60, l'America ed i suoi alleati sembrano davvero in svantaggio. Mentre il blocco comunista riesce a mostrare un’immagine forte e stabile, quello capitalista pare vacillare.

Prima di tutto la gran parte dell’opinione pubblica e della classe intellettuale è a favore dell’economia pianificata e vede in essa il sistema cui rivolgersi al più presto.

Del resto l’economia di mercato, dopo il bum del dopoguerra, inizia ad entrare in una crisi che si protrarrà per tutti gli anni ’70.

Inoltre, il blocco comunista si espande. Entrano nella sfera delle economie pianificate, prima la Cina, poi la Corea del Nord, Cuba, il Vietnam, e l’influenza comunista sembra attrarre sempre di più i paesi poveri in Africa, ma soprattutto in Sud America.

ll sistema capitalista non ottiene alcuna espansione.

In Corea l'America  tenta di arginare il comunismo, ma vince solo a metà.

A Cuba  tenta un blitz militare che viene respinto.

Intraprende la guerra in Vietnam che si rivelerà la più disastrosa operazione militare dell’America.

In Sud America poi, cerca di arginare l’avvento del comunismo instaurando o sostenendo brutali dittature di stampo fascista. Qui riesce ad impedire l'instaurarsi di regimi comunisti, ma al costo di migliaia di vittime (desaparecidos) e gettando un discredito etico totale sui metodi usati dal blocco occidentale.

nota: -Del resto il Sud America fu, suo malgrado al centro di alcune delle più controverse e drammatiche vicende della guerra fredda e venne usato spesso come laboratorio socio-politico per ardite quanto discutibili riforme economiche. Proprio in Cile, per la prima volta, venne inaugurata, nel 1975 la cosiddetta "Economic Shock Therapy", dopo il golpe militare di Pinochet. Questa "terapia" economica fu poi la base per la normalizzazione brutale degl'ex paesi comunisti dell'Europa dell'Est. Provocò miseria e flussi migratori intensi.-

Ovviamente in realtà anche il blocco orientale impone il suo sistema economico con metodi ben più brutali e violenti, ed è nel suo complesso un blocco interamente composto di dittature spesso sanguinarie.

Ma il sistema di propaganda capillare, e la deformazione della realtà che viene perpetrata in quel blocco, fa si che in occidente la verità non sia conosciuta nè creduta da moltissime persone.

Quindi per tutti gli anni sessanta il blocco comunista sembra essere vincente.

Capitolo 2
L'Occidente contrattacca e vince

Come risponde l’Occidente:

La risposta varia da luogo a luogo, ma sostanzialmente si basa su due presupposti:
Il predominio tecnologico assoluto e la diffusione accelerata del benessere fondata sul debito pubblico.

Dal punto di vista tecnologico, il sistema capitalista subisce un’impressionante accelerazione, ad esempio con lo sviluppo dell’elettronica di massa.

Sviluppo cui il pesante e centralizzato sistema comunista non riesce a tenere dietro.
Qui era l’intrinseca inesistenza della concorrenza a disincentivare la creazione di nuove tecnologie e prodotti. Una ricerca guidata dall’alto e non dall’iniziativa privata, non consente nel blocco comunista una selezione naturale delle idee funzionali, quindi enormi risorse vengono dispiegate in ricerche ed infrastrutture che hanno utilità pratica e convenienza solo nelle menti (spesso contorte) della classe dirigente. Mentre all’atto pratico si rivelano inutili se non dannose per la popolazione.

nota: -Ad esempio, per numerosi anni, in URSS non si trovavano collant perché il nylon era destinato alla produzione di paracadute militari, in Cecoslovacchia scarseggiavano gli slip, ma c’era un’enorme disponibilità di costumi da bagno perché il governo voleva incentivare lo sport).-

Molto abilmente, l’occidente vuole portare il gap economico ai massimi livelli, e capendo che il regime sovietico si mostra al mondo attraverso grandi opere di propaganda (esempio lo Sputnik), lo trascina in costosissime imprese.
Come ad esempio il viaggio lunare dell'Apollo. E poi  la navetta spaziale Shuttle che collegata al famoso bluff dello scudo spaziale, che terrorizza letteralmente i russi che temono di perdere la capacità di rappresaglia atomica


Il blocco comunista non può sottrarsi a questi progetti, troppo importanti a fini propagandistici, ma per farlo dirotta nell'inseguimento delle ciclopiche imprese USA risorse enormi, impoverendo la popolazione.

