giovedì 7 aprile 2011

L'altro pericoloso sarcofago di Fukushima. Soluzione del disastro. I tempi, i metodi, le ipotesi che sono allo studio

L'altro pericoloso sarcofago di Fukushima. Soluzione del disastro. I tempi, i metodi, le ipotesi che sono allo studio

Post n°427 pubblicato il 25 Marzo 2011 da francesco1375
Le notizie provenienti da Fukushima variano di minuto in minuto. E' difficile sapere cosa sta accadendo, da qualche giorno tutto viene filtrato e trapela pochissimo.
Tuttavia ci sono abbastanza informazioni per poter capire, con una certa sicurezza, cosa sta accadendo in linea generale, come si evolverà la situazione e, soprattutto, cosa si farà per fermare questo disastro. Ed è questo che più ci interessa, perchè alla fine, quello che ci preme di più in questa sciagura è che tutto finisca al più presto limitando al massimo le conseguenze sulla salute. Come hanno fatto notare alcuni esperti russi specializzati in disastri nucleari, ormai è chiara l'evoluzione della cosa, e le linee guida per l'intervento sono ormai decise. Vediamo quindi di capire, in modo semplice, cosa si farà
I tecnici ormai partono dal presupposto che l'incidente, all'interno del reattore, è molto simile a quello di Chernobyl. Il livello di radiazioni all'interno è ormai lo stesso. Quindi è logico che si cerchino soluzioni simili. Ma è anche vero che ci sono tante sostanziali differenze, per cui la liquidazione avrà delle varianti.
Nell'incidente di Chernobyl, il nucleo del reattore su fuse diventando lava, provocò un'esplosione ed un incendio che distrussero l'edificio in cui era contenuto, liberando in atmosfera enormi quantità di materiali radioattivi. Questo accadde improvvisamente, nelle prime ore dell'incidente. Infatti mancò improvvisamente il raffreddamento al nucleo "acceso" visto che le barre per arrestare la reazione non entrarono in funzione a causa della deformazione dovuta al calore. Quindi, appunto la fusione fu immediata e la seguente esplosione distrusse interamente la struttura che lo proteggeva che non aveva alcuna funzione di contenimento in caso di incidente, era un semplice edificio di cemento molto poco resistente.
A Fukushima, invece, le barre moderatrici sono entrate tra le barre di materiale fissile arrestando la reazione, poi è cessato il raffreddamento. Quindi, anche con le barre inserite il nocciolo ha iniziato a scaldarsi fino ad alcune migliaia di gradi, ma non si è avuta immediatamente la fusione. Questo ha consentito ai tecnici di intervenire con una serie di azioni di estrema emergenza. Queste azioni sono volte ad evitare che il nucleo del reattore fonda come a Chernobyl.
Qui sta la principale differenza. Evitare la fusione è ritenuto fondamentale per questo motivo: Mentre adesso entrano in atmosfera un grande numero di isotopi radioattivi pericolosi e dannosi, dalla fusione del nocciolo si libererebbero nell'aria sostanze che per tossicità e pericolosità sono migliaia di volte superiori.
Eppure, se tale evento si verificasse all'interno della struttura di contenimento integra, queste sostanze sarebbero in gran parte trattenute all'interno. Purtroppo, ormai tutti hanno fondati sospetti che il contenitore di almeno un reattore sia danneggiato e che in generale non reggerebbe ad una fusione. A Chernobyl a complicare le cose, dopo la fusione, ci fu la polvere di grafite che in Giappone non c'è. Si incendiò, si sparse ovunque. Per contro,  a Fukushima ci sono lati peggiori: innanzitutto la zona in cui avverrebbe l'evento è immensamente più popolata. Non una cittadina in mezzo alla campagna come Pripyat dovrebbe essere evacuata (per secoli), ma una metropoli di decine di milioni di abitanti come Tokio. Poi, qui si parla di quattro reattori, anzichè uno. Ma le differenze che rendono la situazione peggiore non finiscono qui: la fusione rischia di verificarsi nelle barre del combustibile esaurito, decine e decine di volte più numerose che a Chernobyl e direttamente all'aperto. Poi c'è il problema del reattore alimentato a plutonio, milioni di volte più letale dell'uranio della centrale sovietica.
Dopo che ci si rese conto che la situazione stava volgendo verso questo scenario, la prima idea fu di costruire un sarcofago come in Ucraina.
Però l'idea di avere, a due passi da Tokio, un sarcofago enorme, contenente per secoli la lava radioattiva di quattro reattori è stata ritenuta poco praticabile. Prima di tutto questo sarebe stato costruito dopo la fusione, quindi a catastrofe sostanzialmente avvenuta. Poi come dimostra Chernobyl, sarcofaghi di questo tipo sono tutt'altro che stabili e duraturi. Ad esempio il calcestruzzo, dovendo asciugare "cotto" a migliaia di gradi, viene ad avere una consistenza molto poco affidabile.
Intorno a questo reattore, in un'area tra i quaranta ed i cento chilometri di raggio, non dovrebbe più abitare nessuno praticamente per sempre, ed in un luogo densamente popolato come il Giappone è un problema enorme. In questo sarcofago sarebbe poi contenuto molto plutonio che, se penetrasse nella falda sarebbe immediatamente mortale, e finirebbe pure in mare (avverrebbe quasi certamente, perchè il sarcofago può essere una strutture esterna, ma nel sottosuolo resterebbe la struttura di contenimento attuale che potrebbe dopo un periodo di tempo sconosciuto, cedere a causa del calore della lava.)
Sarebbe anche molto ma molto difficile, trovare i 20-30.000 lavoratori necessari per costruire la struttura ora che tutti sono consapevoli di cosa li attenderebbe. Gli eroi esistono e stanno lavorando in queste ore, ma trovarne ventimila è un'altro discorso. In URSS molti non conoscevano appieno i rischi, altri erano soldati che eseguirono gli ordini, esattamente fu detto loro testualmente che la missione era una identica ad un'operazione bellica, dove perdere la vita è parte della situazione.
Allora sembra proprio che il progetto di intervento per evitare tutto questo sia il seguente: evitare ad ogni costo la fusione dei noccioli e delle barre esaurite iniettando liquido refrigerante, che in parte si disperde nell'atmosfera. Questa operazione dovrebbe durare almeno un mese. Quando il livello del calore lo consentirà si tenterà di estrarre le sostanze più pericolose. Fondamentalmente le uniche parti che possono essere estratte sono le barre di combustibile esaurito. Gli esperti ritengono fondamentale farlo perchè se vi si generasse una fusione sopra il tetto dell'edificio, colerebbero immediatamente sul contenitore del nucleo sottostante distruggendolo, e lascerebbero senza protezione pure il nucleo. Oppure fonderebbero comunque all'esterno della sia pur lesionata e mediocre campana di contenimento. Da questo evento, anche un sarcofago uscirebbe distrutto. Ed evitare la loro fusione molto a lungo appare difficile, perchè le piscine sono sospese e prima o poi si fessurerebbero. (ricordiamo che stiamo parlando di un intervento di contenimento da protrarre da qui ai prossimi cento anni almeno).
Una volta che sarà possibile entrare in contatto con le barre di combustibile esaurito che attualmente fonderebbero qualunque strumento, queste sarebbero con difficoltà immensa ma possibile, incapsulate in bussoli di materiali isolanti ed inviati in un deposito provvisorio distante, (purtroppo in tutto il mondo non esiste un luogo dove conservare queste barre, per questo vengono conservate "provvisoriamente" all'interno delle centrali).
Estratte queste barre sarebbe già risolto un bel problema. A questo punto si inizierà a costruire un sarcofago gigante, o più probabilmente quattro sarcofaghi più piccoli, attorno ai ruderi dei reattori. Il Nucleo però non sarebbe ancora fuso come a Chernobyl, il calore molto più basso, ed il cemento e la struttura risulterebbe più solida e realizzabile con più attenzione e meno pericoli per i lavoratori. A questo punto si aprono diverse ipotesi. Se viene ricreato un circuito di raffreddamento per quel che resta dei nuclei, questi non si fonderebbero, salvo imprevisti. Questo richiederebbe un'alimentazione costante ed una manutenzione permanente per secoli con costi enormi. La stessa cosa, ma con minore impegno, se il processo di fusione all'interno dei noccioli si arrestasse spontaneamente. In entrambi questi casi l'area intorno alla centrale non più abitabile sarebbe molto ristretta dopo le opere di bonifica.
Se invece uno o più nuclei si fondono, sarebbero comunque all'interno del sarcofago già costruito e l'evento non libererebbe in area gli isotopi come a Chernobyl. Ovviamente speciali protezioni aggiuntive sarebbero state messe intorno al reattore a plutonio e uranio (a MOX).
In questa ipotesi però l'area dove sarebbe impedito abitare sarebbe piuttosto vasta, circa 20-30 km dalla centrale.
L'ipotesi di estrarre e trasferire altrove i nuclei dei reattori è assurda, non può essere fatto assolutamente, perchè non vi è alcun modo di spengerli. Sarà possibile quando i processi nucleari innescati si interromperanno spontaneamente, ma occorrono alcuni secoli. Estrarre un nucleo spento e disattivato da una centrale dismessa è invece possibile, è stato fatto una sola volta, in America. Ma già è un problema gigantesco in queste situazioni "normali" a causa della sua enorme radioattività, per cui è l'ultima parte di una centrale dismessa ad essere estratto, decenni dopo che il complesso è stato spento. Prima comunque bisogna che siano state estratte le barre esaurite. Qui invece il nucleo è acceso, con le barre non estraibili attive, raggiunge migliaia di gradi... insomma, resterà per sempre nel sarcofago in Giappone.
Tutte queste operazioni di contenimento presuppongono però che tutto fili nel verso giusto.
Il sarcofago dovrà essere a prova di tempesta e di maremoto.