L’occidente invece può sostenere facilmente questi progetti, perché spesso (anzi sempre) sono portati avanti da ditte private che contano comunque di ricavare ricadute e vantaggi economici enormi.

nota: -La corsa allo spazio è il simbolo di questa battaglia propagandistica, ma non è che un esempio. Il più costoso forse, ma non il peggiore.
Possiamo anche ricordare il dannosissimo e criminale scontro propagandistico a colpi di test nucleari in atmosfera (iniziato già negli anni '50). Molti ricorderanno Bikini da parte USA che cancellò un atollo, ma da parte sovietica non si può dimenticare la Tzar Bomb da 50 megaton, la più potente di tutti i tempi. Questo ordigno fu "moderato" perchè, nella configurazione reale avrebbe raggiunto i 100 megaton e , secondo Krushev non si osava provarla così, perchè: "avrebbe fatto fondere la calotta glaciale artica e avrebbe rovesciato oceani sopra tutto il mondo" testuali parole- .

Gli stati occidentali inoltre iniziano a non porre quasi alcun limite all’indebitamento per sostenere una crescita del benessere che raggiunse il suo apice negli anni ’80.

Il problema del debito pubblico, (ma anche del debito ecologico) di questa operazione, venne considerato minore rispetto ai vantaggi immediati di superamento del sistema comunista, e la sua soluzione rimandata a tempi migliori.

Il problema del debito pubblico di tanti stati, tra cui il nostro, quello della Grecia, degli stessi USA ecc. nasce in quegli anni e per questi motivi. Oggi stiamo facendo i conti con questa scelta e molti paesi sono in default finanziario.

Con la politica dell'indebitamento, il benessere occidentale, se pure un po' effimero, rende ben poco appetibile per le masse lo stile di vita di stampo sovietico.
Questa situazione si protrae per gli anni ’70 e ’80.

Nel decennio 1970-1979 il sistema capitalista sembra ancora in svantaggio. Ma tra il 1979 e il 1989 i rapporti si invertono, la strategia occidentale funziona, il divario tra i due blocchi diviene enorme.
Ed in effetti nel 1989 il sistema comunista collassa completamente.
Si ha così la fine della “guerra fredda” e l’apertura di uno scenario completamente inedito.
Quello della globalizzazione, dal 1990 al 2008.
Poi è cronaca di oggi.

mercoledì 6 luglio 2011

Fukushima: pronto progetto per sarcofago di poliestere. Sarà costruito tra fine giugno e i primi di ottobre.

Fukushima: pronto progetto per sarcofago di poliestere. Sarà costruito tra fine giugno e i primi di ottobre.

Originariamente pubblicato il 14 Giugno 2011 da francesco1375 
sul blog "felici e sognatori" su piattaforma "libero": post originale:
 