Al termine di questo post inserisco una breve galleria di immagini per rendere omaggio agli eroi che, nell'86, salvarono il mondo dal disastro di Chernobyl.
Robot utilizzato a Chernobyl per spalare la grafite
A Chernobyl il problema più grande era la grafite radioattiva sparsa ovunque, in polvere e blocchi. Andava raccolta e gettata entro le macerie del reattore dove ribolliva il nocciolo fuso.
Inizialmente si tentò di usare questo robot filoguidato, ma presto smise di funzionare a causa delle radiazioni. Inoltre era troppo lento.
Robot Chernobyl sala comando
La sala di comando del robot, allestita all'interno dei ruderi del reattore.
Il robot derivava dal Lunokhod, inviato sulla luna dai sovietici dopo le missioni Apollo americane.
Liquidatori biorobot
Si decide così di ricorrere a migliaia di liquidatori, molti dei quali persero la vita. Quelli impegnati nell'impresa di raccogliere tonnellate di grafite e macerie contaminate, vennero chiamati anche Biorobot.
In questa foto i liquidatori stanno entrando nella sala all'interno del reattore, dove riceveranno le istruzioni, ognuno aveva un compito specifico che doveva svolgere in pochi minuti, avendo così qualche speranza di sopravvivenza.
Biorobot ultime istruzioni prima della missione
Gli eroici "biorobot" ascoltano le istruzioni impartite da un superiore, che, per essere compreso, mostra sul monitor le azioni dei colleghi già utilizzati.
Un liquidatore ascolta le istruzioni, in questa fase sono pronti all'azione e vestiti con abiti protettivi studiati per la guerra nucleare. Inizieranno la loro fulmine missione tra pochi istanti.
I liquidatori corrono verso il luogo designato.
Dovranno raccogliere parti di macerie e grafite, gettarle nel reattore e scappare.
Liquidatori al lavoro.
Liquidatori-biorobot al lavoro tra le macerie di Chernobyl. Hanno pochi minuti per eseguire ognuno il propri compito ed andarsene, solo così hanno qualche speranza di sopravvivenza.
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28 marzo 2011 ore 9,00 circa
Ma che stanno combinando?
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Dopo avere punteggiato uno dei paesi più sismici del mondo di centrali nucleari, dopo avere costruito sei reattori in fila con materiali scadenti su di una costa risaputamente soggetta a tsunami.
Dopo tutto questo, a disastro avvenuto, affrontano la situazione in maniera caotica, lanciando tecnici eroi in missioni improvvisate e inefficaci.
Ora basta. Non potete lasciare la crisi nelle mani di chi l'ha provocata.
Ormai è risaputo che un contenitore primario in acciaio di uno dei reattori era danneggiato già quando uscì dalla fonderia (leggi articolo sul difetto su di un ottimo blog). E loro hanno ignorato volontariamente la cosa, assemblando una centrale che per decenni è stata una bomba ad orologeria appesa sulle teste inconsapevoli del popolo giapponese e del mondo.
Ora nella soluzione del disastro sembrano cascare dalle nuvole, non avevano mai, evidentemente, steso un piano in caso di catastrofe e procedono secondo il criterio del "vedendo-facendo" ottenendo alla fine la fusione parziale del nocciolo.
Chernobyl al confronto fu gestita mille volte meglio. Dopo un primo momento, una volta accortisi dell'accaduto, le operazioni pericolosissime, sono procedute in modo coerente ed ordinato, secondo un piano preciso, che probabilmente era stato studiato in caso di emergenza da anni. E la situazione, molto più disperata, alla fine è stata risolta in modo soddisfacente.
America, Russia, Cina, cosa aspettate. Già una volta avete unito le vostre forze contro il Nazismo vincendo, adesso unitele contro il nuovo nemico, che si chiama centrale impazzita di Fukushima. Il popolo giapponese ed il mondo hanno bisogno del vostro aiuto, della vostra competenza ed esperienza nel settore. Un'esperienza ed una conoscenza che solo voi possedete. Chiedete di coordinare voi la soluzione del problema.
29 marzo 2011 ore 19,11
FUSIONE TOTALE DEL NOCCIOLO A FUKUSHIMA.
Non più fusione parziale come a Three Mile Island,
ma fusione totale del nocciolo di uno o più reattori.
L'allarme arriva dall'analisi condotta da uno dei principali esperti statunitensi, Richard Lahey. Nel reattore numero due, quasi certamente, la lava prodotta dalla fusione delle barre di combustibile ha quasi certamente perforato, squagliandolo, il contenitore in acciaio del nocciolo e si è depositata sul fondo del contenitore primario. Questo è rivestito da una guaina in acciaio che probabilmente andrà persa e da un sottostante strato in cemento che dovrebbe fermare il magma. Tuttavia, dice l'esperto, questa non è una buona notizia per l'ecologia, perchè il contenitore primario sembra lesionato dalle esplosioni.
Questo è l'articolo (praticamente pubblicato adesso) da cui è tratto questo aggiornamento, leggetelo perchè è molto più completo di questo riassunto e molto importante. Oggi siamo ad un punto chiave di questa drammatica vicenda:
Japan may have lost race to save nuclear reactor

Apocalisse rinviata a data da definirsi. Fukushima, martiri bloccano la fusione evitando disastro globale.

Apocalisse rinviata a data da definirsi. Fukushima, martiri bloccano la fusione evitando disastro globale.

Post n°426 pubblicato il 20 Marzo 2011 da francesco1375
Questo post è un riassunto di tutto quanto avvenuto a Fukushima. Racconta poi come è stato vissuto questo periodo nella stesura dei post su questo argomento.
Questo post è un'omaggio alla memoria dei martiri che hanno evitato un disastro mondiale e descrive la loro azione davvero eroica. Grazie a loro ora potremo iniziare a scrivere la storia di questo terribile avvenimento e iniziare a riflettere su l'energia atomica, anziche vivere un vero incubo nucleare.