Finalmente pronto il progetto del sarcofago per la centrale giapponese devastata dal terremoto.
Il sarcofago è importante, perchè da un lato impedisce che materiali radioattivi come polveri e vapore continuino per anni ad essere riversati nell'atmosfera, dall'altro impedisce alle acque piovane di infiltrarsi tra i rottami. L'acqua piovana, si è visto, è un problema enorme quando entra nei reattori scoperchiati. Infatti va ad aggiungersi ai milioni di litri di liquami irradiati che invadono i sotterranei.
Per trattare questa enorme quantità di acqua fortemente radioattiva si sta mettendo a punto un sistema di depurazione per renderla meno tossica.
Tuttavia, visto che il livello aumenta sempre a causa delle operazioni di raffreddamento di nocciolo e piscine di combustibile esaurito (sarà così per anni), bisogna assolutamente evitare che penetri anche la pioggia. Specialmente nella brutta stagione.
Il sarcofago di Fukushima avrà principalmente questa funzione. Contro le radiazioni radianti (provenienti dall'edificio in se), non farà molto. Per cui la riduzione della pericolosità sarà piuttosto limitata in loco rispetto ad oggi, ma enormemente ridotta a livello nazionale e mondiale.
A Chernobyl era stato costruito un sarcofago pesante, in cemento e acciaio che aveva richiesto il lavoro di decine di migliaia di persone, moltissime rimaste contaminate.
In Giappone questo è impossibile, e forse è un bene.
L'approccio, memore anche degli errori del disastro precedente, è più pragmatico.
E anche se lento e snervante, dovrebbe, almeno nelle intenzioni, proteggere il più possibile (e per quanto possibile) i lavoratori.
Tutto questo è il lato buono dell'intervento di riparazione del disastro nipponico.
Si tratta, è giusto ricordarlo di una sfida disperata e titanica, mai tentata prima, e che richiederà nel suo complesso il sacrificio di molti.
Entrando nello specifico: Si tratterà in realtà di una serie di sarcofaghi, uno per reattore. Il primo, quello che sarà completato ai primi di ottobre, coprirà il reattore 1.
Sarà formato da una struttura in tralicci di acciaio e rivestito in pannelli di poliestere (o PVC).
Tutte le parti saranno costruite e prefabbricate a grande distanza dalla centrale, trasportate accanto al reattore e montate con una gru da 750 tonnellate comandata a distanza. E qui sta l'aspetto davvero innovativo: tutte, ma proprio tutte le parti prefabbricate, potranno essere assemblate senza dover stringere nè un bullone nè una vite. In questo modo sarà possibile escludere la presenza umana, e neanche utilizzare complicatissimi robot che di fatto non esistono ancora per un lavoro di questo tipo su questa scala. Mai infatti una costruzione così grande è stata composta in questo modo.
Questa primo sarcofago in acciaio e poliestere avrà la semplice forma di un parallelepipedo, ed avrà dimensioni imponenti: 42 metri di larghezza, 47 metri di lunghezza e ben 54 metri circa di altezza (più o meno come un palazzo di venti piani).
Questa struttura, con le opportune modifiche, sarà poi replicata su tutto l'impianto.
Sarà però del tutto provvisoria. Dopo il più breve tempo possibile (pochi anni) sarà ricoperta da una più resistente struttura in cemento (ancora da progettare) in attesa che in futuro si trovi il modo di risolvere definitivamente la situazione.
Questo post si basa sulle informazioni rese pubbliche oggi su numerosi siti giapponesi, ve li segnalo; sono in lingua originale, ma potrete così vedere le immagini del plastico, il filmato del montaggio in 3D ecc.
http://mainichi.jp/select/science1
http://mainichi.jp/select/science2
http://www.nikkei.com/news
http://www.asahi.com/national
http://www.jiji.com/jc
Questo post non è la traduzione di questi articoli, racconta e compendia il loro contenuto.
Aggiornamento 19,58
Mi viene un po' da sorridere, ma da sorridere amaramente, quando sento esponenti politici di paesi imbottiti di centrali dire che, il nucleare, nonostante tutto non verrà eliminato. Infatti nel nucleare non si deve entrare. Quando hai attivato una centrale te la tieni per sempre. Si tratta di una scelta irreversibile. Anche l'Italia non è immune da questa tragedia (si, tragedia), conviverà per sempre con le scorie delle sue centrali dismesse. Ma è proprio per limitare il danno che abbiamo votato si al referendum. I paesi che hanno tante centrali non potranno mai liberarsene, questa è la verità. Spenderanno miliardi per sempre.
Aggiornamento
Penso che nessuno abbia ora la percezione di quanto sia stato importante il no al nucleare. Abbiamo fatto qualcosa, la cui portata sarà comprensibile pienamente tra cinque o dieci anni.
Mio figlio, quando avrà vent'anni capirà quello che abbiamo fatto per l'Italia. Ora non si può capire. Nella contingenza è ovvio chè l'impatto è politco, ma tra pochi anni l'impatto sarà di avere salvato vite umane.
Per questo vi ringrazio, ad uno ad uno.
Chi è andato a votare, chi ha organizzato i referendum. E anche chi li avversava ma ha lottato correttamente accettando la realtà e le cose che sono emerse negli ultimi mesi, col coraggio di guardare una realtà che in parte nessuno poteva immaginare. Siate orgogliosi di avere salvato il paese, siate orgogliosi di avere salvato la vostra terra, la vostra aria, la vostra acqua, da un errore catastrofico quale è il nucleare.