Il giorno più drammatico, Lunedì 14 Marzo 2011. Tutto sembra perduto. Esplosi tre reattori nucleari nella centrale di Fukushima. Il contenitore protettivo di uno di loro gravemente danneggiato, le protezioni esterne semi-distrutte dalle esplosioni e dagli incendi. La fusione del nocciolo sembra inevitabile. Si avrebbe una nube tossica in tutto il mondo. I tecnici abbandonano l'impianto per l'eccessiva radioattività che intanto comincia a lambire l'immensa Tokio. Alla parziale fusione del nucleo si aggiunge la consapevolezza del surriscaldamento delle barre di combustibile esaurito sul tetto ormai divelto degli impianti. Tutto sembrava perduto. La fusione, l'esplosione sembravano inevitabili. Anche in ambienti ufficiali si parla ormai di apocalisse nucleare.
Ma nel cuore del disastro, immersi in radiazioni mortali, a pochi passi dai noccioli che raggiungono migliaia di gradi, tanto che ormai l'acqua si incendia ed esplode come benzina, alcune centinaia di eroi si alternano, a gruppi di cinquanta per volta, lottano ancora contro l'inferno atomico. Sanno di stare sacrificando le loro vite, ma sanno che il loro sacrificio salverà le loro famiglie, e quelle di milioni di persone.
Passa un giorno, non si sa nulla di cosa stiano facendo. Tutti sanno che la situazione è totalmente fuori controllo. Manca completamente la corrente a Fucushima. I sistemi di comando dell'enorme macchinario impazzito sono irrimediabilmente fuori uso. Tutti i tentativi di raffreddare reattori e barre esaurite falliscono e anzi producono esplosioni per l'idrogeno prodotto dalla scissione delle molecole dell'acqua.
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Il 16 Marzo filtrano le prime indiscrezioni sull'opera dei tecnici. Per cui su questo blog possiamo finalmente scrivere:"I tecnici che eroicamente stanno lavorando all'interno della centrale, potrebbero stare ripristinando un sistema di raffreddamento, non più adatto a generare corrente ovviamente, ma sufficiente a far circolare il liquido e raffreddare il nucleo del reattore. Tornando a circuito chiuso, il liquido cesserebbe di essere vaporizzato in atmosfera, e abbassando la temperatura, eviterebbe che l'acqua continui a scindersi producendo idrogeno. Questo sistema richiede numerose saldature e la costruzione di parti idrauliche".
Ed è proprio quello che stavano facendo, ripristinare e ricostruire un sistema di raffreddamento che era completamente collassato. Un'impresa ai limiti dell'impossibile in quelle condizioni, realizzabile solo con un'abnegazione totale al valore della salvaguardia della vita altrui. E l'operazione riesce.
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Il 17 Marzo tutto il mondo comincia a pretendere informazioni accurate e a considerare la situazione gravissima. Si viene a sapere che in uno dei reattori danneggiati le barre non sono solo in uranio arricchito, ma anche in plutonio. Il plutonio non è solo contaminante ma enormemente velenoso. Poche tracce di questo materiale possono uccidere quasi istantaneamente migliaia di persone.
Sembra fallire il tentativo di gettare acqua marina nelle vasche prosciugate del combustibile esaurito sui tetti, che aumenta di calore e rischia di entrare in massa critica.
(Tuttavia probabilmente questo intervento era finalizzato a qualcosa di diverso, e cioè a raffreddare l'esterno dell'impianto e forse alcune barre di combustibile esaurito precipitate al suolo -non confermato-).
Giungono però frammentarie notizie di una mobilitazione internazionale, scriviamo infatti il 17 marzo: "si pensa quindi di poter in extremis raffreddare le barre di reattore e piscine.
Essendo evidente ormai l'inutilità dell'acqua, si pensa di utilizzare l'acido borico,che è anche in grado di refrigerare e, essendo un forte moderatore di moderare la scissione."- "sappiamo che la Francia sta inviando tonnellate e tonnellate di acido borico in Giappone per via aerea, lo stesso sta facendo la Corea del Sud. La quantità di acido borico in rotta verso la centrale è quindi gigantesca, unita alle scorte giapponesi."
Si sa anche che si sta cercando di riportare la corrente all'impianto (verrà usato un cavo di alcuni chilometri, e l'operazione è resa possibile dai liquidatori che devono controllare e modificare tutto l'impianto semidistrutto).
Risulta evidente che la corrente elettrica servirà ad attivare delle pompe elettriche di emergenza inviate il giorno stesso dall'America.
Su questo blog scriviamo: "
Quindi tutti gli elementi sembrano coincidere su una sola ipotesi: Tramite le pompe elettriche (che non hanno bisogno di un costante rifornimento di gasolio poco adatto alle alte temperature del sito), si tenterà di pompare enormi quantità di acido borico puro nei reattori, forse in parte restaurati dai tecnici all'interno, e nelle piscine del combustibile esaurito. L'acido borico potrebbe raffreddare e mitigare la reazione, senza produrre idrogeno.
L'assorbimento elettrico delle pompe si prevede così enorme da mettere a rischio la tenuta della rete del paese e quindi ci saranno blackout programmati e razionamenti di corrente come preannunciato."
Eppure, ancora, la situazione pare disperata. Quasi tutti i paesi invitano i propri cittadini ad andarsene dal Giappone, anche i familiari dei militari di stanza nel paese asiatico sono rimpatriati gratuitamente.
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Il 19 Marzo finalmente la situazione cambia radicalmente. Le operazioni condotte dai tecnici con vero eroismo funzionano.
I refrigeranti vengono nuovamente iniettati nei reattori tramite impianti restaurati in un modo che ha del miracoloso. I noccioli tornano a raffreddarsi, passano da migliaia di gradi a circa cento, tornano sotto parziale controllo e la fusione è scongiurata. Questo significa che i danni, gravissimi, saranno limitati solo ad una parte del Giappone, mentre il mondo, ancora una volta, è stato salvato dal martirio di un gruppo di eroi. Successe già a Chernobyl, dove persero la vita tra i 10 e i 20 mila liquidatori. Successe decine di volte su sommergibili affondati, reattori militari in fusione, incidenti vari. Sempre l'umanità ha trovato dei figli pronti a sacrificarsi affinchè il mondo possa continuare a vivere, affinchè la storia possa continuare. A loro dobbiamo le nostre vite e quindi la gratitudine e il ricordo per sempre, ma anche il supporto materiale a chi di loro sopravvivrà e alle famiglie dei liquidatori.
Il disastro di Fukushima ha comunque avuto conseguenze gravissime. Oltre ad aver ostacolato le opere di soccorso alla popolazione colpita dal terremoto e dallo tzunami,
sono contaminati alimenti e acqua nella zona; il mare e quindi i pesci di cui vivono molte comunità locali sicuramente molto contaminati (ricordiamo che i prodotti del mare sono l'alimento base dei giapponesi). La zona intorno all'impianto non più vivibile dall'essere umano senza speciali protezioni; un'area di circa 30-40 Km di raggio intorno alla centrale pesantemente contaminata richiederà enormi lavori di bonifica; un aumento, non mortale ma significativo in tutta la regione fino a Tokio, e aumento di radioattività fino agli USA; decine di persone contaminate gravemente e centinaia o migliaia con contaminazione lieve.
I lavori di messa in sicurezza dureranno per molti anni con rischi sempre gravissimi durevoli anche per secoli.
L'incidente che ha anche ripercussioni geopolitiche enormi, come stiamo vedendo, pone tutta la comunità mondiale davanti all'obbligo di riconsiderare i concetti alla base degli impianti nucleari, per rendere impossibili disastri, non in un grandissimo numero di casi ipotizzabili, ma in qualunque circostanza. Ciò sarà possibile in futuro, ma occorre praticamente riprogettare i reattori e i processi del nucleare quasi da zero.
Come abbiamo scritto il 19, "Il premio nobel Carlo Rubbia è schierato col fronte internazionale che chiede una revisione totale del concetto stesso di centrale nucleare. Sarà difficile non ascoltarlo, dato che si tratta di uno dei massimi esperti in materia. Rubbia fa notare che siamo davanti al primo incidente nucleare provocato da difetti concettuali e progettuali di una centrale, mentre gli altri erano dovuti a gravi errori umani.
Questo impone la riprogettazione e la logica intrinseca delle centrali prima di costruirne di nuove."
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Al termine di questo post, permettetemi di ringraziare tutti i numerosissimi visitatori del mio blog nell'ultima settimana.
Nei primi giorni dell'incidente il mio blog, che di solito ha al massimo 80 visite al giorno, ne ha ricevuto alcune migliaia. Questo, devo dirvi, mi ha quasi intimorito, mi sono sentito addosso una responsabilità, di non diffondere panico, e di essere molto accurato. Ma mi ha anche aiutato molto a seguire un'argomento molto difficile, e che mi coinvolgeva emotivamente molto, con sangue freddo. E a superare la stanchezza, visto che tutto il lavoro è stato fatto quasi per intero di notte, (devo anche lavorare per vivere e al lavoro non posso certo usare il pc) anche se poi alcuni post sono stati pubblicati, corretti o aggiornati nelle pause tra un impegno e un altro di giorno.
Spero soprattutto che vi sia stato utile il disegno con le indicazioni tecniche in italiano, che sono sicuro è stato il primo del suo tipo ad essere pubblicato.
Spero anche che vi siano state utili le informazioni in anteprima, molte provenienti direttamente dal Giappone e dall'estero in generale e con un greande lavoro personale di logica, di analisi, ricerca e filtraggio delle info attendibili.
Ringrazio inoltre tutta la comunità telematica mondiale (amatoriale e professionale) per i milioni di post, messaggi, articoli e discussioni che ci hanno tenuto aggiornati e informati coprendo anche i buchi dei tradizionali mezzi di informazione.
Ringrazio inoltre Google per i servizi strabilianti messi a nostra disposizione e Libero per avermi ospitato su questa piattaforma che davvero, credetemi, è tra le migliori esistenti.
Ciao a tutti, so che la storia incalza, che è scoppiata una guerra.
Ora però devo occuparmi a tempo pieno della mia famiglia e del lavoro.
Ciao a tutti.
Francesco.
Aggiornamento 21 marzo ore 22,12
Purtroppo devo tornare per segnalare questa foto che gira in rete http://crisis.blogosfere.it/images/795434.jpg
e che, secondo me, suggerirebbe di costruire quanto prima un sarcofago (magari prefabbricato) per isolare quella maledetta centrale dal mondo esterno il più presto possibile. Ci vorrebbe, secondo me, un coinvolgimento di risorse a livello mondiale da mettere in moto al massimo tra due o tre giorni. E' l'unico modo secondo me per liquidare il problema, per rendere sicura la situazione nei prossimi anni. Quelle attuali sono misure provvisorie.

Aggiornamento 22 marzo ore 21,30
Vi segnalo un sito che mostra foto dell'interno di reattori nucleari dello stesso tipo (ad acqua bollente) di Fukushima. La prima foto è la piscina delle barre esaurite del reattore 3, quello alimentato anche con plutonio e che desta le maggiori preoccupazioni, anche perchè questa vasca è pesantemente danneggiata.
Le altre foto riguardano un impianto svizzero, e, ancora più interessanti quelle di un reattore austriaco.
In Austria, il reattore ad acqua bollente di Zwentendorf, fu completato fin nei minimi dettagli, tanto che vi furono trasportate le barre di combustibile. Ma non vennero mai caricate ed il reattore non entrò mai in funzione a causa di un referendum nel Novembre del 78.
Oggi quindi può essere visitato, anche nelle parti che, una volta in funzione, sarebbero per sempre irraggiungibili, o raggiungibili solo con speciali protezioni.
Osserverete l'immensa complessità di sistemi idraulici e cablature, la complementarietà di strutture gigantesche e di altre minutissime, e in generale la perfezione necessaria alla macchina per funzionare.
Vedendo tutto questo è facile rendersi conto di come tutta questa minuziosa struttura sia ridotta all'interno dei ruderi dell'impianto di Fukushima e la difficoltà di riportare la situazione parzialmente sotto controllo.
Aggiornamento 23 marzo ore 19,40
Fonti ufficiali hanno comunicato che un reattore di Fukushima è a rischi fusione. I lavoratori nella centrale sono stati da poco evacuati nuovamente e torneranno al lavoro al più presto.
Ora come ora, comunque il disastro sta colpendo solo il Giappone e lo sta facendo in maniera veramente gravissima.
Se vi fosse una fusione la situazione diventerebbe ben più grave, passando su scala globale. Dipenderebbe molto dalla tempestività del contenimento, tuttavia è molto probabile che ad essere contaminati sarebbero gran parte del Sud Est Asiatico, parte della Cina e della Russia, e parte degli Stati Uniti. In che proporzione dipende dai venti.
Ma adesso, il fatto che la radioattività si stia diffondendo in tutto l'emisfero nord, non deve veramente destare preoccupazione. Infatti si tratta semplicemente di un aumento quasi non misurabile della radioattività di fondo.
La nube attuale è veramente trascurabile, abbiamo subito, consapevolmente o no, situazioni migliaia di volte peggiori.
Casomai, questo ci deve aiutare a capire il rischio veramente grave che possiamo correre in futuro se la situazione di contatto tra gli isotopi della centrale, anziche migliorare e cessare, peggiorasse o perdurasse per un certo periodo.
Questo del resto è proprio il motivo per cui l'incidente preoccupa così tanto.
Detto questo la situazione attuale è gravissima e pericolosa soprattutto se si arriverà alla fusione del nocciolo e se la situazione dovesse perdurare per molti mesi senza che le emissioni siano bloccate. Ma a subire i danni più gravi non saremmo certo noi così lontani. Grama consolazione se un'altra parte del mondo fosse contaminata, nel medio periodo i problemi sarebbero per tutti.

In questo momento l'unico paese di cui dobbiamo davvero preoccuparci è il Giappone. La situazione sta diventando di ora in ora più drammatica. I giapponesi stanno veramente perdendo la pazienza. Enorme la pressione affinchè i responsabili siano individuati, l'indignazione per la scarsa informazione iniziale ed il timore di non essere informati.
L'acqua radioattiva sta davvero gettando nel panico la gente. Si domandano come si faccia a sopravvivere senza acqua, restano sbigottiti davanti a raccomandazioni ufficiali che rassicurano dicendo di usare tranquillamente l'acqua per lo shampoo, e raccomandano agli adulti di bere l'acqua del rubinetto contaminata per lasciare quella in bottiglia ai bambini che, se ingerissero quella radioattiva, avrebbero alti rischi di cancro alla tiroide. Consigli e raccomandazioni che non rassicurano affatto, e giustamente spaventano tutte le persone sensate. Se le autorità annunciano in queste ore la distribuzione di bottiglie di acqua alle famiglie con bambini, al gente si domanda quante famiglie potrà raggiungere questa iniziativa in una metropoli di decine di milioni di abitanti, e quanto tempo durerà la distribuzione visto che tutti ormai sanno che l'emergenza durerà mesi o anni. Intere popolazioni nel distretto di Fukushima stanno implorando l'evacuazione immediata. In tutta la provincia ormai il cibo è spesso introvabile, l'acqua non potabile, la pioggia tossica. Le autorità raccomandano di rifugiarsi in un “luogo sigillato” se ci si trova sotto vento... L'aggettivo che i giapponesi stanno usando di più per descrivere il loro stato d'animo è "smarrimento". Smarrimento davanti alla constatazione dell'impossibilità pratica di poter vivere in queste condizioni, con questa contaminazione. E ovviamente il loro pensiero più grande è per i bambini, che non possono più bere acqua se non in bottiglia, ma questa è sempre più introvabile. Anche il latte in polvere deve essere preparato con acqua in bottiglia, mentre l'allattamento al seno è consentito, ma nessuno ci crede. Contemporaneamente i medici temono che i bimbi, a causa della difficoltà di non trovare acqua non contaminata possano soffrire in massa di disidratazione e raccomandano i genitori di stare attenti a questa probabilità. La gente non sa più davvero cosa fare.
Aggiornamento 24 marzo ore 15,30
Quando ormai l'acqua in bottiglia era sparita dai supermercati e si stava arrivando al panico, dai rubinetti di Tokio l'acqua è tornata sicura per i bambini. Non sono state date spiegazioni su come si sia risolto il problema. Nelle città limitrofe e in quelle più vicine alla centrale l'acqua è ancora tossica. I reattori per ora sono sotto controllo.
Aggiornamento 25 marzo ore 14,30
La radioattività sale nuovamente e l'acqua di Tokio torna pericolosa (ma avrà davvero cessato di esserlo ieri?). Si moilitano gli USA che, via nave, stanno portando enormi quantità di acqua dolce, perchè quella marina sta danneggiando i resti delle strutture. Ma vista la situazione non sarebbe meglio darla agli abitanti di Tokio ed usar equella contaminata dell'acquedotto per raffreddare la centrale? Si ha inoltre le certezza che almeno una vasca di combustibile esaurito è gravemente danneggiata. L'acqua radioattiva che ha ustionato i due tecnici ieri, non poteva che venire dalla piscina delle barre.
 