Il sottosuolo di Fukushima potrebbe essere un giacimento di carbone. Se raggiunto dal nocciolo fuso, cosa accadrebbe?

Il sottosuolo di Fukushima potrebbe essere un giacimento di carbon fossile.
Il sospetto mi è venuto pochi giorni fa, quando ho letto una notizia su di un sito giapponese.
Dopo il terremoto, una copiosa sorgente di acqua termale è sgorgata nella prefettura di Fukushima. L'acqua, molto calda, sgorga nell'area di una vecchia miniera di carbone oggi abbandonata.
Da questa notizia, mi sono poi reso conto che Fukushima è una vecchia zona mineraria. Un tempo si estraeva il carbone.
Quindi, il sottosuolo della zona contiene giacimenti di questo materiale.
Questa cosa avrebbe una certa importanza.
Perchè un conto è se il nucleo fuso incontra, sprofondando nel sottosuolo, un substrato roccioso, un conto se trova un giacimento di carbone che, per altro, di solito contiene gas grisù, temutissimo dai ninatori.
In effetti, sul sottosuolo della zona non sono mai emerse molte notizie. E gli operatori sul campo non hanno mai parlato dell'esistenza di un substrato roccioso.
Sono i giornalisti e i tecnici esteri che hanno detto che il nucleo si sarebbe arrestato contro lo strato roccioso.
Alla Tepco è stato chiesto ufficialmente di creare una muraglia sotterranea intorno alla centrale, scavando una trincea riempita in cemento nel terreno e profonda venti metri, fino al "substrato roccioso".
Ma praticamente la ditta ha risposto che è praticamente impossibile. Perchè è troppo costoso come è stato detto o perchè invece della roccia, a venti metri di profondità c'è il carbone? La Tepco non ha mai detto che ci sia questo strato di rocce, e sta dispiegando sforzi enormi per raffreddare il nucleo fuso affinchè cessi di sprofondare.
Aggiornamento 2 luglio.
Fukushima verso stabilizzazione provvisoria.
Netti miglioramenti alla centrale. Il sistema idraulico provvisorio per ricircolo acqua raffreddamento è ora messo a punto e inizia a funzionare. Temperatura barre esaurite in calo. Stato nuclei fusi è ignoto ma la superficie forse è solidificata.
Resta purtroppo una situazione instabile da gestire per anni con grandi risorse.
Situazione contaminazione area circostante resta gravissima. Soluzione ancora non trovata.
Aggiornamento 3 luglio
Esplode tubo impianto provvisorio di raffreddamento a reattore 5. Oggi difficile operazione per sostituirlo.
Durante la sostituzione del tubo, la temperatura dell'acqua del reattore non dovrà superare i cento gradi, altrimenti si rischia un'altra fusione. I tecnici hanno a disposizione alcune ore. Sicuramente la situazione sarà risolta, ma questo dimostra la fragilità della soluzione escogitata per questo disastro: in sostanza, un complicatissimo sistema di raffreddamento di barre esaurite e nucleo fuso dei reattori, composto da chilometri di tubature in materiale plastico, vasche di raffreddamento e condensazione, filtri, pompe, tutto agiunto ex novo accanto alle rovine inservibili della vecchia struttura. Un meccanismo di raffreddamento che necessita di un monitoraggio e di una manutenzione continua. Tutto questo sospende l'evoluzione drammatica del disastro, ma avrà costi altissimi per anni ed anni, costringerà i tecnici ad avventurarsi in pericolosissime opere di manutenzione negli ambienti contaminati. Il problema è anche che il reattore non produce più corrente. Per cui qesta soluzione è anche economicamente pesantissima oltre che costantemente instabile. Il sarcofago di Chernobyl era un opera che in un certo senso si concludeva con la sua costruzione, dopo non richiedeva grossi interventi. Inoltre un reattore continuò a funzionare per molti anni, permettendo di ammortizzare in parte i costi. Il problema dei costi è importante, perchè alla fine è direttamente correlato alla sicurezza.
Ma comunque la soluzione scelta ormai è questa, non c'è che augurarsi che funzioni. Anche se il fatto che questi tubi esplodano e si fessurano, mi fa ipotizzare che non reggano bene la pressione. Ma basta sostituirli via via.
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