Fukushima, fusione quasi inevitabile. Probabilmente già iniziata.

Fukushima, fusione quasi inevitabile. Probabilmente già iniziata.

Post n°425 pubblicato il 14 Marzo 2011 da francesco1375



Purtroppo la fusione del nocciolo di uno dei reattori dell'impianto di Fukushima sembra iniziato.
E' probabile che fonderanno due o tre reattori dell'impianto.
Il sistema di controllo di almeno due reattori è ormai completamente saltato. Come fa notare un esperto, l'uso dell'acqua di mare, significa che i tecnici hanno rinunciato ad ogni forma di ripristino, poichè il sale e il calcare danneggeranno irreparabilmente quel poco che è rimasto sano dell'impianto idraulico.
Si procede ormai al raffreddamento immettendo acqua al di fuori delle condutture direttamente sul nocciolo, la cui temperatura è tale da scinderla in ossigeno ed idrogeno (che ha dato lugo alle esplosioni). I vapori vengono fatti poi uscire dal reattore. Nell'impianto funzionante l'acqua è sempre la stessa che circola senza uscire.
Questo sistema è ovviamente provvisorio. Poichè il nucleo del reattore con le barre inserite e bloccate produrrà calore enorme per decenni, è assurdo supporre di raffreddarlo per cinquanta o sessant'anni pompandovi acqua di mare e facendola vaporizzare all'esterno.
Quindi sembra evidente che si cerchi soltanto di ritardare la fusione quel tanto che basta per trovare una soluzione alla gestione dell'evento.
Questo reattore non ha una cupola di contenimento, ma una semplice struttura chiusa alla sommità da un coperchio circolare che in caso di fusione probabilmente sarebbe sbalzato.
Mentre a Chernobyl la fusione avvenne nella grafite moderatrice che si incendiò, qui avverrebbe nell'acqua, ma questo è diverso ma non meno pericoloso.
Probabilmente si verificherebbe un'esplosione, non della lava, ma dell'idrogeno prodotto dall'acqua. La lava del nucleo fuso potrebbe schizzare contro le pareti o essere proiettata.
Comunque, se la struttura regge, il vapore che si formerà riesce ad uscire e il fondo del contenitore non si fonde, la situazione si stabilizzerà. Fatte le opportune opere di consolidamento non resterebbe che monitorare la struttura per sempre. E decontaminare le zone circostanti.
In questo modo le radiazioni potranno sicuramente essere bloccate all'interno del reattore.
C'è un articolo molto approfondito che porto a sostegno di questo argomento della fusione in acqua che creerà esplosioni e potrebbe far uscire parti di nucleo. Da questo,  mi sono accorto, sono stati tratti molti post e articoli riassuntivi, tra cui quindi indirettamente anche questo, anche se lo trovo solo ora e ve lo fornisco.
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo
/Il_pericolo_di_Fukishima/1347102
Aggiornamento del 16 Marzo 2011.
Nonostante sia molto difficile avere informazioni attendibili su quanto sta avvenendo, ci sono alcune indiscrezioni non confermate.
Un blog giapponese, in un post segnalato ieri sulle notizie in tempo reale di Google, dava molti particolari sulla rottura della camera di contenimento del reattore numero 3.
Oggi non riesco più ad aprirlo ... (ma... da internet non sparisce nulla! Ho trovato un'altro post copia di quello sparito tramite una la traduzione delle parole che ricordavo Ecco il LINK:http://www.logsoku.com/thread
/hato.2ch.net/lifeline/1300268228/
Sotto, per chi non lo sa, spiego come tradurlo semplicemente.
Vi descrivo quello che dice pur facendo presente che si tratta di informazioni non confermate e di attendibilità assolutamente non sicura. Inoltre ho potuto leggerlo solo col traduttore automatico che, per il giapponese, funziona si e no.
In questo blog si dice che il cosiddetto torus, la camera a forma di anello per la condensazione del vapore direttamente collegata al vano reattore, non è circolare, ma ottagonale. Quando si passò dalla fase progettuale a quella realizzativa, ci si rese conto che creare un anello cavo in acciaio di quelle dimensioni era praticamente impossibile e costosissimo. Quindi questo anello fu costruito saldando insieme 8 tubi diritti tagliati a scalpello, creando così un anello concavo ottagonale e non circolare.
A parte questo dettaglio che può servire al massimo per valutare l'attendibilità o meno del post, il blogger scrive che questo anello è unito al contenitore del reattore con otto condutture, saldate appunto da un lato ai segmenti dell'ottagono e dall'altro alla camera. Secondo lui si sarebbero dissaldate alcune di queste saldature e l'anello ottagonale potrebbe essersi staccato dal fondo del vano reattore. Se così fosse si sarebbe aperta la base del contenitore. In effetti ciò pare confermato da alcune dichiarazioni ufficiali secondo cui il contenitore si sarebbe fessurato alla base. L'anello e quindi le lesioni sono circa venti metri sotto terra. La colonna di fumo che si alzava stamani proveniva infatti dalla base del reattore.
Il post si baserebbe sulla testimonianza di un tecnico che lavorò alla centrale in costruzione.
Altra notizia non confermata e non verificabile ora: I tecnici che eroicamente stanno lavorando all'interno della centrale, potrebbero stare ripristinando un sistema di raffreddamento, non più adatto a generare corrente ovviamente, ma sufficiente a far circolare il liquido e raffreddare il nucleo del reattore. Tornando a circuito chiuso, il liquido cesserebbe di essere vaporizzato in atmosfera, e abbassando la temperatura, eviterebbe che l'acqua continui a scindersi producendo idrogeno. Questo sistema richiede numerose saldature e la costruzione di parti idrauliche. Forse il sistema sarebbe autosufficiente, cioè l'acqua circolerebbe con un sistema di valvole grazie alla pressione generata dal calore del reattore. Oppure potrebbero esserci delle pompe aggiuntive. In questo modo si eviterebbe la fusione per molti anni e si avrebbe la possibilità di intervenire con le complesse opere di intombamento dell'impianto.
Questo sistema richiederebbe una manutenzione costante e costosa per moltissimo tempo, ma stabilizzerebbe la situazione.
Inoltre, tanto per darci un po' di speranza, non è detto che il nocciolo del reattore fonda fino a diventare lava, perchè in effetti al suo interno sono inserite le barre moderatrici. La temperatura dovrebbe essere più bassa di quella raggiunta a Chernobyl dove le barre non riuscirono ad entrare per la deformazione dei canali.
In ogni caso questo tipo di fusione sarebbe inedito e dall'esito non conosciuto. Potrebbe quindi non fondere la camera di acciaio del nocciolo e rimanere al suo interno, o, cosa ancora preferibile, fermarsi dopo una piccola percentuale di materiale fissile fuso. Comunque sono ipotesi. La maggior parte degli esperti propendono per la fusione.
Più documentata la testimonianza di un tecnico giapponese che lavorava alla manutenzione mentre iniziava il terremoto. Qui posso fornirvi anche il link del post originale.
http://2chradio.com/arc/newsplus1300212335.html
Potete tradurlo utilizzando la barra di google toolabar, o se non l'avete potete fare il copia incolla dell'indirizzo, inserirlo nella barra di ricerca di google: dovrebbe apparirvi tra  i primi risultati; a questo punto cliccate sulla scritta "traduci questa pagina".
Il tecnico racconta che immediatamente, allo scoppio del terremoto, si erano resi conto che qualcosa di grave era successo nella piscina del combustibile esaurito. Sentirono infatti un grande frastuono di tubature cadute provenire da quella zona. Poi però furono costretti a seguire le procedure, e abbandonare l'edificio causa terremoto ed essere sostituiti da altri anche a seguito dei problemi sopravvenuti.

Aggiornamento 17 marzo. 5,30 p.m.
Tutto il mondo pensa ormai che la situazione sia molto peggiore di quanto dice il Giappone; USA, Russia, Cina e molti paesi europei hanno formalmente intimato di avere informazioni dettagliate su quanto sta avvenendo.
Preoccupa molto la comunità internazionale che, il problema delle piscine di raffreddamento del combustibile esaurito nelle piscine poste sul tetto ora a cielo aperto, fosse praticamente taciuto nei primi tempi dell'incidente, quando ora è tra i problemi più gravi.
Inoltre si sa ora che il reattore numero trè è alimentato con una misciela di uranio e plutonio (il mox) in grado di liberre isotopi molto più letali delle barre usate negl'altri reattori. Da questo reattore esce fumo estremamente radioattivo.
All' interno delle piscine sul tetto si sviluppano incendi (provocati certamente dalla scissione della poca aria rimasta o del vapore proveniente dall'interno dei reattori). Vi è il rischio concreto di una reazione nucleare a cielo aperto.Esperti europei riferiscono che l'acqua dagli elicotteri è stata un errore, la poca che cadeva invece di finire nella piscina produceva scintille e vapore tossico al contatto delle barre.
Tutti i timori stanno accadendo realmente in queste ore febbrili.

Si sta avviando la macchina dell'assistenza nucleare mondiale.
Le notizie su questi interventi giungono ora frammentate ma coerenti, che, ricomposte come un puzzle, ci consentono di avanzare un'ipotesi su questo intervento.
A causa del calore immenso sviluppato dalla fissione del combustibile (migliaia di gradi), l'acqua che viene usata va ben oltre il punto di ebollizione e sublima immediatamente nei suoi componenti, l'ossigeno e l'idrogeno, miscela infiammabile ed esplosiva. Praticamente l'acqua si incendia.
L'effetto quindi non è di raffreddamento, è invece come buttare benzina sul fuoco. Ricordiamo che a Chernobyl non si prese neanche in considerazione l'uso di acqua tranne nelle primissime ore quando si pensava ad un banale incendio. Si aveva già piena coscienza di questo fenomeno su barre prossime alla fusione.
Sembra qui, comunque, che la fusione completa non ci sia ancora, si pensa quindi di poter in extremis raffreddare le barre di reattore e piscine.
Essendo evidente ormai l'inutilità dell'acqua, si pensa di utilizzare l'acido borico,che è anche in grado di refrigerare e, essendo un forte moderatore di moderare la scissione.
Questo acido, non particolarmente pericoloso (è usato anche come disinfettante e nei cosmetici), viene comunemente aggiunto in modeste quantità nell'acqua di raffreddamento per moderare la reazione nel reattore e poter stipare le barre esaurite più vicine tra loro nelle piscine.
Ora sappiamo che la Francia sta inviando tonnellate e tonnellate di acido borico in Giappone per via aerea, lo stesso sta facendo la Corea del Sud. La quantità di acido borico in rotta verso la centrale è quindi gigantesca, unita alle scorte giapponesi.
Sappiamo poi che è stata ripristinata la corrente (proveniente da altre centrali) a Fukushima.
Contemporaneamente stanno arrivando dall'America un grande numero di pompe elettriche "per raffreddare i reattori".
E sempre nelle stesse ore le autorità nipponiche annunciano un rischio blackout nel paese.
Quindi tutti gli elementi sembrano coincidere su una sola ipotesi: Tramite le pompe elettriche (che non hanno bisogno di un costante rifornimento di gasolio poco adatto alle alte temperature del sito), si tenterà di pompare enormi quantità di acido borico puro nei reattori, forse in parte restaurati dai tecnici all'interno, e nelle piscine del combustibile esaurito. L'acido borico potrebbe raffreddare e mitigare la reazione, senza produrre idrogeno.
L'assorbimento elettrico delle pompe si prevede così enorme da mettere a rischio la tenuta della rete del paese e quindi ci saranno blackout programmati e razionamenti di corrente come preannunciato.
 Il successo di questa operazione mai tentata prima, è tut'altro che scontato ed in generale sembra opinione comune che la situazione stia volgendo al peggio. Già i danni prodotti fino ad ora sono immensi.
Sembra intanto non avere peso l'ipotesi dell'aggiornamento precedente circa la possibilità che le barre moderatrici inserite nel nocciolo prima allo scoppio del terremoto possano evitare la fusione: Tutti gli esperti concordano ormai che se falliscono le operazioni di raffreddamento, la fusione sarà inevitabile nel reattore e nelle piscine scoperchiate del combustibile esaurito.
A tale proposito ecco un link di un esperto che studia simulandoli gli incidenti nucleari, a fini civili e militari.
basandoci su altre fonti (questo conferma l'inutilità di nascondere la cose ai tempi di internet, la quantità delle informazioni è troppo grande).
: In caso di fusione la lava cadrà sul fondo dell'ambiente di contenimento, fonderà la camera di acciaio e a contatto con l'acqua e il cemento provochèrà un'esplosione. Questo è lo scenario che si tenta di evitare. In poche parole per il Giappone é ormai una questione di vita o di morte. Conoscendo il temperamento dei nostri amici del Sol Levante, combatteranno contro l'apocalisse nipponica fino alla vittoria.
Tutti i paesi stanno invitando i propri cittadini ad andarsene dal paese asiatico, tanto che l'america da ora ai parenti dei militari di stanza in Giappone, la facoltà di partire anche con voli di linea a spese dello stato.
Aggiornamento 19 marzo. Notte.
Segnalo questo link che decrive in modo semplice e chiaro cosa stanno tentando di fare le persone che con vero eroismo stanno lavorando all'interno della centrale devastata.
/20110318_191834.shtml
Con voi sto seguendo la situazione, con la speranza e la certezza che, l'umanità, saprà ancora una volta rimediare i dani prodotti dalla natura e dalla follia di pochi incoscienti.
Se avrò notizie non facilmete reperibili e utili a capire, ve le comunicherò immediatamente (come penso farà ognuno di voi con gli altri). Oggi posso soltanto annotare questo link che penso sarà utile ricordare in futuro.
Aggiornamento 19 marzo. 5,35 a.m.
Dall' analisi delle famose immagini riprese da un elicottero, potrebbe sembrare che la piscina del combustibile esaurito di almeno un reattore sia crollata insieme a parte del tetto del secondo involucro di contenimento. Le immagini si soffermano sul tetto danneggiato e si notano una serie di tubi o barre poste intorno all'edificio che potrebbero (il condizionale è d'obbligo) essere le barre di combustibile esaurito. Se così fosse (ma non c'è alcuna conferma ufficiale), apparirebbe molto più logica l'operazione dell'acqua lanciata con gli elicotteri e con i cannoni ad acqua, visto che è impossibile supporre che non si fosse calcolato il problema del vento che avrebbe modificato la traiettoria dell'acqua e disperso il getto. In uno stato di tale rischio per gli operatori si evita in ogni modo di compiere azioni inutili, per cui forse si voleva irrorare un'ampia area circostante al reattore con un getto a pioggia.
La soluzione più probabile pare ora la stabilizzazione per ritardare la fusione nei reattori col ripristino del pompaggio, il loro successivo riempimento di sabbia per addensare e trattenere la lava vetrificandola quando avverrà la fusione e costruire uno o più sarcofaghi per chiudere definitivamente la partita.
Aggiornamento 19 marzo. 21,16 a.m.
Oggi giungono finalmente notizie molto confortanti. Massimi esperti russi in materia nucleare inviati sul posto hanno riferito che la situazione, pur restando gravissima, è ora "sotto controllo" (sottolineando che con questo termine intendono il fatto che le operazioni condotte sono guidate da un progetto ben definito e che si ha un quadro finalmente attendibile di cosa ha provocato l'incidente e di quale sarà la soluzione).
Sono stati ripristinati i sistemi di raffreddamento nelle vasche del combustibile esaurito di alcuni reattori.
Col ripristino della corrente si è tornati a refrigerare tre reattori, mentre un'altro era già in fase di raffreddamento grazie ad un generatore diesel ripristinato. I reattori restanti saranno refrigerati a partire da domani.
Tutta la struttura e l'impiantistica sono molto compromessi e precari, quindi non si escludono imprevisti.
Tuttavia è stato comunicato che il nocciolo dei reattori è passato da temperature di migliaia di gradi a meno di cento. L'acqua ora quindi può essere usata senza produrre idrogeno, mentre evidentemente si è riusciti ad interrompere il processo di fusione (l'unico in grado di provocare una catastrofe globale anzichè limitata al Giappone).
Questi sono risultati grandiosi, per i quali dobbiamo eternamente ringraziare i tecnici sul posto, che hanno sacrificato la loro vita per salvarci tutti.
Forse ora entreranno in azione dei robot per raccogliere e radunare detriti ed esplorare zone del reattore irraggiungibili.
Certamente saranno necessari dei sarcofaghi, ma probabilmente sarà ora possibile evitare che al loro interno restino alcune componenti molto pericolose che si spera di portare lontano da zone densamente popolate.
I danni sono comunque gravissimi: Contaminati alimenti e acqua nella zona; il mare e quindi i pesci di cui vivono molte comunità locali sicuramente molto contaminato. La zona intorno all'impianto non più vivibile dall'essere umano senza speciali protezioni; un'area di circa 30-40 Km di raggio intorno alla centrale pesantemente contaminata richiederà enormi lavori di bonifica; un aumento, non mortale ma significativo in tutta la regione fino a Tokio, e aumento di radioattività fino agli USA; decine di persone contaminate gravemente e centinaia o migliaia con contaminazione lieve.
I lavori di mesa in sicurezza dureranno per molti anni con rischi sempre gravissimi durevoli anche per secoli.
Questo incidente, tra i massimi della storia del nucleare, sta portando tutto il mondo ad un profondo ripensamento su questo tipo di energia. Ci si rende conto che in proporzione ai rischi, le misure di sicurezza non sono affatto adeguate.
Anche in Italia il fronte nuclearista sembra rendersi finalmente conto dell'esigenza di non prendere alla leggera l'argomento.
Il premio nobel Carlo Rubbia è schierato col fronte internazionale che chiede una revisione totale del concetto stesso di centrale nucleare. Sarà difficile non ascoltarlo, dato che si tratta di uno dei massimi esperti in materia. Rubbia fa notare che siamo davanti al primo incidente nucleare provocato da difetti concettuali e progettuali di una centrale, mentre gli altri erano dovuti a gravi errori umani.
Questo impone la riprogettazione e la logica intrinseca delle centrali prima di costruirne di nuove.
Intanto anche il ministro Prestigiacomo si domanda se sostenere a spada tratta il nucleare di terza generazione non sia controproducente dal punto di vista elettorale.

Fukushima: Immagine con didascalie in italiano componenti; fusione sarebbe catastrofe (non c'è vera cupola di contenimento).

Fukushima: Immagine con didascalie in italiano componenti; fusione sarebbe catastrofe (non c'è vera cupola di contenimento).

Post n°424 pubblicato il 14 Marzo 2011 da francesco1375
Pubblicato ore 6,00 a.m.
Dall'analisi del grafico della centrale, e da alcuni articoli, mi sono dovuto rendere conto che, purtroppo, la centrale di Fukushima non ha una vera cupola di contenimento come le centrali più moderne, ma solo un robusto involucro del reattore . Questo peraltro è chiuso da un semplice tappo in cemento circolare alla sommità. Questo aumenta notevolmente i problemi.
L'involucro del reattore è all'interno di una "scatola" in cemento molto spessa lateralmente, ma la parte più alta del contenitore del reattore coincide con la sommità di questa scatola. Al di sopra c'è la parte che abbiamo visto esplodere.
La parte esplosa era un vano con pareti molto sottili. Conteneva il meccanismo per inserire le barre di uranio nuove e per deporre le barre usate in una piscina che è sul tetto. Non aveva funzioni di contenimento.
Immagine interno reattore Fukushima con didascalie semplificate in italiano.
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Questa immagine è tratta da un disegno divulgativo che illustra l'interno di un reattore ad acqua bollente identico a quello Fukushima . Illustra il reattore nucleare in sezione isonometrica mostrandone i componenti interni fondamentali.
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Ora la situazione è questa. Sul tetto dell'edificio cubico contenente il reattore, abbiamo all'aria aperta la piscina di contenimento con le barre esaurite, nella quale è stata rimessa acqua per proseguire il loro raffreddamento. Poi, sempre sul tetto all'aria aperta abbiamo direttamente il pesante tappo in cemento che chiude il vano reattore.
Inoltre, sotto al vano reattore si trova un anello cavo di cemento molto grande. Questo anello è per metà riempito di acqua. E' collegato direttamente alla parte interna del vano reattore con grosse condutture. Sarebbe servito per contenere una perdita di acqua bollente contaminata del circuito primario (l'unico in questo tipo di reattore) e conservarla, raffreddandola, al suo interno per poi riusarla (perchè radioattiva e non sostituibile). In caso di fusione, il rischio che la lava fusa penetri in questo anello è possibile, Anche se va detto che il nocciolo che fonderebbe è all'interno di un cilindro in cemento chiuso alla base ma aperto alla sommità. Se la lava resta in questo cilindro e questo regge ok. Ma se la lava tracima dal cilindro o se lo stesso cede, il magma del nocciolo finirebbe alla base del contenitore del reattore. A questo punto potrebbe aprirsi un varco nelle grosse condutture e penetrare nell'anello. Siccome questo è per metà pieno d'acqua, bisogna evitare che la lava entri in contatto altrimenti si avrebbe un'esplosione al 100% e alla base di tutta la struttura. Le operazioni in corso probabilmente tendono anche a scongiurare questa evenienza.
Se la lava penetrasse nell'anello vuoto, senza liquido, si fermerebbe li e si solidificherebbe pian piano senza dare grossi problemi.

Un'altra cosa che ho capito, e che volevo comunicarvi, anche se secondaria, è che questo reattore ad "acqua bollente", oltre a non avere una vera cupola di contenimento, non ha circuito primario e secondario. Cioè:
L'acqua che raffreda il nocciolo e che è contaminata, non deve mai uscire dal reattore (invece ora è uscita per intero). Comunque, nei reattori più evolti, quest'acqua serve solo a raffreddare il nocciolo e a riscaldare un secondo circuito (circuito secondario). Poichè il liquido del circuito primario non si mescola con quello secondario, l'acqua del secondario resta pura. E' quest'acqua che, vaporizzata dal calore del circuito primario, fa girare la turbina che produce elettricità. Quindi la turbina non è contaminata.
Qui invece esiste solo il circuito primario di acqua contaminata che fa girare direttamente la turbina che produce la corrente. In questo modo tutta la turbina viene contaminata. Questo ovviamente provoca una quantità molto maggiore di meccanismi e rende molto più difficile intervenire nelle riparazioni. Questo ha certamente giocato un certo ruolo nella difficoltà dei primi interventi di riparazione.
Centinaia di tecnici stanno lavorando, a rischio della vita, per portare sotto controllo la situazione. Tutta la comunità scientifica mondiale, è impegnata nel supporto ad una soluzione che riporti la sicurezza.
Al di là dei costi umani e materiali giganteschi, mi preme qui ricordare che ci sono stati moltissimi gravissimi incidenti nucleari, tra cui Chernobyl, e che in tutti i casi è stata alla fine trovata una soluzione. Prova ne sia che siamo ancora qui a parlarne. I danni sono enormi, ovviamente, ma le tecniche di gestione degli incidenti nucleari sono oggi collaudate sul campo e oggetto di studi approfonditi da oltre cinquanta anni. Quindi dobbiamo avere fiducia in chi sta lavorando. Le più grandi menti ed i maggiori fisici del mondo (gli stessi che per decenni hanno progettato le centrali ) sono al lavoro.
Ore 20,00 p.m.
Poichè la fusione sembra inevitabile, io suggerirei di svuotare quanto prima il cosiddetto torus, il grande anello alla base dei reattori. Perchè se la lava finisce qui esplode a contatto con l'acqua e può crollare tutto. Fendendo quindi la base penetrerebbe nel suolo e trovare la falda. A Chernobyl sotto il reattore c'erano alcuni piani divisi da lastre di cemento, la lava ne penetrò almeno una. Qui sembra che non ci siano camenre sotto il reattore, Se almeno il Torus fosse privo d'acqua e riempito di cemento, la lava non vi penetrerebbe. Forse questa sarà una cosa assurda che ho detto, ma data la situazione ho preferito dare questo mio timore e questa mia idea. Se è una stupidaggine pazienza, non succede nulla.
Il tappo sul tetto va bloccato, altrimenti è probabile che salti via, come accadde per il coperchio del reattore di Chernobyl. Sarebbe forse necessario sigillare tenacemente tutte le aperture, porte ecc. dell'edificio esterno al guscio vero e proprio del reattore, se questo si rompesse sarebbe così già rafforzata la seconda protezione. Inizierei già a costruire il contenitore esterno di supporto, visto che ora sarebbe montabile con una certa sicurezza. Non so, sono davvero preoccupato. Speriamo bene.

Fukushima, notte: drammatiche notizie (raccolta), situazione gravissima, coinvolto altro reattore. Situazione sotto controllo.

Fukushima, notte: drammatiche notizie (raccolta), situazione gravissima, coinvolto altro reattore. Situazione sotto controllo.

Post n°423 pubblicato il 13 Marzo 2011 da francesco1375
Questo post è stato scritto intorno alle 5 di mattina.
L'ultimora di televideo comunica che ci sono gravi problemi al reattore nucleare tre della centrale di Fukushima.
Sono uscite radiazioni, il liquido di raffreddamento è calato e le barre di combustibile sono rimaste scoperte per tre metri.
Allora, questo purtroppo significa che la situazione si è ulteriormente aggravata.
Si rischia la fusione di un secondo reattore nucleare.
Infatti il sistema di raffreddamento di emergenza, quello cioè che non partì nel primo reattore collassato, non funziona più neanche in questo impianto.
Leggi per approfondire (in inglese):
http://www.reuters.com/article/2011/03/12/us-japan-quake-nuclear-cooling-idUSTRE72B3GI20110312


Riporto alcune notizie che ho letto durante la notte, anche accedendo alla versione inglese di GOOGLE (google.com, per accedervi non digitate l'indirizzo .com, verreste rimandati a google.it.
Cliccate invece, sotto al campo di ricerca sulla scritta "GOOGLE.com in english.
Dovrebbe funzionare, se lo fate avrete accesso ad una mole molto più grande e internazionale delle notizie, perchè google filtra normalmente i risultati in base al paese nel quale si trova l'utente per dare risultati più pertinenti, tuttavia in questo caso il mio consiglio è di rivolgersi anche al di fuori dell'Italia)


Ci sono seri problemi ad altri reattori dello stesso impianto. Anche se meno gravi riguardano sempre lo stesso problema di surriscaldamento. Stanno intervenendo pompando acqua.
Nel reattore che ha subito l'esplosione viene pompata acqua di mare. Questo danneggerà l'impianto, ma il problema a questo punto ovviamente non si pone.
Mentre l'acqua di mare viene pompata, il vapore viene fatto defluire dal reattore per abbassare la pressione. Segno quindi che l'acqua non segue più le condutture. Tuttavia (qui riporto quello che ho letto pur restando perplesso) questo vapore non sarebbe tossico.
Un tecnico impegnato nelle operazioni di soccorso, al momento dell'esplosione dell'involucro esterno (che ricordiamo, non ha riguardato fortunatamente il guscio di contenimento) è rimasto intrappolato in una condotta del reattore. Non si sa se sia vivo e stanno tentando di salvarlo.
Politici Giapponesi sostengono che la soluzione di questo problema (come avevamo evidenziato anche noi nel post precedente) richiederà anni ed anni, e costi giganteschi. Si stanno domandando se il Giappone riuscirà a fare fronte a questi costi che si aggiungono a quelli immensi della devastazione del sisma. Sarà necessario un ingentissimo aiuto internazionale.
Pillole allo Iodio sono state distribuite alla popolazione per essere usate facoltativamente. Questo dovrebbe significare che ancora non c'è contaminazione e la misura è stata presa in via precauzionale, infatti non è stata ordinata l'assunzione di questo ritrovato che da ottimi risultati nel limitare i danni di un'eventuale esposizione. Tuttavia è probabile che si speri che tutti le prendano e la facoltatività sia stata data per non generare panico. Nessuno può inoltre imporre l'uso di un farmaco.
La radioattività è in calo. Vi spiego perchè: la radioattività che proviene dal nucleo in se stesso è mitigata dalla barriera del guscio di contenimento rimasto in piedi.
La grande quantità di radioattività che usciva fino a ieri era costituita dalla fuga del liquido refrigerante sotto forma di vapori.
Usciva perchè le condutture erano state lesionate dal calore e dalla pressione, ma anche nel vano tentativo di salvarle facendo uscire un po' di questo vapore (operazione che salvò Three Mile Island dalla fusione totale del nocciolo, consentendo di pompare nuovo liquido nel circuito).
Purtroppo, in questo caso le condutture erano evidentemente del tutto rovinate.
Ad un certo punto quasi tutto il liquido di raffreddamento irradiato si è vaporizzato, costituendo una miscela ricca di idrogeno.
Si è verificata l'esplosione dell'idrogeno. Il guscio di sicurezza, non del nucleo del reattore, ma degli impianti di pompaggio del liquido refrigerante (ormai saturo di vapori che uscivano lentamente inquinando le zone circostanti) si è disintegrato.
Tutti i vapori radioattivi a questo punto sono fuoriusciti e, a causa del loro calore, sono saliti nell'alta atmosfera disperdendosi e diluendosi.
Quindi, dopo di ciò, è logico che, non essendoci più liquido o gas irradiato, le uniche radiazioni che escono sono quelle che riescono a penetrare la cupola di contenimento, certamente quindi in quantità molto minore.
L'acqua che ora viene pompata con un sistema ideato all'occasione per tentare di raffreddare il nocciolo ormai quasi certamente parzialmente fuso e non comandabile(sistema di pompaggio del quale si sa pochissimo) esce subito dopo come vapore in atmosfera, ma è stato pochi secondi in prossimità delle barre di conbustibile, e quindi dicono abbia radioattività trascurabile.
Ecco perchè ora la radioattività è calata.
Le operazioni in atto, poi, sono finalizzate a ridurre progressivamente le fughe, fino quasi ad azzerarle probabilmente con la successiva costruzione di un nuovo contenitore esterno di sicurezza che cercheremo di non chiamare "sarcofago", forse sarà chiamato scatolotta millenaria.
Alla fine però il problema è che il disastro c'è già stato. Certo, dopo che è successa una catastrofe la situazione non può che migliorare, speriamo molto in fretta.
Centinaia di tecnici stanno lavorando, a rischio della vita, per portare sotto controllo la situazione. Tutta la comunità scientifica mondiale, è impegnata nel supporto ad una soluzione che riporti la sicurezza.
Al di là dei costi umani e materiali giganteschi, mi preme qui ricordare che ci sono stati moltissimi gravissimi incidenti nucleari, tra cui Chernobyl, e che in tutti i casi è stata alla fine trovata una soluzione. Prova ne sia che siamo ancora qui a parlarne. I danni sono enormi, ovviamente, ma le tecniche di gestione degli incidenti nucleari sono oggi collaudate sul campo e oggetto di studi approfonditi da oltre cinquanta anni. Quindi dobbiamo avere fiducia in chi sta lavorando. Le più grandi menti ed i maggiori fisici del mondo (gli stessi che per decenni hanno progettato le centrali ) sono al lavoro. In questo momento è meglio abbandonare la polemica nucleare si, nucleare no. E' evidente che non si costruiranno più centrali per decenni dopo questo incidente, la polemica è superata dai fatti, appartiene al passato. Io resto contro la costruzione di nuove centrali. Chi è sempre stato nuclearista in buona fede, abbia l'apertura mentale e il coraggio di prendere atto della realtà. Ora all'umanità spetta il compito di fare i conti col nucleare esistente e fare in modo che non vi siano problemi. Perchè le centrali esistenti ce le trascineremo dietro come un macigno per i prossimi secoli. Non si possono spengere e smontare come tutte le altre cose costruite dall'uomo.

L'involucro del reattore è all'interno di una "scatola" in cemento molto spessa lateralmente, ma la parte più alta del contenitore del reattore coincide con la sommità di questa scatola. Al di sopra c'è la parte che abbiamo visto esplodere.
La parte esplosa era un vano con pareti molto sottili. Conteneva il meccanismo per inserire le barre di uranio nuove e per deporre le barre usate in una piscina che è sul tetto. Non aveva funzioni di contenimento.
Ora la situazione è questa. Sul tetto dell'edificio cubico contenente il reattore, abbiamo all'aria aperta la piscina di contenimento con le barre esaurite, nella quale è stata rimessa acqua per proseguire il loro raffreddamento. Poi, sempre sul tetto all'aria aperta abbiamo direttamente il pesante tappo in cemento che chiude il vano reattore.